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Treviglio, quasi 4mila ticket non pagati sulle strisce blu nel 2025. L’amministratore unico di Treviglio Futura ai “furbetti”: “Collaborate”

Ogni giorno in media 10–11 soste non pagate negli stalli a pagamento di Treviglio. L’allarme è stato lanciato in consiglio comunale durante l’approvazione del bilancio 2026 di Treviglio Futura

Treviglio. Sono 3.818 i ticket non pagati o scaduti rilevati nel 2025 negli stalli a pagamento della città: una media di circa 10-11 soste irregolari al giorno. A queste si aggiungono 118 infrazioni nel mese di gennaio di quest’anno, di cui 111 per mancato pagamento e 7 per sosta scaduta.

A mettere in fila i dati nel corso della seduta fiume del consiglio comunale di martedì 24 febbraio è stato Stefano Sonzogni, amministratore unico di Treviglio Futura Spa, nel punto dedicato all’approvazione del bilancio di previsione dell’esercizio 2026 della società controllata. Nel corso del suo intervento Sonzogni ha bacchettato l’utenza invocando collaborazione e invitando i ‘furbetti’ “ad adempiere all’impegno che si prende quando si usa uno stallo a pagamento”.

Successivamente ha evidenziato il legame a doppio filo tra le tariffe e gli “ammanchi” derivanti dai mancati pagamenti. Per Sonzogni, dunque, l’equazione è chiara: meno evasione si tradurrebbe in margini di manovra più ampi: “Se ci fosse una maggiore percentuale di adempimento all’obbligo di pagare la sosta – evidenzia – potremmo anche strutturare in maniera diversa le tariffe e soprattutto valutare delle ipotesi di esenzione, di contenimento parziale delle tariffe e valutare anche diverse tipologie di abbonamento. Con questo tasso di ‘non pagamento’ – prosegue Sonzogni – , in particolare in certe aree di sosta, è chiaro che questa cosa ci mette abbastanza in difficoltà”.

Da qui l’appello ai trasgressori: “Spero in un atteggiamento più collaborativo della nostra utenza, che sia più incline a pagare quanto dovuto. Parliamo di tariffe in linea col mercato e inferiori ad altre località simili a Treviglio, come Lodi e Crema”. L’auspicio è, dunque, quello di “una maggiore correttezza nei rapporti con la società e gli obblighi che ci si assume quando si occupa uno stallo a pagamento”.