Referendum giustizia, vandalizzati i manifesti per il “No” ad Almè, Paladina e Villa d’Almè
La ferma condanna del Partito Democratico Bergamasco: “Manifesti rimessi per ben due volte. La politica non è tifo da stadio”
Scritte vandaliche nel comune di Valbrembo e manifesti strappati dai tabelloni elettorali nei comuni di Paladina, Almè e Villa d’Almè: una serie di atti vandalici nell’hinterland cittadino ha avuto come obiettivo la comunicazione per il “No” nell’ambito del referendum sulla giustizia, azioni condannate con fermezza dal Partito Democratico bergamasco.
“Un atto grave che mina alla corretta informazione della cittadinanza in vista di una consultazione referendaria molto importante – dichiara il segretario provinciale PD Gabriele Giudici – Ci tengo a ribadire che la politica non è tifo da stadio e che questo tipo di azioni non hanno il proprio luogo all’ interno di una democrazia. Qui non ci rimette il PD, o l’informazione per il voto contrario al quesito referendario, qui ci rimette la comunità le buone regole di convivenza in un paese democratico. Chiediamo alle forze politiche di maggioranza di prendere le distanze da questo tipo di azione”.
Il PD bergamasco dichiara che agirà nelle sedi opportune per individuare i responsabili. Al segretario fa eco Luciano Cornago, coordinatore di zona del Partito Democratico “Aggiungo che per ben due volte i manifesti sono stati rimessi, inoltre la scritta emersa sui tabelloni a Valbrembo certifica che non si tratta di ragazzate o di un episodio isolato”.
Di Sirio (Sinistra ItalianaI) “La destra scappa dal confronto e si rifugia nel vandalismo”
Sinistra Italiana Bergamo denuncia con sdegno e massima severità i vergognosi atti di sciacallaggio antidemocratico compiuti ai danni dei manifesti per il “NO” al Referendum Giustizia nei comuni di Almè, Villa d’Almè e Paladina.
”Non si tratta di semplici “bravate”, ma di un metodo squadrista adottato da chi, privo di argomenti, sceglie di silenziare il dissenso con la forza – afferma dichiara Alfredo Di Sirio, segretario provinciale di Sinistra Italiana -. Le plance elettorali, spazi di libertà garantiti dalla legge, sono state vandalizzate per impedire ai cittadini di comprendere la natura di questa riforma: un tappeto rosso steso ai “pieni poteri” di Giorgia Meloni. È il segnale di un clima politico tossico e di una destra che ha una maledetta coda di paglia. Chi distrugge un manifesto non è un leone, è un vigliacco che aggredisce il diritto dei cittadini di informarsi. È un atto di chiara matrice autoritaria che respingiamo con assoluto disprezzo. Invitiamo la cittadinanza a guardare in faccia la realtà: questa è la destra che governa il Paese cercando di erodere le basi della democrazia. Non avendo logica nel merito della riforma, ricorrono al sabotaggio. È il loro solito, vecchio modello di società: un’arena dove deve parlare solo chi urla, chi minaccia o chi usa i metodi più bassi. Chiediamo a ogni cittadino: è davvero questo il Paese che vogliamo? Vogliamo rassegnarci a una politica fatta di vandalismo, censura e prepotenza? È la stessa cultura politica che ostacola sistematicamente il voto dei fuorisede, rendendo la partecipazione un percorso a ostacoli. È un disegno preciso: meno gente vota, più è facile comandare. Questi attacchi confermano quanto sia vitale la battaglia delle forze democratiche e progressiste. Ripristineremo ogni singolo manifesto vandalizzato.
Moltiplicheremo i banchetti e la presenza nelle strade. Pretendiamo provvedimenti immediati per garantire una campagna elettorale degna di un Paese civile. La democrazia non è un opzione che la destra può calpestare a piacimento: la difenderemo ogni giorno dall’arroganza di un governo pericoloso, autoritario e, soprattutto, terrorizzato dal voto libero dei cittadini. Non arretreremo di un millimetro”.


