L'iniziativa
|Disturbi alimentari, un’emergenza in crescita anche a Bergamo: un’app per riconoscere i segnali nei giovani
Al via il progetto “Sc(hi)accia Dca”: sui monitor dei bus Atb messaggi di prevenzione e promozione dell’applicazione, strumento digitale per diagnosi precoce e cura dei disturbi alimentari
Bergamo. I Disturbi del Comportamento Alimentare (Dca) rappresentano una delle sfide più complesse e urgenti nel campo della salute mentale, soprattutto tra adolescenti e giovani. Un’emergenza in costante crescita anche sul territorio bergamasco. Per intercettare il disagio là dove vivono e si muovono gli adolescenti, ha preso il via la campagna di sensibilizzazione del progetto “Sc(hi)accia Dca” dal titolo “Parla (di) come mangi”, creata in collaborazione con Studiomeme, agenzia creativa di comunicazione con sede a Bergamo.
A partire da lunedì 16 febbraio verrà veicolata sugli autobus Atb e alla stazione inferiore della funicolare di Città Alta l’iniziativa “Centro per la Diagnosi e Cura dei Disturbi del Comportamento Alimentare”, promossa dall’ Istituto Palazzolo in collaborazione con l’azienda dei trasporti bergamasca. L’obiettivo è diffondere messaggi di prevenzione e promuovere l’app Sc(hi)accia Dca, strumento gratuito e anonimo dedicato ai disturbi alimentari utilizzando uno dei luoghi più frequentati dai giovani, il trasporto pubblico.
Monitor a bordo dei bus e alla stazione avranno l’obiettivo di aumentare la consapevolezza, favorire l’intercettazione precoce del disagio e ridurre l’isolamento che spesso accompagna chi soffre di disturbi della nutrizione e dell’alimentazione. Elemento centrale del progetto è il rilancio dell’applicazione web, la prima in Italia dedicata ai disturbi alimentari, gratuita e scaricabile su smartphone. L’app consente di informarsi, riconoscere segnali di disagio, interagire in forma anonima con operatori competenti e orientarsi ai servizi di cura presenti sul territorio.
La campagna rientra nel progetto più ampio “Sc(hi)accia Dca”: Disturbi del Comportamento Alimentare e salute mentale negli adolescenti” finanziato da Fondazione della Comunità Bergamasca all’interno del bando a raccolta Salute Mentale 2025. L’iniziativa coinvolge scuole, spazi sportivi e luoghi di aggregazione giovanile della provincia di Bergamo e vuole essere un segnale concreto per portare il tema della salute mentale fuori dagli ambulatori e dentro la vita quotidiana della città. “I disturbi alimentari – spiega Osvaldo Ranica, presidente di Fondazione della Comunità Bergamasca – rappresentano una fragilità complessa e spesso silenziosa, che coinvolge in modo particolare gli adolescenti e interpella non solo il sistema sanitario, ma l’intera comunità educante”.
“Il valore di questo progetto – continua Ranica – sta nella sua capacità di fare rete: scuole, servizi, mondo sportivo e ambito sanitario lavorano insieme per aumentare consapevolezza, ridurre lo stigma e favorire l’accesso ai percorsi di aiuto. È un approccio che mette al centro la salute mentale come bene collettivo e che riconosce il ruolo decisivo degli adulti di riferimento, delle famiglie e dei contesti di vita”.
Le azioni principali previste dal progetto sono percorsi di sensibilizzazione e confronto nelle 17 scuole superiori aderenti al progetto, un’indagine online sul rapporto tra social media e Dca, la produzione di un video racconto e uno spettacolo teatrale aperto alle scuole e alla comunità durante la Settimana Lilla 2026, una campagna di comunicazione territoriale e digitale in collaborazione con Atb e Csi Bergamo (centro Sportivo Italiano) e incontri di sostegno “Break Time” rivolti a genitori, fratelli e sorelle di persone con disturbi alimentari.
“Il trasporto pubblico non è solo un servizio di mobilità, ma anche uno spazio quotidiano di relazione e comunicazione attraversato ogni giorno da migliaia di giovani e famiglie – aggiunge Liliana Donato, direttore generale di Atb -. Mettere a disposizione autobus e stazioni come luoghi di sensibilizzazione significa assumersi una responsabilità sociale concreta verso il territorio e le nuove generazioni. I disturbi della nutrizione e dell’alimentazione sono una realtà complessa e spesso invisibile: portare messaggi di prevenzione e strumenti di aiuto nei luoghi della vita quotidiana può favorire una maggiore consapevolezza e contribuire a intercettare il disagio in una fase precoce”.


