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Un mese (e più?) senza De Ketelaere: per Samardzic e Kamaldeen è il momento di tornare a brillare
Foto Andrei Eduard Huiala

Il belga out per almeno 8 partite. L’operazione richiederà un recupero di circa 5 settimane, variabili in base a come procederanno le varie fasi

Se si vuole sottolineare l’importanza che ha Charles De Ketelaere per quest’Atalanta, basta menzionare un dato: dall’arrivo di Raffaele Palladino, è stato sempre titolare tranne che nella trasferta sul campo dell’Union St. Gilloise. O meglio, lo era stato fino a lunedì 9 febbraio, quando l’infortunio nel riscaldamento del match contro la Cremonese lo ha costretto a fermarsi. E l’operazione a cui si è sottoposto giovedì lo terrà ai box per un periodo che potrebbe essere stimabile in circa 5 settimane.

Il belga “è stato sottoposto ad artroscopia del ginocchio destro per meniscectomia selettiva interna. L’intervento, eseguito dal Professor Ezio Adriani presso la Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS a Roma, è perfettamente riuscito. Il calciatore inizierà da subito il programma riabilitativo”, ha fatto sapere nel pomeriggio la società con una nota ufficiale. Mercoledì gli esami strumentali avevano evidenziato la presenza di lesione del corno posteriore del menisco interno del ginocchio destro.

Il tempo di recupero per questo tipo di interventi di meniscectomia è piuttosto variabile, può andare dai 25 ai 40 giorni a seconda di come le varie fasi verranno affrontate. Andare sotto i ferri, comunque, ha permesso di risolvere una volta per tutte un problema che, se trattato con una terapia conservativa, avrebbe rischiato di protrarsi per un periodo più ampio e senza di fatto lasciare tranquillo il numero 17 nerazzurro.

La certezza è che il belga sarà fuori fino a circa la metà di marzo e che salterà una serie di partite importantissime: le due del playoff di Champions League con il Borussia Dortumund, l’andata con la Lazio in Coppa Italia, le sfide di campionato contro Lazio, Napoli, Sassuolo e Udinese, più quella con la Cremonese già saltata. Il rientro potrebbe concretizzarsi verosimilmente intorno al 15 marzo, quando in programma c’è la sfida con l’Inter, oppure nel weekend successivo con il Verona. Senza dimenticare gli ipotetici ottavi di Champions in programma nelle due settimane centrali di marzo.

Tradotto: ora tocca a chi nelle ultime settimane è spesso partito dalla panchina. Due nomi su tutti, Lazar Samardzic e Kamaldeen Sulemana. Con il serbo primo indiziato, in quanto riserva naturale, piede mancino di fantasia, creatività e qualità che abitualmente parte dal centro-destra per entrare dentro al campo, tanto da aver fatto anche l’esterno in determinate occasioni a gara in corso.

Samardzic Atalanta Brugge

D’altronde, con Scamacca e Krstovic che danno vita ad un’alternanza perfetta e con Raspadori che sembra già insostituibile per come crea scompiglio con i suoi movimenti da una parte e dall’altra dell’attacco, il tema sul terzo slot si pone tra il serbo e il ghanese, che abitualmente agisce soprattutto dall’altra parte, la sinistra, ma è assolutamente in grado di essere un fattore anche da destra. Detto che lo stesso Raspadori sa coprire tutte le posizioni dell’attacco.

Insomma, sono loro le due soluzioni principali: abbaglianti in certi momenti, l’ex Southampton a settembre con i gol a Torino e Juventus, l’ex Udinese invece tra ottobre e novembre, con il culmine dello splendido gol contro il Marsiglia. Bellissimo, memorabile. Ma resta l’ultimo: sono passati quasi tre mesi e mezzo da quel momento.

Kamaldeen Sulemana

Vuoi per i problemi fisici vuoi per le scelte, come soluzioni offensive durante la sua gestione Palladino ha puntato anche su Zalewski come terzo d’attacco di sinistra con ottimi risultati, mentre resta più che solida anche l’opzione Pasalic. C’è però un fattore mentale che rischia di subentrare: come potrebbero reagire due giocatori su cui la società ha fatto investimenti importanti e che puntualmente vengono scavalcati nel momento in cui i loro pari ruolo devono fermarsi?

Ecco perché, almeno all’inizio, è lecito attendersi che gli spazi se li possano prendere loro. Sfruttando l’occasione come ha fatto Krstovic, dimostrando di essere all’altezza e confermando quella teoria secondo cui la rosa dell’Atalanta sarebbe profonda e piena di soluzioni. Ora è il momento di passare alla pratica.