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Bergamaschi ad Argenteuil: la storia di un’emigrazione dimenticata
Emigrati italiani ad Argenteuil

Muratori, minatori e manovali italiani hanno costruito la città alle porte di Parigi. Oggi Cyril Delaunay-Artifoni, discendente di famiglie di Torre Boldone e Aviatico, raccoglie fotografie e documenti per documentarne la storia

Argenteuil, periferia di Parigi. In questa città dell’Île-de-France, che oggi conta più di 100 mila abitanti, tra fine Ottocento e il secondo Dopoguerra arrivarono decine di bergamaschi alla ricerca di lavoro e di un futuro migliore. Muratori, minatori impiegati nelle cave di gesso, scavatori e manovali: una vera e propria ondata migratoria che segnò nel profondo il territorio.

La famiglia di Cyril Delaunay-Artifoni, originaria di Torre Boldone e Aviatico, fa parte di questa storia. Psicologo specializzato in gerontologia, musicista e autore del primo libro in francese sui militari italiani internati, il 38enne residente nella capitale francese sta lavorando a un volume dedicato proprio all’emigrazione italiana ad Argenteuil. “Le fonti a mia disposizione – spiega – documentano arrivi da Bergamo, Aviatico, Albino, Cene, Ardesio, Clusone e Torre Boldone”.

Per decenni, ad Argenteuil, gli italiani hanno rappresentato la comunità straniera più numerosa. “Ma il tempo, senza testimonianze scritte, porta all’oblio – osserva Delaunay-Artifoni -. Con la mia ricerca vorrei trasmettere alle nuove generazioni le ragioni che, nei secoli, hanno spinto uomini e donne a lasciare il proprio paese, ricordando i sacrifici compiuti in cerca di condizioni di vita migliori”.

Negli anni Venti e Trenta del Novecento, la Francia accolse anche numerosi esuli politici italiani. “Molti di loro – ricorda lo studioso – si unirono alla brigata Garibaldi durante la Guerra Civile Spagnola o alla Resistenza francese”. Tuttavia, la storia dell’emigrazione ad Argenteuil riguarda soprattutto lavoratori: muratori, minatori nelle cave di gesso e manovali. La vicinanza a Parigi rendeva infatti la città un polo attrattivo per la manodopera.

emigrati italiani argenteuilMuratori italiani impegnati nella costruzione dell'ospedale di Argenteuil

Le radici bergamasche della sua famiglia sono documentate. “Mio nonno arrivò ad Argenteuil da Torre Boldone nel 1948: aveva 23 anni. La madre di mia nonna, invece, arrivò in Francia nel 1906 e provenieva da Aviatico. Il mio trisnonno tornò in Italia per combattere durante la Grande Guerra. I fratelli di mio nonno, invece, morirono nei campi di concentramento in Germania e in Russia”.

Oggi Delaunay-Artifoni raccoglie fotografie, documenti, testimonianze degli italiani che, dopo aver vissuto ad Argenteuil, sono rientrati in patria. “Ho consultato l’archivio comunale della città – racconta -. Sto cercando, ad esempio, i vecchi permessi di soggiorno e di lavoro degli immigrati. Il mio obiettivo è costruire una memoria collettiva, italiana e francese, che diventi un simbolo di fratellanza”. Chiunque voglia condividere ricordi o materiali può contattarlo in italiano all’indirizzo cyril.artifoni@gmail.com.

Cyril Delaunay-ArtifoniCyril Delaunay-Artifoni