Giuseppe Rosace, Sergio Cavalieri, Maria Paola Esposito, Miriam Gualini, Giovanni Zambonelli, Cristiano Arrigoni
Nasce una nuova alleanza per sostenere il talento dei giovani e la competitività delle imprese. Grazie alla convenzione tra l’Università degli studi di Bergamo e Bergamo Sviluppo, la ricerca universitaria trova uno sbocco diretto nel mercato, facilitando l’insediamento di nuove imprese presso l’Incubatore del POINT di Dalmine e promuovendo il trasferimento tecnologico verso il tessuto produttivo.
Bergamo Sviluppo e l’Università di Bergamo hanno siglato un accordo per promuovere l’autoimprenditorialità e l’innovazione tecnologica. Mercoledì 25 febbraio, nella sede della Camera di Commercio di Bergamo, è stata ufficializzata l’intesa strategica che mira a sostenere l’imprenditorialità locale. La partnership istituisce una piattaforma di collaborazione permanente per valorizzare il trasferimento tecnologico e potenziare le iniziative innovative sul territorio orobico.
L’intesa mira a trasformare le idee accademiche in realtà aziendali attraverso un piano d’azione strutturato. Tra i punti cardine figurano l’organizzazione di attività didattiche per aspiranti imprenditori e il supporto diretto agli spin-off universitari. Questi ultimi potranno insediarsi nell’Incubatore d’Impresa di Bergamo Sviluppo, una struttura che dal 2001 offre spazi attrezzati, consulenza burocratica e assistenza personalizzata per accompagnare le startup dalla fase di progetto al mercato.
L’importanza del sodalizio è stata suggellata dalla partecipazione dei principali rappresentanti degli enti coinvolti. Al tavolo dei relatori sono intervenuti: Giovanni Zambonelli, Presidente della Camera di Commercio di Bergamo, Miriam Gualini, Presidente di Bergamo Sviluppo, Sergio Cavalieri, rettore dell’Università di Bergamo, Cristiano Arrigoni, Direttore di Bergamo Sviluppo, Giuseppe Rosace, delegato del rettore per il trasferimento tecnologico e Maria Paola Esposito, segretario generale della Camera di Commercio di Bergamo.
L’iniziativa non rappresenta solo un’alleanza strategica, ma riflette l’impegno profondo di due realtà pubbliche e istituzionali radicate nel territorio. L’unione tra la Camera di Commercio e l’Università di Bergamo nasce infatti con il chiaro obiettivo di generare valore pubblico, mettendo le risorse e le competenze di entrambi gli enti al servizio della collettività e della crescita economica locale.
Cristiano Arrigoni, ha sottolineato come l’accordo rappresenti un percorso evolutivo finalizzato a stimolare l’imprenditorialità e la creatività degli studenti e degli aspiranti imprenditori. Ha dichiarato ” L’intesa mira a trasformare il talento dei giovani in realtà aziendali concrete, grazie al supporto costante delle istituzioni”.
Al centro della convenzione vi è la volontà di formare non solo laureati d’eccellenza, ma veri e propri innovatori. Le finalità dell’accordo prevedono una collaborazione stretta nell’organizzazione di attività didattiche specifiche, pensate per trasmettere competenze di business a studenti e aspiranti imprenditori.
L’obiettivo è chiaro: fornire gli strumenti necessari per navigare la complessità del mercato attuale sin dal percorso universitario.
Un pilastro fondamentale dell’intesa riguarda la valorizzazione delle conoscenze. Attraverso azioni congiunte di trasferimento tecnologico, l’Università e Bergamo Sviluppo si impegnano a far sì che i risultati della ricerca scientifica non restino confinati negli archivi, ma diventino asset per lo sviluppo di nuova autoimprenditorialità. Questo processo permette di generare valore economico e sociale, trasformando l’innovazione “pura” in prodotti e servizi accessibili.
