la perdita di autorevolezza
Troppi Rambo senza freni, da fermare perché violenti
Daniele Novara sottolinea la progressiva perdita di autorevolezza e di coerenza degli adulti nel porsi come punto di riferimento
Uno dei cambiamenti più preoccupanti riscontrati da Daniele Novara nella sua professione di pedagogista, educatore e scrittore, è proprio la progressiva perdita di autorevolezza, di testimonianza e di coerenza degli adulti nel loro ruolo e nel porsi come punto di riferimento.
Che rapporto corre (e il verbo pare appropriato) tra il bullismo, fenomeno alquanto diffuso nel mondo adolescenziale e giovanile, e quelli che lo praticano quando guidano?
Per cominciare: il bullismo è violenza. Presenta delle caratteristiche scientifiche piuttosto nette: si tratta di un accanimento continuativo nei confronti di un soggetto indifeso, con l’intenzione di fargli del male. Da questo punto di vista, una mancata precedenza al pedone sulle strisce è un’azione di violenza stradale equiparabile alla violenza del bullismo. Ci sono infatti tutte le caratterizzazioni: le “zebre” rappresentano un’area di sicurezza, il pedone è un soggetto debole e nel momento in cui non viene rispettato ma aggredito, siamo all’intenzionalità, con verosimile abitudine a reiterare questo comportamento. Io ho sempre ritenuto la violenza stradale, in ogni manifestazione, un fenomeno tra i più inquietanti… Per me ogni atto di bullismo sulla strada andrebbe sanzionato più pesantemente di quanto avviene oggi, affinché ci sia consapevolezza di responsabilità… Quando uno è al volante di un’auto o in sella a una moto potente è come se fosse su un carro armato, un mezzo di guerra che può uccidere e uccide o fare comunque del male…
Da pedagogista, lei sarebbe favorevole all’abbassamento dell’età per la patente?
Io sono propenso a concedere il voto a 16 anni, ma non alla licenza di condurre. Già sono ben evidenti i rischi prodotti in quell’età dagli smartphone. Il cervello non ha la maturità per poter agire in maniera adattata. Uno a 16 anni può essere dotato di caratteristiche anche per prestazioni agonistiche straordinarie – lo si vede nello stesso tempio della Formula Uno – ma quando si trova nel traffico convulso di una città può venir fuori il suo istinto aggressivo, che si domina con l’età. La prima causa di morte fra gli adolescenti è per incidenti automobilistici, la seconda è quella dei suicidi. Applichiamo il buonsenso.
Daniele Novara – Pedagogista e saggista

*dal libro “Strade sicure per tutti”, ed. ACI, Provincia di Bergamo, “Mobilità sicura”.

