Il progetto
|Mura di Bergamo, il percorso multilingua si amplia: anche con nove panchine
L’aggiornamento riguarda prima di tutto le lingue: oltre a italiano e inglese, il percorso è ora disponibile in francese, spagnolo e tedesco
Le Mura fanno parte della nostra geografia emotiva prima ancora che urbana. Sono la passeggiata della domenica, il punto in cui portare qualcuno “a vedere Bergamo”, il luogo dove rallentare e ritrovare una misura. Ci siamo saliti per il panorama, per prendere fiato, per sentirci dentro la città guardandola dall’alto.
Oggi a quel gesto familiare si sovrappone un livello in più: un racconto che si accende mentre si cammina e trasforma il percorso in esperienza.
Martedì 24 febbraio, tra Piazzale Sant’Agostino e la panchina di via Fara, il Museo delle storie di Bergamo e il Comune di Bergamo hanno presentato l’evoluzione di “Mura di Bergamo: il Percorso”, il walkcast che accompagna cittadini e visitatori lungo i cinque chilometri della cinta veneziana patrimonio UNESCO.
A introdurre la presentazione è stata la direttrice scientifica del Museo, Roberta Frigeni. Il 27 febbraio 2025 veniva lanciato “un nuovo modo di vivere le Mura”: un podcast da ascoltare mentre si cammina, dieci tappe connesse in un unico itinerario. In dodici mesi l’app ha sfiorato i cinquemila download tra Android e iOS. Un risultato che ha permesso di candidare il progetto a un bando regionale e di svilupparne l’estensione, il “sequel” come chiamato dalla Direttrice Frigeni.
L’aggiornamento riguarda prima di tutto le lingue: oltre a italiano e inglese, il percorso è ora disponibile in francese, spagnolo e tedesco, scelte sulla base dei flussi registrati nei luoghi del Museo. Tutti i contenuti sono sottotitolati, così da ampliare ulteriormente l’accesso. “Oggi come allora serve solo il telefono e la voglia di mettersi in cammino”, ha spiegato Frigeni.
La novità più visibile riguarda invece le panchine. Nove lungo il tracciato sono state dotate di targhe metalliche con QR code per scaricare l’app, riconoscibili da un’asta arancione sul poggia schiena, colore del progetto. La decima, al Baluardo della Fara, è stata inaugurata in modo simbolico, a chiusura ideale del perimetro della fortezza. L’intervento lavora sull’esistente: le sedute diventano punti di accesso culturale senza introdurre nuovi elementi invasivi.
“Agire sulle panchine significa porre attenzione al paesaggio e valorizzare ciò che già abbiamo”, ha sottolineato la direttrice, definendo il walkcast un’esperienza gratuita che rientra in una visione di welfare culturale. L’assessora all’Ambiente e al Verde Oriana Ruzzini ha ricordato che a Bergamo si contano 2.571 panchine, come emerso dal recente Piano del Verde. Alcune, affacciate sulle Mura, assumono ora anche la funzione di presidio culturale. L’intenzione è rafforzare la consapevolezza dei residenti e offrire ai visitatori uno strumento capace di raccontare la città in profondità.
Claudio Cecchinelli, responsabile del Servizio Cultura e UNESCO del Comune, ha letto il progetto alla luce delle cinque “C” della Convenzione sul Patrimonio Mondiale: comunità, comunicazione, conservazione, capacity building e credibilità. Il riconoscimento UNESCO diventa così leva attiva, capace di incidere anche su aspetti concreti come l’arredo urbano.
Il percorso mantiene una visione organica e parte da Porta Sant’Agostino, sede di “Mura di Bergamo: il Museo”, inaugurato nel settembre 2024. Da lì si sviluppa in dieci tappe ad anello e coinvolge le realtà che si prendono cura della fortezza, dall’Orto Botanico al Parco dei Colli, dal Gruppo Speleologico Bergamasco a Orobicambiente. “Volevamo costruire una narrazione che rendesse giustizia alla storicità delle Mura e facesse capire che sono pietra viva”, ha concluso Frigeni.
Accanto al sostegno pubblico, il progetto ha trovato l’appoggio di partner privati. Tito Lombardini ha raccontato di essersi innamorato dell’iniziativa ripensando ai suoi viaggi in barca a vela lungo l’Adriatico: “Ho visto le mura di Zara, di Spalato e di molte altre città. Ritrovare qui quel respiro mi ha convinto fin dal primo giorno”. Un’immagine che allarga lo sguardo e collega Bergamo a un sistema più ampio di fortificazioni veneziane. Il payoff resta lo stesso: Cammina. Ascolta. Scopri. Le Mura non sono cambiate e sono le stesse da secoli, è il modo di attraversarle che continua a evolversi.






