L’Atalanta batte un altro colpo da Champions: vittoria 2-0 sul campo della Lazio
L’insolito rigorista Ederson e la perla di Zalewski mettono ko i biancocelesti, che trovano sulla loro strada un super Carnesecchi. Dea sesta a 42 punti, davanti al Como (che ha una partita in meno) e a -4 da Juve e Roma. Nel finale ko Raspadori
Colpo da Champions. All’Olimpico l’Atalanta mostra un’altra faccia della sua maturità: quella dello spirito di adattamento alle difficoltà. Perché il 2-0 che matura sulla Lazio non è scontato e nemmeno casuale, ma costruito mostrando capacità di soffrire, capitalizzando le poche situazioni offensive generate. Cinismo, sicurezza, ma anche tanta fiducia. Anche nelle mani di Carnesecchi, visto che senza la sua grande parata il risultato non si omologa.
Il coraggio di cambiare ciò che non va a prescindere dal minuto: un cambio a metà primo tempo, due all’intervallo pur essendo in vantaggio. Non è confusione, è l’esatto opposto: la dimostrazione che Palladino ha in piena mano una squadra che ora si avvicina a passo deciso verso la zona Champions League.
I punti di distanza sono 4, aspettando Inter-Juventus (sabato alle 20:45) e Napoli-Roma (domenica alla stessa ora) per aggiornare il conteggio. Per ora Dea a 42, Juve e Roma a 46. E intanto c’è un Como lasciato provvisoriamente alle spalle, in attesa del recupero in settimana del match con il Milan, dietro al quale c’è un vuoto di 8 punti prima di trovare una Lazio che dalla corsa alla grande Europa sembra ad oggi eliminata.
La gara
In un clima quasi surreale con un centinaio di persone nel settore ospiti e i settori di casa semivuoti in protesta contro la società, Palladino rivoluziona il tridente: De Ketelaere operato, Scamacca non è ancora al meglio e Raspadori si prende un turno di riposo pre Dortmund, anche se per il tecnico “non esiste turnover, ma solo scelte da ritenere più opportune”. In questo caso tocca a Samardzic e Krstovic, già brillanti con la Cremonese, e Zalewski a sinistra a chiudere il tridente, mentre Bernasconi e Zappacosta occupano ancora le corsie e dalla squalifica rientrano sia Ahanor in difesa che De Roon in mediana.
La Lazio si presenta senza tre pilastri come Zaccagni acciaccato e Romagnoli squalificato, più l’esperto Pedro infortunato. C’è l’ex Daniel Maldini da riferimento offensivo e il suo pressing mette in difficoltà in avvio le uscite dell’Atalanta, che compie errori sui cui è chiamata a mettere qualche pezza — troppe volte in ritardo: Scalvini e Ahanor si fanno ammonire dopo 10 e 11 minuti di gioco per aver steso i diretti avversari Noslin e Isaksen.

Palladino in panchina si sfoga lanciando la giacca, ma la prima grande occasione è nerazzurra, costruita da Zalewski e Bernasconi per Krstovic e salvata sulla linea da un miracoloso Provstgaard con la deviazione di testa sul tiro a botta sicura del montenegrino. Turning point? Neanche un po’, perché le transizioni positive biancocelesti infastidiscono una Dea meno sicura di altre volte. E così il tecnico nerazzurro mette mano alla formazione dopo 24 minuti togliendo un Ahanor in grossa difficoltà inserendo Kolasinac, ma è comunque la Lazio a restare padrona del campo, colpendo un clamoroso palo con Taylor, con deviazione decisiva del solito Carnesecchi, chiamato in causa altre due volte nel primo tempo.
C’è bisogno di un episodio per sbloccare e puntualmente arriva a cinque minuti dall’intervallo, quando Zappacosta triangola con Krstovic e dal fondo trova sul cross il braccio alto di Cataldi: a sorpresa sul dischetto si presenta Ederson, che incrocia con freddezza segnando il suo primo rigore assoluto in carriera al primo tentativo. All’intervallo però Palladino non cambia idea rispetto al risultato e toglie subito un Samardzic quasi impalpabile e Scalvini ammonito inserendo Kossounou e Raspadori. Servono però i superpoteri di Carnesecchi per evitare di ritrovarsi sul pari, visto che la Lazio aumenta la spinta alzando il baricentro.
L’Atalanta ci mette ancora qualche minuto, ma poi trova le contromisure e i cambi gioco che spostano il blocco centrale di Sarri. E al netto di qualche errore nel fraseggio è molto spesso efficace. Da destra a sinistra: così si sviluppa l’azione che genera il raddoppio con il destro da fuori a firma di Zalewski, perla tecnica dell’esterno scuola Roma in casa dei rivali cittadini.

Una mazzata che mentalmente la Lazio subisce, in un ambiente spento che non aiuta chi gioca in casa a caricarsi. Tanto che nell’ultima mezz’ora succede poco, fino al problema presumibilmente muscolare accusato da Raspadori lascia un alone di preoccupazione, che va oltre la decina di minuti giocata con l’uomo in meno nel finale in cui Ratkov prende anche un palo e Kossounou salva più di una situazione.
Alla fine la miglior notizia resta ancora il risultato, aumenta il bottino a 20 punti nelle ultime 8 partite e aggiunge un altro clean sheet, il sesto dell’anno. E arrivederci tra 18 giorni al 4 marzo, primo round della semifinale di Coppa Italia. La maratona continua.
Lazio-Atalanta
Marcatori: 41′ rig. Ederson, 60′ Zalewski
Lazio (4-3-3): Provedel; Marusic, Gila (46′ Patric), Provstgaard, Tavares; Dele-Bashiru, Cataldi (67′ Rovella), Taylor (79′ Cancellieri); Isaksen (87′ Dia), Maldini, Noslin (67′ Ratkov). A disp. Motta, Furlanetto, Hysaj, Pellegrini, Belahyane, Przyborek, Farcomeni. All. Sarri
Atalanta (3-4-3): Carnesecchi; Scalvini (46′ Kossounou), Djimsiti, Ahanor (24′ Kolasinac); Zappacosta (83′ Bellanova), De Roon, Ederson, Bernasconi; Samardzic (46′ Raspadori), Krstovic, Zalewski (69′ Kamaldeen). A disp. Sportiello, Rossi, Hien, Bakker, Musah, Pasalic, Scamacca. All. Palladino
Arbitro: Sacchi
Ammoniti: Scalvini (10′), Ahanor (11′), Bernasconi (74′), Taylor (78′), Djimsiti (90′) per gioco falloso
Espulsi: –
Note: recupero tempo pt 3′, st 5′
I gol
0-1 rig. Ederson (41’) – Transizione offensiva nerazzurra con Zappacosta lanciato da Samardzic in profondità che cerca la triangolazione con Krstovic, riuscita: sul fondo il numero 77 crossa verso il centro trovando il braccio alto di Cataldi intervenuto in scivolata. Dal dischetto il brasiliano con la rincorsa corta è sicuro nell’incrociare con il destro, indovinando il lato per spiazzare Provedel.
0-2 Zalewski (60′) – Azione manovrata dell’Atalanta, che riparte a destra e poi sposta la palla a sinistra, sull’asse Bernasconi-Zalewski: l’esterno di Arcene appoggia dentro al campo per l’ex Roma, che da fuori area si prepara il tiro col controllo e poi col destro spara all’angolino basso sul secondo palo con una traiettoria perfetta.



