Goggia, che peccato! Salta una porta a metà pista e non conclude il Super G. Trionfo Brignone
La straordinaria velocità di Sofia paga nel secondo settore, ma nel terzo le curve rischiose la portano a uscire dalla pista dopo 45 secondi di gara. Vince la valdostana con una discesa perfetta al rientro dal lungo infortunio
È un Super G amaro per Sofia Goggia, quello olimpico sulla pista di Cortina. La bergamasca non è riuscita a portare a termine la sua gara, saltando una porta nel terzo settore e non concludendo l’ultima fatica di questa edizione a cinque cerchi.
La nebbia ha coperto parte della pista già dalla mattinata di giovedì 12 febbraio, tanto che la commissione di gara ha valutato anche la possibilità di un rinvio, salvo poi optare per la partenza all’orario fissato (11:30) — sotto gli occhi del presidente Mattarella, che la 33enne di Astino ha incontrato mercoledì sera a Casa Italia.
“Questo è un fondo compatto con un grip che fa girare bene gli sci, con 2-3 punti in cui serve attenzione” aveva detto Goggia prima della sua discesa, da affrontare con il pettorale numero 9.
L’auspicio che la visibilità migliorasse è stato esaudito, salvo nella parte più alta del tracciato, dalla quale però la bergamasca è uscita con un buon tempo. Nel secondo parziale ha trovato ancora più velocità, arrivando con le curve al limite e con più di un’inclinazione da brivido, sfiorando anche una porta, quasi agganciata nel secondo settore.
Il secondo intermedio la vedeva in vantaggio di 0”64 centesimi e in proiezione con un tempo da primo, anzi, da primissimo posto, salvo però poi perdere la traiettoria a causa dell’altissima velocità e finendo fuori tracciato saltando una porta nel terzo settore, chiudendo con rammarico la sua gara.
Prima di lei, già 4 delle 8 atlete scese non erano arrivate al traguardo, tutte candidate alla medaglia: Weidle-Winkelmann, Puchner, Aicher e Ledecka. E anche dopo di lei altre hanno registrato un DNF finale, tra cui la campionessa di discesa Breezy Johnson, Stuhec, Bocock, Ortlieb, Schmitt e Grenier.
A vincere è stata una strepitosa Federica Brignone, rientrata solo poche settimane fa dopo 10 mesi di stop per infortunio, con l’infortunio del 3 aprile che sembrava aver compromesso la sua partecipazione olimpica. Una gara praticamente perfetta, prendendosi rischi sulle curve, ma “cercando solo di andare più forte possibile” come ha spiegato lei stessa, conclusa al traguardo con un finale da urlo (miglior tempo nel terzo e quarto settore) con 41 centesimi sulla francese Romane Miradoli seconda e 52 su Cornelia Huetter terza. Buon piazzamento per le altre due italiane: Pirovano al 5° posto a 0″76 e Curtoni al 7° a 0″77 di distacco.
L’avventura a Milano-Cortina 2026 lascia invece Sofia con il bronzo nella discesa libera e senza aver portato a termine le gare in combinata e in Super G, quest’ultima disciplina in cui a livello olimpico non è ancora riuscita a strappare una medaglia. Domenica 15 febbraio salvo sorprese sarà protagonista in Gigante, dove però non è tra le prime candidate per le medaglie.
“Ho sciato come so“, ha affermato ai microfoni di Rai Sport al traguardo, “sapevo che serviva attenzione tra la Grande Curva e lo Scarpadon: il rischio era quello di inclinare troppo il corpo. Forse avrei dovuto frenare di più, avevo una linea stretta e non son riuscita a seguire la traiettoria delle singole dopo”, ha spiegato.
“Oggi sono andata fortissimo, non mi aspettavo di essere 7 decimi davanti al secondo intermedio, ma le gare van portate fino al traguardo… Alle Olimpiadi devi sempre cercare di dare il 100%: penso di averlo messo in pista oggi. Nonostante tutto mi porto via come ho sciato fino a quel punto e riparto da lì per le prossime”.
Parole poi per Brignone, protagonista di giornata con una vittoria strepitosa: “Complimenti a lei perchè so tutto quel che ha passato: il grave infortunio, il recupero… Non è mai facile arrivare a un’Olimpiade così. Ha sempre sentito molto questo Super G e qui aveva già vinto. Onore e merito a lei”.



