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Sassuolo da incubo per l’Atalanta: la Dea con l’uomo in più cade al Mapei Stadium
Foto Getty

Nonostante l’espulsione di Pinamonti dopo un quarto d’ora, i neroverdi vincono 2-1 con le reti di Koné e Thorstvedt. Non basta il gol di Musah nel finale. Grande occasione persa per i nerazzurri nella corsa Champions

Reggio Emilia. Un doppio passo indietro. Sia nella prestazione e nella mentalità rispetto a quattro giorni fa, sia nelle candidature a partecipare alla prossima Champions League. Se quello con la Cremonese di inizio febbraio era stato un esame di maturità, superato, il 2-1 incassato sul campo del Sassuolo sa di bocciatura all’esame universitario. Di quelle pesanti, però. Non compromette, ma complica. Eccome.

Il vento è cambiato rispetto a quando, quasi quattro mesi fa, i neroverdi vincevano 3-0 a Bergamo spingendo Juric nel precipizio. Da allora è cambiato tutto per l’Atalanta, tornata in alta classifica, ma bruscamente riportata con i piedi per terra da Berardi e compagni. Che anche a novembre avevano spento l’Atalanta quattro giorni dopo un’impresa europea: allora era stata l’impresa di Marsiglia, siglata ancora da Samardzic nel recupero.

Occasione persa, enorme, considerando lo scontro diretto tra Roma e Juventus che inevitabilmente rallenta almeno una diretta concorrente. Perché 75 minuti in superiorità numerica non si sono sentiti, se non nella percentuale di possesso palla. Nessun piano B, una reazione solo nervosa, che non è caratteriale. Insomma, il peggior modo per iniziare un mese di marzo complicatissimo e pieno di impegni.

Samardzic sassuolo atalanta

La partita

È una delle poche trasferte libere in tempi recenti, almeno in campionato. Rispondono presenti in quasi 1.800, con l’obiettivo di spingere i nerazzurri (in bianco, anzi, panna) all’inseguimento la Champions, proprio dove l’avventura europea è ricominciata nel 2018 e dove è stata conquistata la prima volta la Champions ormai quasi sette anni fa. Certo, non mancano le polemiche per i 39 euro per il settore ospiti scoperto: “Vergogna” è il messaggio sullo striscione. Conciso e diretto. Come anche il messaggio che viene srotolato a metà secondo tempo e che celebra la rimonta col Dortmund di quattro giorni prima.

striscione

Oltre a De Ketelaere e Raspadori, Palladino si trova a dover fare a meno di Ahanor per un attacco febbrile delle ultime ore e pure Ederson: il brasiliano non ha ancora recuperato al 100% dopo l’affaticamento rimediato settimana scorsa, cosi si è preferito lasciarlo a Zingonia a svolgere lavoro personalizzato. “Stiamo valutando giorno per giorno” spiega il tecnico a Dazn. Ne risultano solo due cambi rispetto all’undici che mercoledì sera ha ribaltato il Borussia: Djimsiti per Hien e Bellanova per Zappacosta, forse i due migliori in campo.

Poche novità che sono un segnale di continuità e ribadiscono l’importanza del nuvoloso pomeriggio di Reggio Emilia. Il tridente ha gli stessi interpreti, ma sistemati in maniera differente: dietro i “due”, con Samardzic che ha licenza di svariare e Scamacca di riempire l’area, c’è uno Zalewski che agisce da trequartista e si inserisce in due occasioni tra le maglie della difesa neroverde, tagliandola a fette senza però trovare la porta dopo dei buoni primi controlli, imbeccato dal goniometro di Kolasinac e Pasalic, oltre a far ammonire Idzes.

L’inerzia è nerazzurra, anche la difesa aggredisce altissimo e proprio così nasce il primo episodio chiave del match: scocca il quarto d’ora e Pinamonti parcheggia i tacchetti sulla caviglia di Djimsiti che lo anticipa. Rosso diretto per Marchetti, che analizza la scena da pochi metri e con visuale chiara. Ma qui emerge il primo paradosso: il Sassuolo si schiera con il 4-4-1 e crea più difficoltà ripartendo in velocità con Laurienté, spostato dall’esterno al centro.

