I Tarocchi in Accademia Carrara: dopo un secolo si riunisce il Mazzo Colleoni per una mostra evento
Venerdì 27 febbraio apre al pubblico una mostra evento senza precedenti che vede la riunificazione delle 74 carte del Mazzo Colleoni (XV secolo), dopo oltre cent’anni di dispersione tra Bergamo, la Morgan Library di New York e collezioni private
Bergamo. Dal lusso delle corti rinascimentali alla creatività contemporanea, un viaggio di 7 secoli lungo la storia dei Tarocchi. Giovedì 26 febbraio all’Accademia Carrara di Bergamo è stato presentato un progetto atteso da tempo: dopo più di un secolo sono state riunite le 74 carte del Mazzo Colleoni, conservate tra Accademia Carrara, The Morgan Library & Museum di New York e una collezione privata. L’occasione di questa eccezionale riunione ha avviato un progetto altrettanto unico: un percorso espositivo del Quattrocento ai giorni nostri che, grazie a prestigiosi prestiti nazionali e internazionali, approfondisce la storia, la committenza, gli artisti, le tecniche, nonché il fascino che queste carte continuano ad esercitare sulle persone.
Nati come svago aristocratico e ampiamente diffusi con l’invenzione della stampa, i tarocchi si sono affermati come strumento divinatorio nel XVIII secolo, raggiungendo un’enorme fortuna culturale e simbolica nel Novecento e oltre.
Si tratta di una mostra che accompagna alla scoperta del potere immaginifico delle carte che da secoli incantano: da Bonifacio Brembo e Antonio Cicognara, autori delle carte del Mazzo Colleoni, fino al Surrealismo con artisti come Victor Brauner, dalle miniature ispirate ai Trionfi petrarcheschi alle testimonianze contemporanee di Irving Penn, Niki de Saint Phalle, Leonora Carrington e Francesco Clemente.
Particolarmente significativa la collaborazione con muse come The Metropolitan Museum di New York, National Gallery of Art di Washington, Kunsthistorisches Museum di Vienna, che testimoniano la rete di rapporti internazionali di Accademia Carrara. Rilevante è anche il gruppo di opere provenienti dai musei nazionali, come Castello Sforzesco e Pinacoteca di Brera, Museo e Real Bosco di Capodimonte di Napoli, Galleria Sabauda di Torino e Pinacoteca Nazionale di Siena.
Per valorizzare un patrimonio così delicato e prezioso, il progetto di allestimento è stato affidato all’architetto Mauro Piantelli. Lo spazio espositivo è stato concepito per guidare il visitatore in un’atmosfera suggestiva, capace di far dialogare le piccole dimensioni delle carte miniate con la monumentalità delle opere d’arte contemporanea. L’allestimento trasforma il percorso in una vera e propria esperienza sensoriale, dove le luci e i volumi esaltano l’oro delle miniature quattrocentesche e la forza simbolica delle interpretazioni moderne.
Alla conferenza di presentazione di giovedì mattina hanno partecipato la sindaca di Bergamo Elena Carnevali,Sergio Gandi, Assessore alla cultura del Comune di Bergamo, Maria Luisa Pacelli, Direttrice della Fondazione Accademia Carrara e Paolo Plebani, curatore della mostra.
Le parole della sindaca Elena Carnevali hanno sottolineato l’alto valore civile e culturale dell’iniziativa: “È una mostra che incarna pienamente la missione dell’Accademia Carrara: unire il rigore della ricerca scientifica alla capacità di parlare a un pubblico ampio e diversificato, con un’offerta culturale che coniuga bellezza, conoscenza e accessibilità”.
Paolo Plebani, Maria Luisa Pacelli, Elena Carnevali e Sergio Gandi- L’eredità dei Surrealisti, dal celebre Jeu de Marseille al dipinto Il Surrealista di Victor Brauner.
- Le visioni di Leonora Carrington e l’universo monumentale di Niki de Saint Phalle, che intrecciano alchimia e misticismo.
- La contemporaneità di Francesco Clemente, i cui 22 acquerelli trasformano gli Arcani Maggiori in ritratti di persone reali, a testimonianza di come queste immagini continuino a parlarci con una vitalità inesauribile.





