Un solo seggio per le Elezioni Provinciali, l’attacco del centro destra contro Gandolfi
La scelta di istituire un solo seggio e con orario ridotto per le elezioni provinciali in calendario per domenica 15 marzo ha sollevato dure proteste dall’opposizione
Bergamo. Non si placa la polemica contro il presidente delle Provincia di Bergamo, Pasquale Gandolfi, per la scelta di istituire un solo seggio e con orario ridotto per le elezioni provinciali in calendario per domenica 15 marzo.
“Rifiuto dei seggi decentrati: con questa scelta incomprensibile, Gandolfi volta vergognosamente le spalle agli amministratori delle nostre valli e della pianura per puro calcolo elettorale. Un finale molto triste per questa legislatura provinciale – si legge in una nota della federazione provinciale di Fratelli d’Italia Bergamo -. La posizione del Prefetto, che ha interpellato il Ministero a riguardo, era chiarissima e diceva che era senza dubbio possibile prevedere seggi anche fuori dalla città di Bergamo. E il consiglio provinciale si era espresso all’unanimità a favore dei seggi decentrati. Non bastasse nemmeno tutto questo, basterebbe verificare tra le province italiane quante hanno votato con seggi dislocati sul territorio per favorire la partecipazione democratica: Mantova, Como e Cremona solo in Lombardia. Gandolfi da Presidente UPI che ne pensa? E qual è la posizione del Partito Democratico, che ha votato in Consiglio provinciale la mozione?Spiace constatare che per il presidente della provincia esistano territori e amministratori di serie A e altri di serie B e Gandolfi con questa scelta si assume una responsabilità politica molto grave”.
Più critico Paolo Franco, assessore regionale di Fratelli d’Italia: “Qui siamo davanti a una scelta politica precisa: rendere più complicato votare. Punto. Quando si parla di “arroccarsi nel palazzo” spesso si esagera. Questa volta no. Questa volta l’immagine è fin troppo aderente alla realtà: chiuso dentro, distante dai territori, impaurito dal giudizio delle urne. Ma c’è un tema ancora più grande. Ed è politico.
Se il Presidente della Provincia ha deciso di tentare il tutto per tutto pur di restare aggrappato al potere, allora è arrivato il momento che gli alleati facciano chiarezza. Non si può continuare a far finta di nulla. Non si può restare in equilibrio per convenienza mentre si mortifica la partecipazione democratica dei propri amministratori. La scelta è semplice: o si sta dalla parte dei territori e dei sindaci, oppure si sta dalla parte di un sistema che negli anni ha dimostrato più attenzione alle nomine e alle partecipate che a una visione politica per la Provincia. Il tempo dell’ambiguità è finito”.
Jonathan Lobati, Consigliere comunale di Lenna e Consigliere regionale di Forza Italia: “Il Presidente della Provincia ha appena comunicato ai capigruppo che non procederà all’istituzione delle sottosezioni elettorali diffuse. Le belle dichiarazioni sull’incentivazione della partecipazione democratica si scontrano così con una scelta istituzionale di ben altro tenore. Ma vi è un elemento ancora più grave. Il Presidente ha comunicato che, a differenza delle precedenti elezioni, i seggi non resteranno aperti dalle 8 alle 22, bensì dalle 8 alle 20. Una decisione che appare finalizzata a rendere ulteriormente più difficoltosa la partecipazione al voto dei circa 3.000 consiglieri comunali bergamaschi. Il Presidente Gandolfi scende così a un livello molto basso: arroccato in un palazzo e impaurito dal verdetto delle urne. È doveroso affermare che oggi si scrive una brutta pagina per la Provincia di Bergamo e per i suoi amministratori”.


