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Parcofiera, si chiude la vicenda giudiziaria: la società Smp rinuncia all’appello contro Gori e Valesini

La società aveva chiesto un risarcimento di 2 milioni di euro per presunte “condotte ostruzionistiche” relative al progetto. I due amministratori liberi da ogni addebito

Bergamo. Si conclude la vicenda giudiziaria avviata nel 2023 che aveva convenuto in giudizio davanti al Tribunale di Bergamo l’ex sindaco di Bergamo Giorgio Gori e l’assessore alla Rigenerazione Urbana Francesco Valesini, chiedendo un risarcimento di 2 milioni di euro per presunte “condotte ostruzionistiche” relative al progetto edificatorio promosso dalla società Smp Parcofiera. La vicenda si chiude con i due amministratori liberi da ogni addebito.

Il progetto presentato da Smp prevedeva la realizzazione di 24 mila metri quadrati di nuova edificazione sull’area libera adiacente alla Fiera di cui una parte a destinazione commerciale, in connessione con una stazione ferroviaria intermedia che avrebbe dovuto essere realizzata da Rfi lungo il collegamento tra il centro cittadino e l’aeroporto di Orio al Serio. Tuttavia, l’intervento è divenuto irrealizzabile quando Rfi ritenne, all’epoca, non fattibile la costruzione della stazione intermedia, elemento considerato essenziale dallo strumento urbanistico per giustificare la trasformazione di una vasta area agricola nello stato di fatto.

Successivamente, con l’approvazione del nuovo strumento urbanistico, l’area è stata classificata come inedificabile. Ne è derivato un contenzioso amministrativo, comprensibile nell’ambito di scelte urbanistiche non condivise dalla proprietà privata dei terreni. “Aveva invece suscitato particolare sorpresa – osserva Palazzo Frizzoni – il coinvolgimento personale degli amministratori locali nella richiesta risarcitoria, di importo rilevante, che li ha costretti a difendersi in giudizio a proprie spese”.

ex carcere Sant'AgataA sinistra l'assessore Valesini, a destra l'ex sindaco Gori

Il Tribunale di Bergamo ha dichiarato infondata l’azione promossa da Smp. La società aveva poi presentato appello alla Corte d’Appello di Brescia, prolungando il contenzioso e impegnando ulteriormente gli amministratori in una complessa e onerosa controversia legale. È notizia di questi giorni la rinuncia all’appello da parte della società Smp. Dopo anni di procedimenti giudiziari, si chiude definitivamente una vicenda processuale il cui esito ha confermato, secondo l’amministrazione, l’infondatezza delle pretese avanzate. “La conclusione del contenzioso – rende noto il Comune – pone fine a una controversia che, alla luce delle decisioni giudiziarie intervenute, evidenzia come la vicenda probabilmente non avrebbe dovuto avere inizio”.