“Interscape”, una mostra che si ammira e si attraversa come un territorio
“Tono Festival – Interscape” è il festival del Politecnico delle Arti di Bergamo, che dal 3 al 15 febbraio ha proposto una serie di concerti e mostre dedicati alla produzione artistica contemporanea
Bergamo. “La vista ci dice dove siamo, ma è il suono che ci dice chi siamo all’interno di quello spazio. Ogni luogo è un dialogo ininterrotto tra l’occhio che osserva e l’orecchio che ricorda” John Berger.
“Tono Festival – Interscape” è il festival del Politecnico delle Arti di Bergamo, che unisce il Conservatorio “Gaetano Donizetti” e l’Accademia Carrara, proponendo una serie di concerti e mostre dal 3 al 15 febbraio.
La terza edizione di “Tono Festival – Interscape” si è affermata come uno dei più significativi appuntamenti italiani dedicati alla produzione artistica contemporanea.
Il festival quest’ anno è stato arricchito già nel titolo da “Interscape”: la nuova edizione rappresenta infatti il momento culminante di un ampio progetto internazionale, avviato nella primavera del 2025 e proseguito nel mese di luglio con una Summer School, che ha rappresentato per gli studenti un momento di approfondimento teorico intensivo con professionisti, ricercatori e docenti di alto livello, e con una Autumn School, che ha rappresentato invece il momento d’avvio della fase produttiva.
Il termine “Interscape” è nato dall’unione della parola “landscape”, ovvero paesaggio e “Inter”, per definire la sua interdisciplinarietà e la sua internazionalità. Il progetto ha lo scopo di evocare infatti un’interconnessione tra paesaggio e percezione, agendo come campo di relazione tra memoria e trasformazione, natura e città, suono e immagine.
Giovedì 12 febbraio, è stata inaugurata, allo Spazio Zero della GAMeC, la Mostra Interscape; il progetto ha coinvolto oltre settanta persone, tra studenti , docenti e ricercatori, avvalendosi per tutta la sua durata, di un approccio di ricerca “practice-based” in cui la pratica artistica e la produzione creativa sono state utilizzate come strumenti primari per generare nuova conoscenza, sia dal punto di vista teorico, sia dal punto di vista critico.
Alla mostra, oltre a schizzi di arte contemporanea, sono stati proposti anche set sonori sperimentali curati dagli studenti di sound design dell’Accademia di Belle Arti. Nello specifico, alla GAMeC le installazioni sonore sono 4: “Lorem Ipsum“, che esplora la memoria come un riempitivo tipografico, “Tangle of memory-Apart“, che permette di ricostruire una cartografia della memoria attraverso un’installazione visiva e sonora, “E-cos“, che esplora l’intersezione tra memoria, paesaggio e violenza politica e “Devenire“, che esplora l’erosione del tempo e della memoria attraverso l’intersezione di disegno, proiezione e suono. La mostra, curata da Bianca Trevisan e Daniele Maffeis, ha proposto installazioni, opere multimediali e interventi sonori che hanno permesso di costruire un percorso che si attraversa come un territorio.
Questo progetto internazionale è sostenuto dai fondi di Pnrr (NextGenerationEU), nello specifico il programma di ricerca e di produzione artistica Inpa (International Network of the Polytechnics of the Arts), ne costituisce una sezione di rilievo.
Il fondo utilizzato per finanziare il progetto è stato condiviso con i vari partner nazionali e internazionali. Le istituzioni nazionali sono: Torino, con l’Accademia e il Conservatorio statale di musica “Giuseppe Verdi”, Genova con l’Accademia Linguistica di Belle Arti, Ravenna, con Accademia e Conservatorio statale “Giuseppe Verdi” e Firenze con Accademia, Conservatorio Luigi Cherubini e l’Isia, ovvero l’Istituto Superiore per le Industrie Artistiche. I partner internazionali sono invece: Granada, con la sua università, Madrid con la “Escuela Universitaria de Artes Tai”, Svizzera con la scuola universitaria professionale Hslu di Lucerna e Serbia con l’Academy of Arts Novi Sad.
Giorgio Berta, Presidente del Politecnico delle Arti di Bergamo, ha svolto un ruolo istituzionale chiave nella realizzazione di: “Tono Interscape 2026“. Il suo ruolo si inserisce nel contesto di un festival che, sostenuto anche da progetti Pnrr, mira a portare artisti europei a Bergamo.
“Tono Festival è un dialogo stimolante tra arte visiva e musicale, che genera qualcosa di nuovo a cui non siamo abituati” ha commentato il vicesindaco Sergio Gandi, che ha anche spiegato la suddivisione dell’allestimento nelle varie sedi: GAMeC, Palazzo della Libertà e l’ Accademia di Belle Arti Giacomo Carrara.
“Il progetto Interscape, -ha spiegato Daniela Giordano, Direttrice del Politecnico delle Arti di Bergamo- rappresenta molto la mission del Politecnico delle Arti, perchè il Politecnico non è un ente di produzione, ma un ente di alta formazione e di ricerca, e quindi fare ricerca in maniera interdisciplinare è un qualcosa di nuovo, è qualcosa che può aprire tante possibilità e prospettive”.
E’ intervenuto anche il Vicedirettore con delega all’Accademia di Belle Arti, Ettore Favini, che con una frase ha riassunto perfettamente la bellezza e l’arte insita in questo progetto, spiegandoci che Interscape: “E’ una mostra da vedere, ma anche una mostra da ascoltare”.
“Abbiamo lavorato su forme di espressione artistica diversa”, afferma Umberto Pedraglio, Responsabile Produzione Musicale. “Tre momenti da guardare oltre che da ascoltare, che rappresentano il processo creativo nella sua nascita, nel suo sviluppo e nella sua trasformazione. La musica qui prende corpo, dialoga con lo spazio, diventa gesto e visione”.
L’edizione 2026 porta a compimento il lavoro svolto nello scorso anno dai docenti e dagli studenti, attraverso un percorso di ricerca che ha visto la partecipazione di protagonisti internazionali come i compositori José Manuel Lopez, Fabian Panisello, Alessandro Solbiati e Stefano Gervasoni, assieme agli artisti Brandon LaBelle e Stefano Romano.
Simona Bonaldi, Presidente del Consiglio direttivo della Gamec, ha richiamato il senso più ampio dell’iniziativa: “Interscape è uno spazio giovane e pieno di energia. Esiste per giovani artisti,
studenti, cittadini. Il tono deve essere forte e alto, capace di arrivare a tutti attraverso la forza della cultura. Costruire ai giovani un futuro positivo significa offrire occasioni concrete di confronto,
responsabilità, crescita”.






