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Polemiche per la sicurezza al liceo Manzù, la prova d’evacuazione a sorpresa spiazza gli studenti: “Non eravamo preparati”

Il dirigente Botti: “Allarmismo ingiustificato”. Diverse aule chiuse e decine di scaffali e materiali accantonati al rientro dopo il carnevale

Bergamo. “La scuola è in sicurezza, la didattica è regolare, il clima è sereno”, rassicura l’ingegner Cesare Emer Botti, dirigente scolastico del Liceo artistico Manzù di Bergamo, dove però negli ultimi giorni sembra essere in corso un terremoto.

Esattamente una settimana fa è stata resa pubblica la denuncia di 34 docenti dell’istituto all’Ufficio scolastico regionale: per piani di sicurezza fermi da anni, prove di evacuazione assenti, atteggiamenti autoritari del dirigente, caos e mancanza di trasparenza nella gestione.

All’indomani, nei quattro plessi dell’istituto, all’improvviso è suonato l’allarme: prova di evacuazione. “Io sono in quarta, non l’avevo mai sentito suonare prima – racconta Francesco (nome di fantasia, teme ripercussioni) -. Non eravamo preparati, qualcuno andava di qua, qualcuno di là. Alla fine, nella sede centrale, c’erano tante persone ammassate all’ingresso e poche nel cortile sul retro, più ampio”.

Alla prova non era presente però, come richiede la legge, il Responsabile del servizio di prevenzione e protezione dell’istituto. “Ha avuto un imprevisto”, spiega il dirigente Botti, che aggiunge: “Certo che gli studenti erano impreparati, queste prove si possono fare anche a sorpresa”.

Ma di sorprese al liceo Manzù ce ne sono state altre. Al rientro dal ponte di carnevale, gli studenti hanno trovato diverse aule chiuse e decine di scaffali, attrezzi e materiali accantonati e contrassegnati da cartelli con scritto “Non utilizzare” o “Da rimuovere”.

“Lunedì, vista l’assenza degli alunni per il ponte, il responsabile della sicurezza è venuto per un sopralluogo – dice l’ingegner Botti –. Ha rilevato alcuni aspetti da aggiustare ma la scuola è sicura, gli studenti stanno bene”.

Proprio loro, gli studenti, ieri hanno preso parola pubblicamente, con un documento su cui hanno attivato una raccolta firme. “La nostra scuola non può essere definita sicura a causa di numerose problematiche – vi si legge -. La prova di evacuazione si è svolta solo in seguito alla denuncia dei docenti, le planimetrie affisse nelle aule risalgono in alcuni casi anche al 2011, ci sono attrezzature fuori norma”. E poi: “Gli orari scolastici definitivi arrivano a fine novembre o inizio dicembre, il dirigente è poco aperto, spesso aggressivo e a volte denigra gli insegnanti in nostra presenza”. “Vogliamo farne una denuncia a livello provinciale e regionale”, spiega Francesco.

Intanto anche i genitori si muovono: dopo un incontro convocato last minute dal dirigente sabato scorso (su cui i racconti divergono a seconda di chi li fa), hanno organizzato per oggi una riunione per confrontarsi. “Temiamo la didattica sia a rischio – spiega una mamma – e con la sicurezza non si scherza”.

“In quella scuola un problema c’è – commenta Fabio Cubìto di Flc Cgil -, di segnalazioni da parte di docenti ce ne arrivano da anni. L’impressione è che ora la dirigenza stia cercando di correre ai ripari. Vigiliamo e ci affidiamo agli organi preposti”. Dall’Ufficio scolastico regionale, pare che la questione in questi giorni sia passata in mano al provinciale. Ma il dirigente Botti non ha dubbi: “Allarmismo ingiustificato. Sono solo malumori personali”.