Milano-Cortina 2026
|Michela, un bronzo che vale oro: “La Moioli never dies, porto i segni sul mio volto. Ci credevo”
Il terzo posto nell’individuale di snowboard cross dopo la caduta dei giorni scorsi: “In 48 sono passata dall’ospedale alla medaglia olimpica”
“In 48 ore sono passata dall’ospedale per la caduta in allenamento alla medaglia olimpica”. Tra tutte le imprese compiute da Michela Moioli nella sua carriera, forse quella di Milano-Cortina 2026 è la più speciale di tutte. Un bronzo olimpico nell’individuale di snowboard cross, che vale però come un oro per le circostanze in cui è arrivato. La sua terza medaglia a cinque cerchi dopo l’oro del 2018 a Pyeongchang in individuale e l’argento a squadre a Pechino 2022.
La trentenne di Alzano Lombardo rischiava di non partecipare nemmeno a questa gara. Attesissima, perché nella sua Livigno, ormai seconda casa, perchè le radici bergamasche non possono essere scavalcate. Era stata tedofora nella sua terra, si era commossa vedendo il modumento dedicatole dal suo comune. Emozioni fortissime, che non potevano non essere coronate con un podio.
“Io ci credevo”, ha detto Michela, dopo aver gioito insieme al suo pubblico, decine di amici e tifosi arrivati dalla Bergamasca per sostenerla. Tra di loro, anche Martina Caironi, una che ha fatto del “crederci sempre” uno stile di vita e lo ha dimostrato con la sua storia. “In questo sport può succedere di tutto: non si deve pensare al risultato, ma quello che sta succedendo, istante per istante: è un suggerimento per la gara ma che mi do anche nella vita di tutti i giorni”.
“Sono veramente orgogliosa di me, tanto. Davvero tanto: non solo per la medaglia, ma perchè ho fatto un percorso incredibile, supportata da persone eccezionali, da una squadra super, con la mia famiglia sempre accanto”. Sentimento visibile, nelle sue reazioni dopo ogni run, chiamando il tifo della sua gente e poi salendo sul podio con un salto di gioia, un sorriso splendente che ha poi lasciato spazio a qualche inevitabile lacrima per la commozione una volta messa la medaglia al collo.
E pensare che un incidente poteva rovinare tutto: un trauma facciale in allenamento, senza ulteriori conseguenze. Dure ore in ospedale a Sondalo alla vigilia della gara, una passeggiata pomeridiana, controlli da fare per assicurarsi di poter gareggiare. “Oggi volevo esserci, fare quello che so fare, sin da bambina. Non ero particolarmente tesa oggi, più i giorni scorsi: notti in bianco, pressione. È stata tosta, porto i segni sul mio volto, ma “la Moioli never dies” e ce l’ho fatta: a volte non credevo in me stessa. Ho fatto fatica ma oggi volevo esserci”.
“È stata una bella botta, ero rintronata e mi chiedevo come avrei fatto a gareggiare. Non ho mollato, mi sono fatta aiutare dalle persone giuste, medici e famiglia. Ieri sera siamo andate a fare due passi con mia madre e mia sorella, abbiamo cantato ‘Notte prima degli esami’ e sentivo che qualcosa di bello sarebbe successo”.

La big final è stata l’ennesima perla della sua carriera: come in semifinale, si è trovata dietro all’inizio, ma ha rimontato fino a conquistarsi un podio meritatissimo: “In gara non pensavo alle medaglie, pensavo a quello che dovevo fare: sapevo che in fondo ero veloce e mi sono concentrata su quello”. Mai perdersi d’animo.
È un cerchio che si chiude: “Volevo prendere una medaglia a Milano Cortina e ce l’ho fatta, poi si vedrà”. La storia, comunque, è stata scritta. Una volta di più.



