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Conferenze, libri e laboratori per bambini: fino a giugno alla ripa di Albino la rassegna culturale “Tras-formare”

Alessandra Pozzi, presidente dell’Associazione Diaforà: “Promuoviamo cultura attraverso diversi linguaggi, modalità e temi. Al centro dell’edizione 2025 la speranza come progettualità”

Fare cultura avendo come criterio cardine la diversità: dei linguaggi, delle modalità, dei temi affrontati. È questa prospettiva che guida l’impegno dell’associazione Diaforà, promotrice dell’edizione 2025-2026, in programma fino a giugno, della rassegna ‘Tras-formare. Il lavoro della differenza per dar forma al futuro’, sostenuta da Fondazione della Comunità Bergamasca. “Non si tratta solo di proporre eventi culturali, ma di creare occasioni in cui linguaggi, discipline e generazioni diverse possano incontrarsi e interrogarsi sul presente” spiega Alessandra Pozzi, presidente di Diaforà, associazione nata nel 2010 sulla scorta degli insegnamenti del filosofo Carlo Sini e oggi animata da una quindicina di volontari: ex insegnanti, professionisti, persone provenienti dal mondo aziendale, ma anche ex studenti “per dire che anche questa varietà è una ricchezza – evidenzia Pozzi – è la prova che la differenza, se messa al lavoro, può davvero dare forma al futuro“.

Cuore delle attività è la Ripa di Albino, antico convento carmelitano edificato nella seconda metà del Quattrocento per ricordare una guarigione ritenuta miracolosa, tornato a vivere nel 2007 grazie all’acquisto e al recupero da parte della cooperativa La Fenice. “Uno spazio fisico che rende possibile esperienze culturali concrete e condivise e la valorizzazione della storia del territorio”, spiega Pozzi.

La rassegna ‘Tras-formare’ si articola in una pluralità di iniziative. Tra quelle che si sono già svolte il ciclo di incontri Ripamondo 2025 –  “Il diritto ai diritti”, con al centro l’Africa considerata come punto di intreccio di crisi globali dal diverso profilo, che in autunno ha coinvolto i ragazzi dei licei ‘F. Lussana’ e ‘A. Locatelli’ di Bergamo: a momenti di formazione preparatori nelle aule scolastiche sono seguiti laboratori di produzione video sul tema e un dialogo tra l’immunologo Alberto Mantovani e volontari rientrati da esperienze in Africa sui problemi della salute nel continente e a livello globale.

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Tra marzo e aprile 2026 è in programma la serie di conferenze ‘Pensare dalla Ripa’, che quest’anno ruota attorno a un’affermazione chiara: ‘non si può non essere positivi’. “Non parliamo di una speranza astratta o consolatoria”, chiarisce la presidente Pozzi, “ma di una speranza intesa come progettualità, come vero e proprio vaccino culturale contro quella che percepiamo come una diffusa “cultura della depressione””. A confrontarsi saranno studiosi di ambiti diversi (tra cui il presidente dell’ISPI Paolo Magri, l’economista Carlo Cottarelli, il filosofo Rocco Ronchi), in uno sguardo volutamente multidisciplinare che ha l’obiettivo di offrire scorci di speranza e di progettualità per il futuro ben radicati nel presente.

A Maggio, poi, è prevista la conferenza-concerto “Alla stazione successiva. Ascoltando De André”, un curioso dialogo ideale tra l’avvocato penalista Raffaele Caruso e il celebre cantautore genovese sul tema della giustizia.

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Ma il progetto coinvolge anche le famiglie’, con ‘Giochi con me?’, laboratorio educativo rivolto a genitori e bambini dai 3 ai 5 anni. “Invitiamo gli adulti a riscoprire il gioco in tutta la sua potenzialità pedagogica”, spiega Pozzi. In questo contesto in primavera sono previsti due cicli di incontri – anche negli spazi esterni della Ripa – curati dalla formatrice Silvia Colpani, in collaborazione con la cooperativa la Fenice.

Infine il percorso di educazione alla lettura ‘Leggere alla Ripa’, che propone incontri con autori di saggi, in collaborazione con l’editore Il Mulino. L’ultimo, proprio negli scorsi giorni, ha visto coinvolte Sarah Viola, medico, psichiatra psicoterapeuta, e la psicanalista Beatrice Baslamo, che ha presentato il suo ultimo libro ‘Visione, speranza, promessa – Per pensare il futuro’. “Durante queste serate i libri sono sempre un pretesto – conclude la presidente –, ci interessa andare oltre un approccio solo intellettuale e selezionare voci capaci di aprire un dialogo autentico con il pubblico”. Tutte le informazioni sul sito associazionediafora.it

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“Sostenere iniziative come “Tras-formare” significa investire in una cultura che non si limita alla proposta di singoli eventi, ma costruisce nel tempo spazi di confronto reale tra persone di età, esperienze e sensibilità differenti – dichiara Osvaldo Ranica, presidente di Fondazione della Comunità Bergamasca – La Fondazione ritiene fondamentale accompagnare percorsi che mettono al centro temi di grande attualità, dalla giustizia alla salute globale alla responsabilità educativa, anche quando non sono immediatamente sotto i riflettori o richiedono un approfondimento paziente e competente. È proprio in questi ambiti che la cultura può svolgere una funzione decisiva: aiutare le comunità a comprendere la complessità del presente e a trasformarla in occasione di crescita condivisa”.