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Senzatetto morti in città, Sinistra Italiana: “Contrastare la povertà diventi la priorità di Bergamo”
Il 23 settembre un senzatetto era morto sotto il porticato della chiesa di San Marco a Bergamo

Il partito provinciale: “L’abbondanza che ci circonda rende queste morti ancora più intollerabili: il benessere di pochi non può poggiare sul sacrificio dei più fragili”

“Se 19 persone senza tetto muoiono in un anno, contrastare l’esclusione e la povertà diventa la priorità di Bergamo. È inaccettabile. In una delle province più ricche e produttive d’Europa, nel 2025 abbiamo contato 19 morti tra i senza fissa dimora.
Più di Torino, una metropoli quattro volte più grande. ​Com’è possibile che l’eccellenza bergamasca si fermi davanti a un marciapiede?”, si chiede Sinistra Italiana Bergamo dopo la diffusione del report dei decessi dei senza tetto che vede la città orobica terza a livello nazionale. Solo a Roma (48) e Milano (27) si sono registrati più decessi, Torino è quarta con 18.

“​La povertà non è una fatalità, è un fallimento del sistema – riflette il partito -. ​In una città che cresce, investe e costruisce, lasciare che 19 persone muoiano nell’invisibilità non è un problema di ‘mancanza di fondi’, ma di priorità politiche. L’abbondanza che ci circonda rende queste morti ancora più intollerabili: il benessere di pochi non può poggiare sul sacrificio dei più fragili”.

“La politica deve intervenire a tutti i livelli: meno interventi emergenziali e più investimenti strutturali – continua Sinistra Italiana -. ​Non servono elemosine, servono diritti. Sul lato casa bisognerebbe usare la ricchezza del territorio per investire massicciamente nell’edilizia pubblica e nell’housing first. Una casa non è un premio, ma la base per costruirsi un percorso di emancipazione e autonomia”.

Sull’occupazione, il partito sostiene la necessità di creare percorsi di inserimento reale. “In una terra che fonda la sua identità sul lavoro, l’esclusione occupazionale è la forma più grave di isolamento – sentenzia -. Basta micro-progetti a pioggia, serve un piano d’investimento unico e potente che garantisca dignità e autonomia. ​Il decoro di Bergamo non si misura dalle vetrine del centro, ma dalla capacità di non lasciare nessuno al freddo. Bergamo non deve essere città vetrina per turisti e consumatori abbienti, ma una città inclusiva e solidale”.