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A lezione di inglese con Teo the Teach, tra ironia, regole di grammatica e pronunce “che fanno male”

Ironia e insegnamento possono stare insieme? Sì secondo il creator bergamasco, al secolo Matteo Scarpellini, che sui social propone video che divertono ma riescono a trasmettere passione e nozioni importanti per chi vuole apprendere la lingua

Urgnano. L’inglese è la lingua più studiata al mondo, e questa non è sicuramente un’informazione che ci sorprende, ma non è certo facile da imparare. Anche dopo anni di studi, canzoni e film in lingua originale ci sono espressioni che ci restano sconosciute e “pronunce che fanno schifo”. Sono proprio queste pronunce a dare il nome ad una rubrica, una serie di reel (i video brevi di Instagram), in cui il loro ideatore insegna ai follower come pronunciare correttamente frasi e parole della lingua britannica.

Let’s start… Matteo Scarpellini, in arte Teo the Teach, è un content creator di Urgnano che ha fatto della sua passione per l’insegnamento il suo lavoro. Nato come musicista, per seguire questa sua giovanile passione si trasferisce a Londra poco più che ventenne. Come ci ha raccontato, a scuola non ha studiato inglese e, in tutta sincerità, ci ha confessato che ai tempi non lo appassionava particolarmente. Sicuro che avrebbe imparato la lingua locale semplicemente vivendo lì, è stato presto smentito. Così si è rimboccato le maniche e, grazie anche all’amore per la psicologia, ha trovato un metodo per imparare e a sua volta insegnare inglese.

“Il mio interesse in quegli anni era la musica e l’inglese era il mezzo per realizzarla, almeno in Inghilterra. Dopo qualche anno, per motivi di salute, sono tornato in Italia e ho iniziato a dare lezioni di chitarra; parlando con i miei allievi mi sono accorto che nessuno parlava inglese in Italia. Così ho deciso di approfondire la materia e ho trovato la mia vera vocazione: l’insegnamento” ha raccontato Teo the Teach, che ora per lavoro progetta metodi di apprendimento e tiene lezioni di inglese.

In Italia si è subito accorto che saper fare bene una cosa e insegnarla agli altri, sono due cose molto diverse. Così, spinto da una forte motivazione, si è interessato all’apprendimento e ha sperimentato finchè non ha ottenuto risultati costanti e prevedibili. Il suo metodo, che si chiama “nuclear english“, lo ha sviluppato in 3 anni ed è ormai ben consolidato.

Su Instagram Matteo insegna sì inglese, ma informa anche sulla scienza dell’apprendimento; ha scelto di farlo sui social perché in questo modo può entrare in contatto con più persone possibili e di raggiungere soprattutto la fascia d’età più giovane. La pagina social, inoltre, gli ha permesso di unire il tipo di teatralità che aveva sul palco con l’insegnamento.

“Per fare questi video ho preso ispirazione da alcuni podcast scientifici che ascoltavo a Londra e che avevano sempre una linea comica – racconta – Da lì ho capito che la divulgazione doveva fondersi con l’intrattenimento. Questa consapevolezza è arrivata anni dopo, quando ero di nuovo in Italia; in Inghilterra ho imparato a farlo e in seguito ho affinato la tecnica che uso anche ora”.

L’intrattenimento dovrebbe unirsi all’educazione, farlo sempre e farlo bene non è sempre possibile ed è per questo che il problema principale non è realizzare e montare i video (anche se per questo impiega almeno un paio d’ore), ma trovare idee nuove per i reel, per far sì che riescano ad incuriosire e intrattenere i follower.

Circa 10 anni fa, quando è iniziata la sua carriera su Instagram, Teo pubblicava video dedicati solamente ai suoi studenti privati, a cui insegnava quotidianamente e per cui preparava alcuni contenuti come supporto alle lezioni “face to face”.

In questi 10 anni, poi, ha sviluppato diversi percorsi; per esempio all’inizio aveva aperto una pagina dove insegnava inglese a persone che già conoscevano e parlavano la lingua. Quella prima pagina aveva raggiunto quasi i 100 mila follower; “teo_the_teach” ne conta attualmente quasi 210 mila. Con il tempo, però, si è reso conto che era importante raggiungere anche quella parte, piuttosto sostanziosa, di italiani che non conoscevano l’inglese. È stata proprio questa la sfida più grande, quella per la quale si è “specializzato” ed è diventato “Teo the Teach”.

