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La campionessa bergamasca, reduce dalle due medaglie conquistate nello snowboard a Milano Cortina 2026, si gode l’affetto del popolo di Alzano Lombardo, il suo paese, che nel tardo pomeriggio di venerdì 20 febbraio l’ha accolta a festa: “Dopo il bronzo ho sentito una forte emozione nella pancia”

Quando si sporge dal balcone superiore del Municipio di Alzano Lombardo, la sua terra d’origine, Michela Moioli, annunciata dal sindaco Camillo Bertocchi, viene sommersa da un mare di affetto. Il suo popolo, di colpo fermatosi per ammirare la propria regina, la accoglie con entusiasmo a pochi giorni dalle due medaglie olimpiche conquistate nello snowboard cross a Milano Cortina 2026.

E lei, colta dall’emozione, è quasi sorpresa dalla festa che la popolazione di Alzano ha voluto dedicarle nel tardo pomeriggio del 20 febbraio. Dopo l’oro di Pyeongchang e l’argento di Pechino, Michela, sulle nevi di Livigno, con il bronzo individuale e l’argento nella gara a coppie, ha arricchito ulteriormente la propria collezione a cinque cerchi.

Due podi dal peso specifico enorme. La fuoriclasse bergamasca ha rimarcato ancora una volta la sua indole da guerriera, andando oltre il destino. Nove giorni fa Michela non sapeva nemmeno se avrebbe potuto gareggiare: una brutta caduta rimediata durante l’inspection del tracciato di gara, a neanche 48 ore del via ufficiale, le avevo procurato un trauma facciale, oltre a diverse contusioni.

Da lì la rincorsa contro il tempo. Anzi forse contro la paura. Quella di dover rinunciare a un sogno. Prima l’arrivo in ospedale, poi il risposo forzato nella camera di albergo. In attesa di una speranza, che lei riesce a  trasformare in luce smagliante. Un fulgore frutto della sua incredibile capacità di resilienza. “Mi sono ritrovata in ospedale pensando che il mio sogno fosse finito. – spiega Michela -. Ma non ho mollato: ho cercato di mettere insieme i pezzi, perché io in qualche modo ci volevo essere. E così è stato”.

La sera prima, passeggiando per le strade innevate della Valtellina, Michela, in compagnia di mamma e sorella, canta “Notte prima degli esami”. Un classico preludio a momenti dal calibro emotivo piuttosto elevato. Per lei ogni sfida della vita è un “esame di maturità” da vivere a pieno, nel bene e nel male. Si cade, e poi, senza tempo per leccarsi le ferite, ci si rialza.

E tra le donne lei si prende un bronzo che sa di oro. Lotta, resiste, rimonta. Batteria dopo batteria. Fino al taglio del traguardo. “Lì mi sono liberata di un bel peso. Ho sentito una forte emozione nella pancia”. Una sensazione che rivive dinanzi al popolo di Alzano, mentre vengono riproposte le immagini delle sue imprese, compreso l’argento agguantato in coppia con Lorenzo Sommariva due giorni dopo. “Miky”  è talmente in fermento a tal punto da improvvisarsi telecronista.

Ma lo sono pure tutte le persone accorse in Comune, così come le vie del paese, popolate da commercianti e intere famiglie disposti fuori dai negozi o dai balconi, durante il corteo finale. Ciascuno lì per lei. A cominciare dai numerosi bambini: Michela, mentre è impegnata nella firma di autografi, li accoglie uno a uno con una tenerezza spontanea. Come a dire loro: “Non dovrete mai mollare, credete sempre in voi stessi”. Il suo mantra. Che l’ha resa una degli sportivi bergamaschi più grandi di sempre. “Spero di essere un esempio, soprattutto per i più giovani, di resilienza, di cuore, di sogni”.