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Generazioni a confronto: premio alla carriera a Mauro Pagani, ospite del Tono Festival di Bergamo

Talento senza confini, capace di inventare un linguaggio assolutamente non convenzionale, è stato premiato nella serata di domenica 15 febbraio al Daste

Nasce a Chiari il 5 febbraio 1946. Il suo nome solca l’intera musica italiana degli ultimi cinquant’anni. Fondatore della Pfm e sparring partner di De Andrè, Mauro Pagani contribuisce al consolidamento di due generi musicali – il progressive e la musica etnica – fino ad allora pressoché sconosciuti in Italia. Produce Jannacci, Vanoni, Ranieri, collabora con Area, Guccini, Ligabue, e firma colonne sonore per Salvatores.

Talento senza confini, capace di inventare un linguaggio assolutamente non convenzionale, fatto di ricerca e recupero della tradizione. Come tutti i più grandi, fonda il proprio studio di registrazione, le Officine Meccaniche, (ricavate dai gloriosi Studi Regson di Milano), culla degli album spartiacque di Bluvertigo, Afterhours, Elisa e Silvestri. Sua é ‘Domani’, canzone del 2003 reincisa nel 2009 da oltre cinquanta artisti per sostenere le vittime del terremoto in Abruzzo, con ricavi che superano un milione di euro nel solo primo anno.

In occasione del suo ottantesimo compleanno annuncia il nuovo album “Tutto è già qui”, in uscita il prossimo ottobre, e il docufilm “Andando dove non so” in arrivo il 16, 17 e 18 febbraio. Domenica sera (15 febbraio), al Daste di Bergamo, Pagani riceve il Premio alla Carriera, al termine della terza edizione di “Tono Festival”, la rassegna del Politecnico delle Arti di Bergamo – Conservatorio G. Donizetti, dedicata alla produzione artistica contemporanea e alla ricerca interdisciplinare. Non è casuale la sua partecipazione a questa manifestazione, improntata al confronto generazionale, nel segno del dialogo tra musica e arti visive.

Sul palco della Daste Arena si alternano quattro band di giovani talenti del Dipartimento Pop-Rock, sotto la guida del maestro di musica d’insieme Chicco Gussoni. Quattro gruppi energici che propongono un repertorio di cover raffinatissime e superbamente eseguite: U2, Brian Adams, Michael Jackson, Yes, Phil Collins, Boston, Toto, Tori Amos, Depeche Mode. Gran finale con la partecipazione del maestro Luca Colombo alle chitarre e lui, Mauro Pagani, il quale accomodatosi sullo sgabello si sistema il Borsalino e intona la “sua” Creuza de Mä.

Toccanti le parole del Presidente del Politecnico delle Arti, Giorgio Berta che ricordando gli anni delle mance risparmiate per comprarsi l’album “Per un amico” della Pfm, introduce – forse involontariamente – il pezzo conclusivo, Impressioni di Settembre. Prima di congedarlo, i docenti chiedono a Pagani una parola di incoraggiamento per i propri già promettenti allievi. Lui, generoso e sornione, ne pronuncia due: “Móla mia”. Stia tranquillo, maestro, questi non mollano.

Mauro PaganiMauro Pagani sul palco con Ligabue. Foto d'archivio