Volley Bergamo 1991, Kendall Kipp: “Siamo nel nostro miglior momento. Il 3-0 su Busto all’Arena ha cambiato la stagione”
L’opposto americano delle rossoblù fa il punto sulla stagione della squadra e personale, al rientro dopo un lungo stop per infortunio. E guarda all’avventura ai playoff: “Antropova? Non si può fermare, dovremo trovare il modo per limitarla e rispondere ai suoi punti”
Bergamo. Quando Kendall Kipp mette giù la palla con la sua forza, il pubblico del Volley Bergamo 1991 si infiamma. L’opposto americano classe 2000, alunna dell’università di Stanford e da un paio d’anni sbarcata in Europa, è uno dei pilastri della squadra rossoblù: è arrivata in estate dopo l’esperienza al Vakifbank, con cui ha vinto il campionato turco, pur dovendo rimanere ferma per diversi mesi per un infortunio alla caviglia destra.
Pur essendo soltanto alla sua seconda stagione dal professionista dopo i quattro anni del College, la 25enne è tra le prime 10 per punti realizzati in campionato. “Quando sono arrivata avevo grandi aspettative per la stagione: avevo sentito grandi cose sul club e sulle mie nuove compagne”. Si è trattato di un ritorno, visto che nel 2024 Firenze era stata la sua prima tappa italiana per qualche mese: “Un’esperienza che avevo davvero amato, non vedevo l’ora di tornare e giocare in questo campionato di nuovo.
“Personalmente venivo da un lungo infortunio, volevo trovare il mio ritmo, la mia fiducia. E tutti quelli con cui ho parlato mi hanno detto solo cose belle di questa città”. Provate poi sulla propria pelle. Ora si prepara alla sfida contro le campionesse del mondo di Scandicci, con gara-1 in programma a Firenze domenica 1 marzo (ore 16) e poi gara-2 a Treviglio il 5 marzo. Aspettative e obiettivi? Lasciare tutto in campo, giocare con energia.
A proposito dell’infortunio, com’è stato il rientro?
“Non è stato semplice, il calendario così fitto ha richiesto tanto al mio corpo, uno sforzo importante in un campionato competitivo che ti mette alla prova tutti i giorni. Ma questo mi diverte. In estate sono stata al 100% e quindi ho fatto riabilitazione con la nazionale, poi sono rientrata con loro”.
Tutto questo ha rallentato l’inserimento nel gruppo?
“No, adattarmi è stato semplice, abbiamo lavorato tanto in allenamento per trovare sintonia, c’è voluto un po’ per raggiungere il nostro potenziale ma le connessioni sono state facili da trovare”.

C’è stato anche il ritorno al lavoro con Carlo Parisi, già conosciuto a Firenze. È stato un fattore nella scelta di Bergamo?
“Sapere che c’era un allenatore che conoscevo è stato d’aiuto, ma non è stata l’unica ragione. Io volevo davvero tornare in Italia, perché questo campionato è unico, tutte le squadre sono competitive: le partite sono equilibrate, bisogna sempre essere concentrati in ogni minuto di ogni partita”.
Avete vissuto una stagione di alti e bassi, è stato difficile risalire dopo una partenza difficile?
“All’inizio speravamo di vincere più partite, ma avevamo anche sfidato tante squadre della parte altissima della classifica. In più abbiamo affrontato tante trasferte, spesso giocando due volte a settimana. Siamo state brave a non farci travolgere da questa difficoltà, a non farci abbattere: sapevamo che la stagione era lunga e che era solo una fase, che non era certo finita. Abbiamo mantenuto l’ottimismo, continuato a lavorare duro, e ne abbiamo raccolto i frutti”.
Ora state vivendo il vostro miglior momento, con quattro vittorie e il 7° posto blindato.
“Stiamo bene e questa è un’ottima cosa, era quello che volevamo: in una stagione vuoi arrivare nella migliore condizione nel momento decisivo. Ma penso che non abbiamo ancora raggiunto il nostro massimo potenziale”.
Per risalire è stato più determinante il fattore mentale e fisico?
“Entrambe. Abbiamo avuto sia una crescita mentale che fisica. Abbiamo lavorato anche su dettagli tecnici, tanto passa anche dalla fiducia che abbiamo in noi stesse e tra di noi”.

A dicembre c’è stata la risoluzione contrattuale di coach Carlo Parisi e la promozione di Marcello Cervellin a capo tecnico. Come avete vissuto quel momento?
“Può essere difficile quando si cambia allenatore, ma è successo in un periodo con talmente tante partite che non abbiamo neanche avuto il tempo di pensarci. Abbiamo giocato due giorni dopo, pensavamo solo a quello, tenuto la testa alta. L’abbiamo gestita bene. E Marcello sta facendo un grande lavoro”.
Si può dire che quel 3-0 a Busto alla ChorusLife Arena arrivato all’esordio di Cervellin ha cambiato la stagione?
“Sì, è stato un turning point. Avevamo avuto partite in cui avevamo iniziato a mostrare il nostro potenziale, stavamo grattando la superficie, ma a quel punto eravamo talmente arrabbiate per come le cose stavano andando che qualcosa dentro di noi è scoppiato: quando è troppo è troppo, abbiamo detto”.
Un giudizio a livello personale sulla regular season?
“Personalmente ho avuto partite in cui sono stata felice delle mie prestazioni e altre in cui non ho fatto bene, avevo alte aspettative e volevo performare al massimo. Sicuramente mi sto divertendo. Sono severa con me stessa, ma so che vengo da un periodo di stop per infortunio e quindi cerco di essere non troppo dura nel giudicarmi”.

Ora sfidate le campionesse del mondo di Scandicci ai playoff. Cosa vi aspettate?
“Una battaglia. Scandicci è fortissima, ma noi vogliamo provare a vincere e mettercela tutta, lasciare tutto sul campo. Vogliamo essere fiere di quello che faremo, a prescindere dal risultato finale”.
Affrontate Antropova, probabilmente la miglior giocatrice del campionato italiano: seconda per punti segnati, prima per muri, prima per ace.
“Sappiamo che segnerà dei punti su cui non potremo fare nulla, se non applaudirla per quanto è forte, ma prepareremo tattiche per poterla limitare al meglio, per toglierle alcune giocate e per trovare modi per andare oltre ia punti che segnerà”.
Con l’impiego di Eze ancora in dubbio, vi potreste ritrovare ancora Carraro sulla diagonale. Avete giocato insieme per la prima volta a Macerata. Com’è andata?
“Con Roberta non avevamo mai giocato sulla diagonale in partita e neanche in allenamento, ma è stato divertente poter lavorare con lei. È difficile entrare come titolari così tardi durante la stagione per la prima volta, ma sono orgogliosa della leadership e dell’energia che ha messo in campo”.
E sul futuro di Kendall Kipp cosa si può dire?
“Non penso ancora al futuro, mi concentro solo sui playoff. Posso dire a Bergamo sono davvero felice, mi piace camminare per la città, bere un caffè in città alta, i panorami sono stupendi”.




