La prima cittadina di Bergamo sui fatti di sabato pomeriggio: “Episodio che colpisce l’intera comunità. Come altri territori registriamo un aumento delle situazioni di fragilità e disagio sociale, che non possono però tradursi in reati”
Bergamo. “È un fatto di estrema gravità quello avvenuto sabato 14 febbraio, all’ingresso del supermercato di via Corridoni dove, grazie all’intervento della vigilanza dello stesso store e dei cittadini, si è potuto sventare il tentativo di rapimento di una bambina, bloccare il responsabile e consegnarlo alla Polizia. Da Sindaco, oltre che da mamma, voglio esprimere, a nome mio e dell’intera Amministrazione comunale, la più sincera vicinanza alla bambina ferita e alla sua famiglia, che ha vissuto momenti terribili, difficili anche solo da immaginare”.
Così Elena Carnevali, prima cittadina di Bergamo, ha commentato i fatti avvenuti all’Esselunga di via Corridoni nel pomeriggio di sabato.
“Si tratta di un episodio molto grave, che colpisce l’intera comunità cittadina, riferibile a un cittadino comunitario di nazionalità rumena, quindi col diritto di libera circolazione sul territorio europeo, non residente a Bergamo – continua – Dopo il trasferimento in carcere, confido pienamente nel lavoro della Questura e nelle decisioni che la magistratura vorrà assumere, affinché siano adottati tutti i provvedimenti, anche di verifica psichiatrica, necessari a evitare il rischio di reiterazione del reato. Questo episodio si inserisce in un contesto più ampio in cui registriamo, come in molti territori bergamaschi e nella nostra città, un aumento delle situazioni di fragilità e disagio sociale, che non possono però tradursi in reati. È una situazione che riguarda l’intero Paese, in cui le molte amministrazioni locali non possono essere lasciate sole ad affrontare fenomeni così complessi”.