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Lara Magoni, europarlamentare di Fratelli d’Italia: “Se ce la farò sarà un successo per me, ma soprattutto per la nostra provincia di Bergamo, che per il 60% del suo territorio è montano”

“A livello europeo sono molti i temi che porto avanti, ma sicuramente uno lo porto nel cuore. Ho avuto recentemente un incontro Raffaele Fitto, vicepresidente esecutivo della Commissione europea, al quale ho consegnato un documento affinché possa essere inserito nel prossimo QFP, quadro finanziario pluriennale, per far sì che la montagna diventi protagonista anche delle politiche economiche europee”.

Lo afferma Lara Magoni, europarlamentare di Fratelli d’Italia, che aggiunge: “Se ce la farò sarà un successo per me, ma soprattutto per la nostra provincia di Bergamo, che per il 60% del suo territorio è montano”.

Ospite nella redazione di Bergamonews, la già campionessa di sci di Selvino, non nasconde la gioia per le Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026. “Ho i brividi – ammette – dopo la medaglia d’oro di Brignone qualcosa in me si è risvegliato. Federica ci ha fatto sognare. È una donna che ha dimostrato ancora una volta che i limiti si possono superare, che la passione è più forte del dolore. Grandissima anche Lollobrigida con il suoi secondo oro: una mamma campionessa. Ha dimostrato quanto e cosa possono fare le donne in ogni dove, quando vogliono”.

In merito alla sintonia nata tra la Presidente del Consiglio Meloni ed il cancelliere tedesco Mertz, Lara Magoni dà la sua lettura della politica europea in cambiamento: “Dopo essere stati in ostaggio dell’asse franco-tedesco, finalmente il cancelliere Mertz ha capito il valore dell’Italia, uno Stato con il quale può lavorare in sinergia e cooperare. Sicuramente oggi l’Italia, grazie alla Premier Giorgia Meloni, è diventata protagonista a livello europeo e questo ha fatto sì che Mertz lasciasse indietro Macron che è ancora legato al Green Deal”.

Questo nuovo legame tra Italia e Germania sminuisce il ruolo del presidente francese Macron. Meloni tira la volata alla destra d’Oltralpe per l’Eliseo?

“Sicuramente qualcosa cambierà, lo spazio politico all’interno dell’Eliseo cambierà, ma perché è Macron che si è isolato, ha svenduto gli interessi nazionali alle multinazionali, ha sbagliato sui temi della migrazione e soprattutto non ha ancora mollato veramente il Green Deal che è quello che ha messo in ginocchio l’Europa. I francesi, in questo momento, non sono contenti di Macron. Quindi ci sarà uno spazio nuovo all’Eliseo e speriamo che sia la destra”.

Parliamo del caso Vannacci che in Bergamasca ha raccolto 13 mila voti con la Lega. Ora ha fondato un nuovo partito che potrebbe insidiare Fratelli d’Italia. Teme che potrebbe sottrarre qualcosa al suo partito?

“Io credo che la coerenza paghi, l’affidabilità sia una garanzia. Ciò che facendo oggi Giorgia Meloni a livello internazionale è sotto gli occhi di tutti. Vannacci era parte del nostro Governo, della nostra parte politica, ha scelto di andare da solo, vedremo con il tempo che cosa succederà. Sicuramente non andrà ad intaccare quello che ha fatto il nostro partito fino ad oggi e siamo anche convinti che i like non si trasformano in voti”.

Dall’altra parte dell’Atlantico abbiamo Trump con una politica che di fatto disegna un nuovo ordine mondiale, come vede questa l’Europa in questo nuovo quadro?

“Trump si pone con coraggio, con forza e talvolta con parole magari anche fuori luogo discutibili e anche strumentalizzate. Certamente questa alleanza atlantica continua e continuerà ad esistere fino a quando la difesa non sarà nelle nostre mani. Oggi dipendiamo della Nato. Quello che percepiamo del lavoro di Trump è che stia invece tutelando l’Occidente da una sinistra ideologica che stava rovinando i confini andando in Oriente”.

A proposito di confini, se Trump dovesse rilanciare la campagna per avere la Groenlandia, secondo lei in Europa che cosa dovrebbe fare?

“Sicuramente la Danimarca deve tutelare la Groenlandia e noi saremo dalla parte del nostro Stato membro. Sono altrettanto certa che di nuovo la mediazione del Premier Giorgia Meloni con Trump metterà fine a questa difficoltà. Non si deve sottovalutare che l’attenzione per la Groenlandia è spinta dalle terre rare, parte fondamentale che interessa a Cina e Russia. Quindi attenzione a perdere tempo nel guardare che cosa fa Trump mentre le altre forze stanno cercando di portarsi via la Groenlandia, perché comunque una base nell’Artico è fondamentale anche per le terre rare”.

I dati Istat del 2025 registrano una decrescita nel campo industriale, leggera ma c’è, secondo lei che cosa si può fare per incentivare, per far ripartire l’economia italiana?

“I temi di cui parliamo tutti sono il costo dell’energia, sicuramente sospendere il Green Deal e sfoltire e ridurre la burocrazia. Sono convinta che l’Europa ha alzato la testa, perché alla fine Trump ci ha dato quel modo di uscire allo scoperto e per riportare l’Europa ai valori in cui tutti crediamo”.