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Federico Tomasoni e l’argento illuminato da un sole di nome Matilde: “Il suo ricordo con me fino al traguardo”
Federico Tomasoni alza la medaglia d'argento al cielo sul podio. Getty Images

Secondo nello ski cross olimpico a Livigno, la dedica del 28enne di Castione della Presolana alla fidanzata scomparsa nell’ottobre 2024: “Avevo provato a immaginarlo, era un sogno: l’abbiamo realizzato in due”

Nella mattina di sabato 21 febbraio le nubi avvolgono Livigno. Sotto la neve si sta disputando la gara olimpica dello Ski cross maschile. Federico Tomasoni, 28enne bergamasco di Castione della Presolana mai in carriera sul podio in una gara Coppa del Mondo, non intravede però alcuna nuvola intorno a lui. È un giallo acceso a risplendere al centro del suo casco a tinte nere, un sole che illumina la sua azione e che lo conduce verso quella che resterà per sempre una delle giornate più importanti della sua sua vita.

Il suo argento olimpico assomiglia a un segno del destino, la prima top 3 della carriera arpionata proprio nell’appuntamento a cinque cerchi. Il tutto accompagnato da una trionfale doppietta azzurra, con la medaglia d’oro vinta da Simone Deromedis.

Una favola. Una storia che non può non prenderti a pieno quella di Federico. Il sole che lo ha guidato in tutte le batterie, fino alla finale, era la sua Matilde, la fidanzata scomparsa nell’ottobre del 2024 a soli 19anni dopo una caduta in allenamento sul ghiacciaio della Val Senales. Matilde Lorenzi era una promessa dello sci alpino: chissà quanti sogni avranno condiviso insieme, quante volte avranno immagino la bellezza eterna di un podio olimpico.

“Le favole esistono, ma va oltre l’immaginato: ho voluto portare il ricordo di Matilde sul casco, con il cuore fino alla fine -spiega Tomasoni ai canali ufficiali della Fisi -. Ci vorrà un po’ di tempo per realizzare questo momento. Abito a pochi chilometri da Livigno, è qualcosa di incredibile: ho provato nelle scorse settimane ad immaginare questo momento, sarebbe stato un sogno. L’abbiamo realizzato in due”. E sia dopo aver tagliato il traguardo, che sul podio con la medaglia al collo, lo sguardo di Federico si è rivolto al cielo. Come a dire: “Mati, ce l’abbiamo fatta. Insieme”.

Federico Tomasoni skicrossTomasoni manda un bacio al cielo sul traguardo. Getty Images

E sembra proprio che dal cielo, una stella, abbia pervaso di polverina magica il tracciato di gara e i suoi ostacoli. Sì, perché alla vigilia di questa gara, tutto questo era difficilmente pronosticabile. Nell’arco della sua carriera, Tomasoni ha sempre dimostrato di essere un’atleta dal buon potenziale, ma al di là del bronzo mondiale conquistato con Jole Galli nel 2023 nel mixed team, l’esplosione non c’era ancora stata. E invece, alla prima Olimpiade, a casa sua, complice anche una pista adattissima alle sue caratteristiche di sciatore scorrevole, ecco una medaglia d’argento. Un colpo suggellato dal finale al fotofinish con cui ha preceduto il più accreditato svizzero Alex Fiva.

Federico Tomasoni skicrossLa gara dello ski cross olimpico. Getty Images

Poi l’inchino al compagno campione olimpico, a precedere gli abbracci a parenti e amici bergamaschi accorsi in Valtellina per sostenerlo. E infine, tra gli innumerevoli istanti indimenticabili, difficile lasciarsi scappare dalle proprie menti l’immagine che raffigura Tommaso davanti alle telecamere Rai, che visibilmente commosso si appoggia su Deromedis, quasi senza parole. Ma non servono affatto: certi momenti parlano da soli.