Logo

Temi del giorno:

La scelta di Bergamonews di pubblicare quel video era proprio per sollevare un dibattito e capire di chi sia la responsabilità, se dopo molte segnalazioni agli organi competenti questi soggetti tornano a minacciare

Il caso dell’aggressione all’edicola sul Sentierone scuote la politica e l’opinione pubblica. Decine di migliaia le visualizzazioni sul web del video che riprende un soggetto armato di una bocca d’idrante che vuole spaccare il vetro all’edicola davanti alla chiesa di San Bartolomeo sul Sentierone.

La scelta di Bergamonews di pubblicare quel video era proprio per sollevare un dibattito e capire di chi sia la responsabilità, se dopo molte segnalazioni agli organi competenti questi soggetti tornano a minacciare. Duro l’intervento dell’europarlamentare Lara Magoni di Fratelli d’Italia: “Risse, minacce, degrado. Ci sono commercianti preoccupati. Ci sono cittadini che chiedono più sicurezza. La sicurezza non è uno slogan. È un impegno quotidiano. Bergamo merita ordine, legalità e rispetto”.

Pronta la replica dell’assessore alla sicurezza Giacomo Angeloni: “La titolare dell’edicola ha tutto il diritto di lavorare in serenità, così come le cittadine e i cittadini hanno il diritto di vivere la città e il Sentierone in sicurezza, passeggiare e acquistare un giornale senza timori. È bene precisare che le immagini pubblicate si riferiscono a episodi distinti: uno accaduto martedì scorso, con l’intervento della Polizia di Stato; l’altro il 10 gennaio. In quella occasione la Sindaca Elena Carnevali si è recata immediatamente sul posto, insieme alla Polizia di Stato e alla Polizia Locale, dopo aver ricevuto la chiamata dell’edicolante. Anche per questo abbiamo rafforzato il presidio della Polizia Locale con passaggi della polizia appiedata e presidi delle pattuglie ripetuti più volte al giorno, anche con l’ausilio dei volontari dell’Associazione Nazionale Carabinieri. Sono state inoltre offerte opportunità di accoglienza — regolarmente rifiutate — e sono intervenuti i servizi di bassa soglia. Il tema, oggi come allora, è serio e non va eluso. Quello che chiediamo con chiarezza è perché, dopo aggressioni, minacce e il possesso di oggetti contundenti, queste persone si ritrovino ancora nello stesso luogo. Se sono pericolose, il loro posto non è nei servizi di accoglienza. Se sono sotto l’effetto di alcol o sostanze, o vivono dipendenze croniche, vale lo stesso principio. Se commettono atti gravi, la risposta non può essere semplicemente rimandarli sulla strada o nello stesso anfratto. Garantire sicurezza e ordine pubblico è una responsabilità dello Stato. È un compito complesso, che richiede strumenti adeguati, continuità e coerenza — non proclami o post sterili e pretestuosi. Noi continueremo a fare la nostra parte, con presenza, interventi concreti e collaborazione istituzionale e con il terzo settore”.

Qui sotto l’immagine di venerdì notte con un mezzo della Polizia Locale di Bergamo stazionato davanti alla chiesa di San Bartolomeo.

edicola san bartolomeo aggressione