Giochi e divertimento senza vincite in denaro: in fiera inaugurata la quarta edizione di Feexpo
Nella mattinata di martedì 24 febbraio, è stata inaugurata ufficialmente la quarta edizione di Feexpo, l’evento internazionale di riferimento per i professionisti dell’intrattenimento, che proseguirà fino a giovedì 26
Il mondo dell’amusement si dà appuntamento alla fiera di Bergamo per la quarta volta. Nella mattinata di martedì 24 febbraio, Davide Lenarduzzi, amministratore Delegato di Promoberg, ha inaugurato ufficialmente la quarta edizione di Feexpo, l’evento internazionale di riferimento per i professionisti dell’intrattenimento.
Il Consorzio Fee (Family Entertainment Expo) e Promoberg hanno sottoscritto a Bergamo, in occasione della Feexpo, un protocollo d’intesa per prolungare e rafforzare la collaborazione sull’organizzazione della più importante fiera sull’amusement in Italia, in programma da oggi, martedì 24, a giovedì 26.
La manifestazione riunisce operatori, gestori di parchi gioco e sviluppatori per esplorare le ultime innovazioni in ambito di playground, videogiochi e realtà virtuale, con un forte accento sulla promozione della socialità “fisica” rispetto a quella digitale.
Oltre all’area espositiva, l’evento prevede seminari e convegni tecnici per approfondire le normative e le tendenze di mercato. Grazie alla posizione strategica della fiera, i visitatori possono usufruire di collegamenti rapidi con l’aeroporto di Orio al Serio e la rete autostradale, facilitando il networking tra i professionisti del settore.
La Feexpo 2026, ha visto la partecipazione straordinaria di Annalisa Minetti in qualità di testimonial ufficiale dell’evento. La sua presenza è legata alla collaborazione tra Feexpo e l’Osservatorio Nazionale sul Bullismo e sul Disagio Giovanile (Onbd), con l’obiettivo di trasformare le sale giochi e i parchi divertimento in presidi sociali sicuri, capaci di favorire la socializzazione reale contro l’isolamento digitale.
“La mia vera vittoria, dopo il bronzo olimpico di Londra, è stato l’incontro con Luca Massaccesi. Insieme abbiamo deciso di unire le forze per trasformare lo sport in una vera e propria missione pedagogica. Abbiamo costruito un Comitato Scientifico di alto profilo, coinvolgendo figure che vanno dalla psichiatria infantile alla magistratura, con l’unico obiettivo di riabilitare il mondo del disagio giovanile. Crediamo fermamente che lo sport non sia solo movimento, ma un linguaggio capace di curare e di restituire una direzione a chi l’ha smarrita” ha dichiarato Annalisa Minetti parlando della sua collaborazione con l’Osservatorio Nazionale sul Bullismo e sul Disagio Giovanile.
“Gli adulti devono riappropriarsi di una coscienza vigile sul tempo libero dei giovani, a partire dalla frequentazione delle sale giochi,” ha sottolineato Luca Massaccesi. “I dati del nostro sondaggio su un campione di 11.321 ragazzi sono allarmanti: emerge che la metà dei genitori ignora totalmente l’attività online dei propri figli, i quali possiedono in media almeno tre profili social falsi per navigare nell’ombra, spesso alimentando fenomeni di cyberbullismo. In un’epoca in cui la famiglia sembra aver perso la sua centralità educativa, l’Osservatorio interviene per colmare questo vuoto. Il nostro impegno è fornire informazione, formazione e supporto concreto ai genitori affinché possano tornare a essere una guida presente e consapevole.“
L’intesa prevede l’estensione di cinque anni del rapporto in essere, con scadenza originariamente fissata a marzo 2027. Il nuovo termine viene quindi portato al 31 marzo 2032. Nel documento, firmato dal presidente del Consorzio Fee Tiziano Tredese e dal presidente di Promoberg Luciano Patelli, le parti hanno evidenziato i risultati raggiunti negli anni: crescita della fiera in termini di espositori, visitatori qualificati e visibilità mediatica, oltre al consolidamento di Bergamo come sede riconosciuta per l’evento.
Tra i punti chiave dell’accordo anche una prospettiva di sviluppo territoriale: a partire dal 2028, Fee e Promoberg valuteranno congiuntamente la possibilità di una edizione alternativa della Feexpo nel Centro-Sud Italia, mantenendo però la centralità dell’edizione storica di Bergamo. L’ipotesi, servirà ad ampliare la platea di riferimento, rafforzare la presenza nel Mezzogiorno e sostenere la crescita nazionale della manifestazione.
“La nostra missione prioritaria è contrastare la solitudine che affligge le nuove generazioni, troppo spesso isolate nonostante la costante connessione digitale. Per questo, l’Osservatorio sta organizzando una serie di panel per il 20 e 21 maggio, durante i quali proporremo con forza il rilancio degli oratori e dei centri aggregativi. L’obiettivo è ripristinare attività sportive e ludiche che permettano ai ragazzi di fare comunità. Siamo convinti che, per compiere un vero progresso sociale, sia necessario recuperare quei modelli di condivisione del passato che mettevano al centro l’incontro umano” ha proseguito Annalisa Minetti, facendo leva sull’obiettivo della fiera stessa.
“Il ruolo dei responsabili di sala è cruciale per trasformare il gioco in un’occasione di socialità reale, contrastando la tendenza dei giovani a interagire quasi esclusivamente online,” ha dichiarato Alessia Pieretti. Secondo l’atleta olimpica, l’osservazione del gioco offre una chiave di lettura profonda dell’animo umano: “Dal modo in cui si gioca si comprende il carattere di una persona e la fase che sta attraversando. In fondo, un atleta vince davvero solo quando continua a divertirsi. Il gioco non è solo un passatempo, ma un compagno di vita fondamentale a ogni età.”
Per Annalisa Minetti, musica e sport convergono in un unico concetto: il ritmo. “Nella mia carriera, queste due anime si fondono attraverso l’andatura,” spiega l’atleta. “Utilizzo la musica come un metronomo interiore: ogni canzone della mia playlist mentale corrisponde a un ritmo atletico preciso, permettendomi di monitorare la prestazione verso l’obiettivo. Tuttavia, l’unione più profonda resta quella della passione. Attraverso la musica riesco ad esprimere le mie emozioni, mentre lo sport ha formato il mio carattere e mi ha dato la possibilità di riscoprirmi nuovamente donna, autonoma e autosufficiente“.






