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La politica, i vestiti nuovi dell’imperatore e il grido del sindaco Semperboni: “Il re è nudo”

Il sindaco di Valbondione , Walter Semperboni, simpatizzante di destra scuote i partiti che hanno sollevato polemiche contro Gandolfi. Un monito per il centro-destra, ma anche uno sveglia ai primi cittadini che dovrebbero sostenere Gandolfi e che non lo hanno difeso

Walter Semperboni è il sindaco di Valbondione che è stato capace di ritagliarsi anche un bel ruolo di “personaggio”. Un uomo che fa rumore, per intenderci. A volte è un chiasso assordante, altre è un campanello dell’allarme. Come in questo caso.

Dopo la polemica del centro-destra contro la scelta del presidente della Provincia, Pasquale Gandolfi, di indire le elezioni provinciali in un solo seggio e con un orario ridotto, nel silenzio assordante del Partito Democratico a difesa del vertice uscente dell’ente di via Tasso, arriva lui: il buon Walter. La butta lì come quelle teiere del curling di cronaca olimpica.

Placido come farebbe un commento al bar tra amici, Walter – che non ha mai nascosto le sue decise simpatie a destra -, ammette su Facebook: “Purtroppo, o per fortuna, il Walter, sindaco di Valbondione, non fa giochetti strani, ma nella semplicità e nella sua “pazzia”, dice sempre ciò che pensa, anche perché la politica a me non ha regalato nulla. Io ho vissuto del mio lavoro di manovale, e ad oggi, con il mio Gruppo, sono a servizio dei miei Cittadini 24 ore su 24. Con questo mio post ringrazio il Presidente della Provincia Gandolfi, per i soldi destinati al mio Territorio. Che dire della polemica sterile dei seggi diffusi? Qualunquismo, a Bergamo non dobbiamo recarci a piedi e molti scendono con i mezzi comunali. Ergo dai che siamo pagati (i sindaci), per recarci al voto e gli Amministratori, perché hanno deciso di destinare, un poco del proprio tempo per la Comunità (quante volte, si scende all’OrioCenter)? Non si può sempre essere a “servizio” dell’Amico Onorevole Sorte, che un giorno vuole le larghe intese, ed il giorno dopo, vuol “mettere i confini”. Io non c’è l’ho con nessuno, ma lasciamo agli amministratori decidere in serenità chi votare, senza promesse di avere un “posto al sole”. E chiedo a tutti, di mettersi a servizio dei Territori e non a logiche di partito, come sta succedendo a Clusone! Dopo tutta questa prosopopea, io voterò come Presidente in Provincia di Bergamo Gafforelli, ringraziando Gandolfi per l’aiuto, e mi impegnerò per la rielezione del Collega Morstabilini a Sindaco di Clusone”.

Pare sia seguita una serie di telefonate. Insomma: salvate il soldato Walter dalle logiche che non rispondono al partito. Ma Semperboni (un cognome che trasuda bontà) non la smette. E ricorda un po’ la fiaba “I vestiti nuovi dell’imperatore” di Hans Christian Andersen. L’imperatore in questo caso è la politica, molto attenta al suo aspetto esteriore, ma lontana dal popolo (basti vedere l’assenteismo alle urne). E a nulla vale l’ipocrisia dei cortigiani che non vogliono contraddire la vanità, l’autoreferenzialità di certi uomini politici. Così Walter Semperboni grida con il suo post: “Il re è nudo”. È lì da vedere. Certe trame non vanno bene né a destra né a sinistra.

Il 15 di marzo gli amministratori tornino a pensare ai loro territori, al bene comune, all’azione politica come “la forma più alta di carità” (Paolo VI). Il grido di Walter suggerisce anche un abito nuovo e semplice: “l’impegno del buon senso”.