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Dazi Usa bocciati dalla Corte Suprema, ma rialzati da Trump: “Incertezza nell’economia bergamasca”

La nota del segretario provinciale della Cisl, Luca Nieri: “Settori storicamente significativi e qualificanti come automotive, gomma-plastica e chimico stanno mostrando fragilità crescenti”

La Corte Suprema statunitense boccia i dazi di Donald Trump. Di contro, il presidente americano annuncia un incremento delle imposte globali dal 10% al 15% su tutti i Paesi che, secondo lui, avrebbero “derubato l’America per decenni”. Una situazione confusa e complicata in un momento in cui l’economia mondiale è già attraversata da tensioni geopolitiche, competizioni strategiche e una guerra commerciale sempre più evidente tra grandi blocchi economici.

Un contesto che sta ridisegnando gli equilibri globali e che mette in discussione il paradigma stesso della globalizzazione, fino a ieri considerato un motore imprescindibile per la crescita e l’integrazione dei mercati. Per un territorio come quello bergamasco, che ha costruito la propria identità industriale sulla capacità di esportare nel mondo, il cambio di scenario può rappresentare un fattore di incertezza profonda, lasciando spazi a interrogativi.

Sul piano nazionale le imprese dell’agroalimentare, della farmaceutica, della meccanica e di altri comparti strategici si trovano oggi a operare in un ambiente in cui programmare investimenti e definire strategie industriali e commerciali di medio periodo è diventato estremamente complesso. “A questa incertezza globale si sommano segnali locali che non possono essere ignorati”, sostiene Luca Nieri, segretario generale della Cisl Bergamo. Nell’ultimo anno si è registrato un aumento significativo della Cassa Integrazione Guadagni Straordinaria (Cigs), segnale dell’ampliarsi delle situazioni di crisi. “Settori storicamente significativi e qualificanti come automotive, gomma-plastica e chimico stanno mostrando fragilità crescenti, con ripercussioni dirette sulla tenuta occupazionale e sulla qualità del lavoro – contiuna il sindacalista di via Carnovali -. La visibilità sul futuro si riduce e tra sentimenti di sollievo per la sospensione dei dazi e incertezza per la promessa di nuovi, con il rischio che scelte strategiche vengono rinviate, gli investimenti rallentano”.

Tutto ciò avviene in un momento cruciale, segnato da cambiamenti profondi dettati dalle transizioni energetica, digitale e ambientale. “Transizioni che richiederebbero stabilità, risorse e visione, ma che invece si trovano frenate da un contesto internazionale incerto e da una competizione globale sempre più aggressiva – sottolinea Nieri -. A farne le spese rischia di essere non solo la grande industria, ma anche l’indotto: quella rete di micro e piccole imprese che rappresenta la parte meno visibile ma più essenziale del sistema produttivo bergamasco”.

L’Europa vuole rimanere un attore decisivo, sia politico che economico. Pur tra contraddizioni e lentezze, l’Unione rappresenta l’unico spazio capace di garantire regole comuni, strumenti di stabilizzazione e politiche industriali condivise e scudo condiviso della deriva Usa. “Serve un salto di qualità – avverte il sindacalista -: un’Europa che non si limiti a reagire alle crisi, ma che sappia anticiparle, difendendo le proprie filiere produttive, sostenendo l’innovazione e proteggendo i lavoratori dagli effetti delle tensioni globali e delle transizioni in corso e promotore di un modello di sviluppo ancora con la persona al centro”.

Luca Nieri Cisl BergamoLuca Nieri, segretario provinciale della Cisl

In termini di aspettative positive, secondo la Cisl il 2026 potrebbe vedere la riprese dei mercati europei e in particolare di quello tedesco, centrale per molte mostre imprese e fondamentali per le esportazioni. “Il territorio – conclude Nieri – deve continuare a mettere al centro la tutela dell’occupazione, la qualità del lavoro e dei luoghi di lavoro, la formazione continua e la sostenibilità delle filiere, il valore del lavoro come leva di sviluppo, di inclusione e coesione anche in un mondo che cambia rapidamente”.