Leolandia alza l’asticella: “In primavera debuttano montagne russe XL e una foresteria in città. Nel 2028 un’altra nuova attrazione”
Il presidente Giuseppe Ira svela i piani futuri e le novità dell’anno del 55esimo compleanno: “Ampliamo il nostro target di clientela, guardando a ragazzi e adolescenti. Guglielmotel? Vicini all’acquisto nel 2024, oggi voci infondate. Sull’ospitalità novità a breve con 9 camere in largo Belotti: se funziona pronti ad aprirne altre all’interno del parco”
Capriate San Gervasio. Una nuova attrazione che strizza l’occhio a ragazzi e adolescenti, centinaia di nuove assunzioni che danno priorità ai giovani e la chiusura del cerchio su un piano triennale di investimenti che ha visto l’impegno di oltre 30 milioni di euro: nell’anno in cui spegne le 55 candeline, Leolandia si vuole regalare una stagione di altissimo livello, partita tra l’altro già col botto nel weekend di Carnevale appena passato, dove le numerose presenze hanno confermato la bontà di un’offerta che in questo specifico periodo dell’anno non trova eguali tra i parchi divertimento in Italia.
Il fiore all’occhiello del 2026 sarà, come detto, “Reversum”, un imponente roller coaster della tipologia “spinning” prodotto dalla Mack Rides, azienda tedesca leader del settore: sarà inaugurato ad aprile nell’area Crazy Circus, l’ultima arrivata tra le aree tematiche, e diventerà la più grande attrazione del parco. Unica in Italia, sarà caratterizzata da un tracciato lungo il doppio rispetto alle normali montagne russe, con una capacità oraria superiore alle mille persone, e promette di alzare il tasso di adrenalina grazie alle carrozze che gireranno su se stesse durante la marcia.
“Sarà l’unica grande nuova giostra tra tutti i parchi divertimento italiani per quest’anno – commenta soddisfatto il presidente di Leolandia, Giuseppe Ira – L’abbiamo pensata per un pubblico un po’ più grande rispetto al nostro solito target con l’obiettivo, pur mantenendo i caratteristici servizi dedicati ai bambini pre-school, di allargare lo sguardo e rivolgerci a una clientela fino a 13-14 anni. Un’iniziativa che consideriamo trainante per tutta la crescita futura: abbiamo grandi aspettative su questo 2026, per il quale abbiamo messo prudentemente a budget una crescita del 10%, sia in termini di ingressi, arrivando a 1,1 milioni, che di fatturato, di occupazione e, si spera, di marginalità. Ci aspettiamo che il trend positivo poi continui anche sulle annualità 2027 e 2028: vogliamo abituare la clientela, che ci considera un parco specializzato per bambini, che lo possiamo diventare anche per i ragazzi”.
La nuova area Circus, costata 17 milioni, mette a disposizione del pubblico una decina di attrazioni, 5 di tipo adrenalinico e 5 dedicate invece ai più piccoli: “Dietro questa scelta c’è una precisa filosofia – evidenzia Ira – Nelle nostre intenzioni vorremmo che una famiglia che visita il parco rimanesse sempre unita durante la sua esperienza. In questo modo, con la logica delle aree tematiche, lo può fare perché al loro interno si può trovare tutto ciò di cui si ha bisogno: attività che soddisfino ogni necessità, proposte di intrattenimento, punti ristoro, negozi e bagni. Un occhio di riguardo, ovviamente, è stato riservato alle misure di sicurezza: la nuova attrazione si differenzia in modo netto da giochi simili che si possono trovare ad esempio nei luna park, ma che sono semplicemente appoggiati a terra. Qui siamo in presenza di fondamenta che scendono di cinque metri nel terreno e aggrappano tutta la struttura, per dare stabilità ed evitare fastidiose sensazioni di vibrazione. Credo che a livello di sicurezza non ci sia nulla di paragonabile a quanto si mette in campo nei parchi divertimento”.
Sempre in tema di attrazioni, nel corso dell’anno sarà completata con l’arrivo di un nuovo ospite anche l’area draghi, particolarmente apprezzata soprattutto nel periodo estivo per i punti di raffresco che assicurano sollievo nelle giornate più calde.
A chiudere il tema investimenti è stato l’impegno di altri 7 milioni per la predisposizione di un’area tecnica, localizzata in una zona periferica del parco e non accessibile al pubblico, dove in alcuni capannoni sono state concentrate tutte le lavorazioni necessarie allo svolgimento dell’attivitità: qui prendono forma le tematizzazioni, così come gli interventi manutentivi e le opere di falegnameria, carpenteria, idraulica ed elettriche. Una struttura complessa che per buona parte è composta da un team interno e che ora ha uno spazio dedicato che offre una maggiore fruibilità per i dipendenti.