L’inglese è la lingua ufficiale europea, che ci piaccia o meno, e dovrebbe essere una delle nostre lingue, ma, soprattutto in Italia, questo non succede; così ha provato a capire la ragione di questa ostilità e ha cercato di “invertire la rotta”, almeno nel suo piccolo.

“C’è di base una paura di approccio all’inglese, anche da parte di chi è laureato in lingue o lo insegna a scuola e ha timore di esporsi – ci spiega il creator bergamasco -. Per questo motivo nei miei video prendo in giro l’inglese in sè, mai la persona che lo parla o lo studia, anche se sbaglia. Ho iniziato a usare i social per comunicare e creare un ambiente sicuro in cui non sentirsi giudicati mentre si impara e si parla inglese”.

La pagina Instagram teo_the_teach, sui cui attualmente sono stati postati oltre 800 post, molti dei quali video in cui l’inglese viene affrontato con ironia, è stata aperta nel 2021. Lì insegna il modo corretto per pronunciare quelle che lui definisce “pronunce che fanno schifo”, oppure riporta scene di film e cartoni animati in lingua originale per mostrare come cambino modi di dire e battute prima e dopo la traduzione in italiano.

Parlando dei suoi progetti passati, ha ripercorso alcune delle tappe e delle iniziative a cui è più affezionato. Per esempio non tiene più corsi per bambini, ma ne parla ancora con molto orgoglio.

“C’era un corso per studenti delle elementari, ‘The Unearthly Lesson’, per cui ho sviluppato un gioco da tavolo che permetteva loro di vincere piccoli premi creati e impacchettati da me. A fine lezione si dedicavano al gioco e al posto della classica ‘carta imprevisto’ dovevano rispondere ad alcune domande utilizzando la grammatica inglese in modo da progredire e vincere”.

Un altro progetto a cui il creator è molto legato (e che, chissà, in un futuro non troppo lontano potrebbe riportare in vita) è “D&English”, basato sul famoso gioco di ruolo da tavolo Dungeons & Dragons: “Mi sono approcciato ai giochi di ruolo da adulto e ho deciso di integrarli nelle mie lezioni. Ho capito che questi giochi sono un ottimo strumento per creare l’ambiente didattico ideale, facendo divertire gli studenti, ma tenendo comunque alta la concentrazione. Mi sono allenato per anni facendo il Dungeon Master finchè ho acquisito le capacità necessarie per semplificare le regole e realizzare il progetto D&English”.

Ci ha spiegato che per farlo ha creato un metodo “dissociativo”: gli adolescenti non parlano delle loro vite, è necessario dare loro un altro stimolo, un’avventura come in questo caso; questo permetteva agli insegnanti di educare anche a livello umano e di gruppo. D&English è stato proposto durante gli anni della “The Mbassy Academy”, aperta insieme ad altre insegnanti che, però, ora è stata chiusa, così Teo the Teach si è “trasferito” completamente sui social.

Attualmente sta portando avanti un progetto chiamato “Haunted Tales”; si tratta di lezioni di comprensione in diretta su Instagram, ognigiovedì sera alle 21. Queste live sono create partendo da storie di paura prese da Reddit, per mantenere l’attenzione del pubblico e non far risultare noiosa la lezione. Alla fine Teo the Teach è sempre disponibile per rispondere live alle domande poste dai suoi studenti.

“Con un certo tipo di pubblico arrivano anche tante responsabilità – ha concluso -, per questo motivo sto cercando di allargare anche il mio canale YouTube, per riuscire a coinvolgere e insegnare a sempre più persone. In futuro mi piacerebbe creare sempre di più contenuti gratuiti, ma questo sarà possibile solo se, come mi auguro, ci sarà un incremento di follower”.

La mission per il futuro, quindi, è educare il più possibile, il più gratuitamente possibile e creare un tipo di intrattenimento che non “invecchi” tanto facilmente e che sia consultabile da diverse fasce d’età.