La prima volta in cui risale il campo, la squadra di Grosso va in vantaggo con Koné, abbandonato a due metri dalla porta su un corner che misteriosamente passa sul primo palo creando scompiglio. Carnesecchi, che già prima aveva compiuto un miracolo su Thorstvedt, non riesce nel bis. Superficialità nerazzurra. La ricerca del pari è più di nervi che di idee, soprattutto con Samardzic spesso testardo. L’unico guizzo è un colpo di testa di Bellanova di testa che chiama Muric almeno all’intervento. Per il resto le due linee strettissime della difesa emiliana concedono poco o nulla. Anzi, al gol ci va più vicino il Sassuolo con Muharemovic che incorna largo da ottima posizione.

Atalanta delusa

Palladino torna nervoso negli spogliatoi e all’uscita ci sono tre novità: Zappacosta a destra, Kamaldeen e Krstovic nel tridente, con Zalewski che arretra da quinto e Bernasconi, Bellanova e Scamacca che rientrano negli spogliatoi. Non cambia però ciò che si vede in campo: l’effetto della superiorità numerica non si percepisce minimamente nelle occasioni, ma solo nel possesso palla. Sterile e che non porta mai a liberare uomini in posizione pericolosa. Come nel primo tempo, il Sassuolo ringrazia e appena risale il campo affossa la Dea con il 2-0 a firma di Thorstvedt.

Krstovic tenta di reagire chiamando Muric alla parata con un colpo di testa. Il Sassuolo cala e concede più di a qualche soluzione estemporanea: una porta a un palo di Samardzic, tra l’altro, ancora con parata del portiere kosovaro e poi il guizzo di Musah su assist di Zappacosta. Ma c’è poco tempo per la Dea, che ci prova ancora con il colpo di testa di Scalvini ribattuto da Muric. Che non chiude la rimonta ed esce a testa bassa, consapevole di aver buttato via una grande occasione dopo 75 minuti in superiorità numerica, incassando la prima sconfitta in campionato nel 2026 in maniera brusca.

Sassuolo-Atalanta 2-1

Marcatori: 23′ Koné, 69′ Thorstvedt, 88′ Musah

Sassuolo (4-3-3): Muric; Coulibaly, Idzes, Muharemovic, Garcia; Thorstvedt, Matic (73′ Lipani), Koné (89′ Doig); Berardi (73′ Fadera) (79′ Iannoni), Pinamonti, Laurienté (73′ Nzola). A disp. Turati, Satalino, Zacchi, Romagna, Pedro Felipe, Vranckx, Volpato, Bakola, Moro. All. Grosso

Atalanta (3-4-1-2): Carnesecchi; Scalvini, Djimsiti (75′ Hien), Kolasinac; Bellanova (46′ Zappacosta), De Roon, Pasalic, Bernasconi (46′ Kamaldeen); Zalewski (67′ Musah); Samardzic, Scamacca (46′ Krstovic). A disp. Sportiello, Rossi, Kossounou, Bakker, Vavassori. All. Palladino

Arbitro: Marchetti

Ammoniti: Idzes (12′), Bernasconi (21′), Zalewski (58′) per gioco falloso; Grosso (all., 46+2′), Matic (57′), Palladino (all.) per proteste

Espulsi: Pinamonti (16′) per grave fallo di gioco.

Note: 13.260 spettatori. Recupero tempo: pt 2′, st 6′

Nicola Zalewski

I gol

1-0 Koné (23’) – Un corner da sinistra generato da un malinteso tra Djimsiti e Scalvini viene battuto col destro da Laurienté stretto dentro l’area: la palla passa sul primo palo e sbatte di fatto addosso al mediano neroverde, che da due metri dalla linea di porta base Carnesecchi, a cui non riesce il miracolo.

2-0 Thorstvedt (69′) – L’Atalanta è sbilanciata, Laurienté viene lanciato in profondità e da solo contro quattro temporeggia, scambia con Koné e poi serve Thorstvedt, che al limite dell’area ha spazio per prendere la mira e colpire col sinistro, mandando la palla direttamente all’incrocio dei pali.

2-1 Musah (88′) – Zappacosta da destra si costruisce lo spazio per il cross basso, su cui il numero 6 arriva inserendosi centralmente e calciando sotto la traversa.