E quello dei lavoratori è un capitolo importante per Leolandia, che a pieno regime occupa fino a 650 persone: la stragrande maggioranza di esse vivono tra Brembate, Capriate San Gervasio e altri comuni limitrofi, restituendo così sul territorio un impatto in termini economici e occupazionali di grande rilievo: “Ad oggi abbiamo ancora centinaia di posizioni aperte – continua Ira – Noi siamo sempre alla ricerca perché, al di là di uno zoccolo duro composto da circa 200 persone, tutti gli altri ruotano molto tra stagionali e a chiamata. Crediamo che sia una buona opportunità per i ragazzi al primo impiego, per inserirsi nel mondo del lavoro, ma anche per gli universitari che vogliono portare avanti gli studi mentre lavorano. Un’altra categoria che si rivolge spesso a noi è quella delle donne che hanno la necessità di tornare al lavoro, anche con contratti part-time, oppure i senior espulsi dalle attività produttive in cerca di nuova occupazione. Tanti tra quelli che hanno fatto la stagione passata chiedono di essere confermati, al massimo con qualche variazione oraria: cerchiamo di combinare le esigenze di tutti, tra chi non vorrebbe lavorare il weekend e chi, invece, magari in settimana è occupato con lo studio e quindi il sabato e la domenica sono gli unici giorni che rimangono disponibili”.
La stagione, si diceva, è già partita col piede giusto: le aperture straordinarie dal 14 al 17 febbraio hanno saputo cavalcare il fenomeno globale del momento, il K-pop, che sta appassionando moltissimi ragazzi grazie a musica ritmata, look stravaganti e performance ipnotiche: “Il primo weekend è andato molto bene, è stato davvero un grande inizio – racconta soddisfatto Ira -. Abbiamo avuto una presenza di pubblico decisamente superiore allo scorso anno, con quasi cinquemila persone la domenica 15 e numeri simili a quelli che fa segnare la stagione regolare nelle giornate di lunedì 16 e martedì 17. Ogni anno che passa riusciamo ad affinare i contenuti e poi diamo completa libertà ai bambini di usare stelle filanti e coriandoli, regalandoci uno scenario bellissimo. Porteremo avanti queste iniziative speciali fino al 16 marzo, quando apriremo la stagione vera e propria. Con la tipologia di pubblico e di proposta che abbiamo noi possiamo arrivare ad aprire anche ogni weekend dell’anno”.
Giuseppe Ira e parte di Reversum, la novità 2026 del parcoIl numero uno di Leolandia alza ulteriormente l’asticella: “La nostra ambizione? Abbiamo la velleità di assomigliare, quantomeno nella filosofia, a Disneyland. Rispetto ad altri parchi in Italia abbiamo scelto di puntare molto anche su ciò che non sia giostra, quindi pur curando molto quella parte, pensiamo anche al divertimento di chi non sale sulle attrazioni, mettendo a disposizione interazioni con lo staff e animazione con spettacoli a ogni angolo e di ogni tipo. Quando feci la scelta su come impostare il parco lo immaginai così: altri colleghi magari non ne hanno la possibilità, o non la ritengono importante preferendo puntare tutto su giostre molto belle, ma credo che il nostro mix restituisca l’immagine di un parco divertimenti più vivo. Per i 55 anni confermiamo questo impegno e stiamo preparando uno spettacolo che ha già avuto un grande riscontro, con acrobati di livello in arrivo da Cuba che ospiteremo qui da noi. Poi è chiaro che le attrazioni fanno molto e da noi ci sono più di sessanta contenuti diversi. Resistono i grandi classici come Bing, Masha e Orso, Bluey, Pj Mask. Ma anche Minitalia conserva il suo fascino ed è ancora visitatissima: occupiamo tre persone solamente per il suo restauro e abbiamo una sorveglianza ad hoc per evitare atti vandalici. La lamentela più frequente? I clienti dicono che sia impossibile fare tutto in una giornata. Ma è per questo che il nostro biglietto è valido per due giorni, perché siamo consapevoli che l’offerta è ampia e c’è bisogno di più tempo”.
Dopo un triennio ad alti ritmi, è normale pensare anche al riposo: “Sì, ci dovremmo calmare per un annetto” ammette Ira, che però subito dopo rilancia con una grandissima novità in arrivo nel 2028. “Un’altra attrazione adatta a un pubblico più grande, sempre di tipo adrenalinico”.
Non è invece tra le priorità, al momento, lo sviluppo della parte relativa all’ospitalità. Da mesi voci insistenti vorrebbero la proprietà del parco interessata all’acquisto del Guglielmotel, chiuso da ormai un anno e messo in vendita, ma il presidente di Leolandia è categorico: “È una struttura alberghiera molto vicino a noi e che stavamo per comprare nel 2024 – rivela – Avevamo già il finanziamento necessario e un accordo di massima per acquisirne il 60%, lasciando intatta la gestione. Poi l’operazione sfumò per altre vicende. Negli ultimi anni avremo avuto almeno 7-8 proposte da parte di alberghi che avrebbero voluto essere acquisiti da noi. Purtroppo la possibilità dei soggiorni brevi sta togliendo molto business agli hotel, che sono costretti ad abbassare i prezzi se non a svendere le camere. Noi non siamo interessati a questo tipo di operazione al momento. Siamo invece interessati, a piccoli passi, a provare la strada della foresteria, con 9 camere che da maggio saranno pronte in Largo Belotti a Bergamo. Dovesse andare bene questa operazione avremmo lo spazio per ricavare una decina di camere anche all’interno del perimetro del parco: prima di fare l’investimento, però, vogliamo essere certi del risultato. Al momento preferiamo stare su questi numeri contenuti e dare una mano agli alberghi del territorio, contribuendo al loro riempimento con l’opzione parco + hotel che proponiamo già sfruttando la vicinanza con alcune strutture”.