Per dare una forma solida a queste ambizioni, l’accordo facilita l’inserimento delle realtà emergenti all’interno dell’Incubatore d’Impresa di Bergamo Sviluppo (con sede al Point di Dalmine). Qui, gli spin-off universitari e le startup nate in ambito accademico possono trovare un ambiente protetto e fertile, usufruendo di spazi, servizi di consulenza e reti di networking fondamentali per superare le sfide della fase di avvio.
Questa sinergia rappresenta un esempio virtuoso di “Terza Missione“, ovvero l’impegno dell’Università a dialogare con la società.
Integrando le competenze scientifiche dell’Ateneo con l’esperienza gestionale e territoriale di Bergamo Sviluppo, la provincia orobica si conferma un ecosistema d’avanguardia per chiunque voglia fare impresa partendo dall’alta formazione.
L’Università degli Studi di Bergamo si conferma il motore trainante della crescita del territorio, consolidando un modello di sviluppo basato sulla multidisciplinarietà e sull’internazionalizzazione. L’Ateneo non si limita a formare i talenti di domani, ma agisce come un vero e proprio partner strategico per le imprese e le istituzioni, trasformando la conoscenza scientifica in valore economico e sociale attraverso tre direttrici chiare: ricerca applicata, creazione d’impresa e radicamento territoriale.
Uno dei pilastri dell’azione dell’Università di Bergamo, è il sostegno attivo all’imprenditorialità. L’Ateneo promuove una cultura d’impresa diffusa, offrendo supporto concreto a studenti e accademici che desiderano avviare startup o spin-off. Grazie alla collaborazione con l’Incubatore di Bergamo Sviluppo, le nuove idee nate in ambito universitario trovano l’habitat ideale per crescere, trasformando profili professionali emergenti in protagonisti del mercato.
Per accorciare le distanze tra accademia e mondo produttivo, l’Università punta sullo strumento dei Joint Laboratory. Si tratta di laboratori congiunti dove l’assistenza alla ricerca avviene su temi specifici segnalati direttamente dall’industria. Questo approccio permette di stabilire collaborazioni scientifiche di alto profilo, garantendo che l’innovazione prodotta nei laboratori sia immediatamente applicabile e rilevante per le sfide tecnologiche delle imprese locali.
L’Università gioca un ruolo cruciale anche nella tutela e nello sfruttamento commerciale delle scoperte scientifiche. Attraverso attività di scouting tecnologico e una gestione strategica della Proprietà Intellettuale, l’Università identifica le tecnologie a più alto potenziale e le traghetta verso il mercato. Questo processo di valorizzazione assicura che il patrimonio di idee dell’Ateneo diventi un vantaggio competitivo per l’intero sistema produttivo.
La condivisione di strategie e strumenti per la cooperazione è alla base dei rapporti con le imprese. L’Ateneo non offre solo consulenza, ma co-progetta percorsi di Open Innovation che permettono alle aziende di rinnovarsi costantemente. Allo stesso tempo, l’Università si pone come consulente autorevole per le istituzioni, fornendo analisi per il policy making e creando ponti tra la pubblica amministrazione e l’ecosistema delle startup.
In questo scenario, la collaborazione con il territorio bergamasco diventa un esempio di relazione virtuosa, dove la ricerca non resta chiusa nei laboratori ma diventa linfa vitale per il tessuto economico, sociale e istituzionale.
Per i giovani e gli studenti, l’Università non è solo un luogo di studio, ma un incubatore di talenti. L’Ateneo promuove attivamente la cultura imprenditoriale, supportando chi desidera trasformare un’idea in startup. Questo impegno si traduce nella creazione di nuovi profili professionali pronti a guidare l’innovazione, facilitando l’accesso a strumenti concreti come l’Incubatore d’Impresa di Bergamo Sviluppo. Questa relazione virtuosa tra Università, imprese e territorio definisce un modello di crescita dove l’innovazione è il risultato di una visione condivisa e di un impegno costante verso il trasferimento tecnologico e la valorizzazione delle competenze.