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La campagna per le elezioni provinciali a Bergamo si anima con un botta e risposta di livello

Bergamo. La campagna per le elezioni provinciali a Bergamo si anima con un botta e risposta di livello. A tirare un colpo mancino è nientemeno che il Ministro Roberto Calderoli (Lega) che in un post su Facebook ammette di essere “da semplice cittadino bergamasco assai dispiaciuto per quanto concerne le future elezioni provinciali”. E a stretto giro gli risponde il presidente della Provincia di Bergamo, Pasquale Gandolfi: “Rispetto un parere negativo, parere che al quale ogni amministratore deve obbligatoriamente sottostare”.


Calderoli: “Avrei istituito sottosezioni elettorali diffuse”

“Una premessa doverosa – puntualizza Calderoli – confermo la mia netta preferenza affinché sia restituito lo scettro al sovrano ovverosia al popolo, con il ritorno alla elezione a suffragio universale e diretto del consiglio e del presidente. Tuttavia, al momento, dovendosi applicare ancora la legge Delrio con l’elezione indiretta, è necessario che sia favorita al massimo l’affluenza alle urne e quindi l’esercizio del diritto di voto da parte degli amministratori locali. Questo riguarda a maggior ragione coloro che voteranno in province, come quella di Bergamo, in cui gli spostamenti sono più complessi e lunghi a causa dell’estensione e della conformazione del territorio.
Detto ciò, vengo al merito del mio dispiacere. Da tempo, sia Comunità Montane sia numerosi comuni bergamaschi avevano chiesto al Presidente della Provincia di Bergamo uscente, che è anche Presidente dell’UPI, di consentire il voto alle prossime elezioni provinciali anche attraverso sottosezioni elettorali diffuse, con modalità già utilizzate in molte altre province in Lombardia e altrove. Ciò al fine di permettere a migliaia di consiglieri comunali, in una provincia così estesa come quella di Bergamo, di esercitare il proprio diritto di voto nelle sezioni distribuite sul territorio provinciale ed evitando loro di dover affrontare un lungo tragitto per raggiungere l’unico seggio altrimenti collocato a Bergamo città, peraltro a proprie spese”.

“La richiesta – rimarca Calderoli – era stata poi promossa da una mozione approvata all’unanimità dal Consiglio provinciale (primo firmatario proprio l’attuale Presidente) e aveva trovato l’assenso del Ministero dell’interno alla luce dei precedenti e della circolare del 2014: l’istituzione di sottosezioni elettorali diffuse è pienamente consentita. Non si comprendono quindi le ragioni per cui lo stesso Presidente della Provincia abbia indetto i comizi elettorali per domenica 15 marzo 2026 senza istituire sottosezioni elettorali diffuse. Per di più prevedendo la chiusura delle operazioni elettorali alle ore 20 anziché alle 22. Auspico quindi che ogni scelta organizzativa adottata dalla provincia di Bergamo sia volta a favorire l’esercizio da parte di tutti del diritto di elettorato attivo, senza penalizzare coloro che altrimenti avrebbero molte più difficoltà di altri a recarsi a Bergamo per votare”.


Gandolfi: “Anche io, ma un parere amministrativo non lo permette”

“Non posso che condividere quanto detto dal ministro Calderoli – risponde il presidente della Provincia di Bergamo, Pasquale Gandolfi -. Tuttavia essendo lui uomo di governo sa benissimo che ogni atto amministrativo non può basarsi semplicemente sulla volontà politica, cosa che ho ribatto anche oggi, ma soprattutto nel rispetto sulla regolarità amministrativa tecnica, regolarità sulla quale ancora oggi chi preposto ha espresso parere negativo, parere che al quale ogni amministratore deve obbligatoriamente sottostare”.


La lettera di Gandolfi ai sindaci

“Alla luce di quanto letto sui quotidiani locali e delle diverse dichiarazioni rilasciate da vari esponenti politici bergamaschi, vi scrivo per chiarire quanto avvenuto nella giornata di ieri in conferenza dei Capigruppo, con riferimento alla decisione di non costituire un numero maggiore di seggi elettorali sul territorio, in vista delle elezioni del Presidente della Provincia del 15 marzo p.v. Tengo a precisare che in qualità di Presidente ho da subito accolto e sostenuto la mozione presentata il 21/11/2025, prot. 79169, portandola al primo Consiglio provinciale utile ed esprimendo in quella sede il mio parere favorevole. Tuttavia, le verifiche di legittimità espletate dagli uffici preposti hanno anticipato ed evidenziato ieri l’impossibilità a procedere con la costituzione di un numero maggiore di seggi distribuiti nel territorio.

Nello specifico, il parere del Segretario Generale, protocollato in data odierna al n. 9755 e il parere n. 3/2026 del Dirigente del Servizio Avvocatura della Provincia, hanno delineato l’illegittimità dell’ipotesi di costituire più seggi, richiamando l’articolo 1 comma 62 della Legge 56/2014, ripreso anche dai pareri prot. n. 6555 del 02/02/2026 e n. 7024 del 03/02/2026 ricevuti dalla Prefettura, che letteralmente riporta: “Il presidente della provincia è eletto con voto diretto, libero e segreto. L’elezione avviene in unica giornata presso un unico seggio elettorale costituito presso l’ufficio elettorale […]”. La circostanza che in altre Province siano stati costituiti più seggi non incide sull’interpretazione della norma, alla quale gli uffici della Provincia di Bergamo sono tenuti ad attenersi.

La scelta del seggio, peraltro, spetta all’Ufficio elettorale, composto, tra gli altri, dal Segretario Generale e dal Dirigente del Servizio Avvocatura e altri funzionari dell’ente e non al Presidente della Provincia, che si limita a prenderne atto all’interno del proprio decreto. Inoltre, nelle medesime note viene valutata la possibilità della distribuzione sul territorio di sottosezioni. Viene palesato che le stesse non possono avere una suddivisione territoriale dei comuni, perché questa tipologia le vedrebbe equiparate a dei seggi. Infine sono state evidenziate possibili criticità sia nella gestione della trasparenza nel voto che organizzazione delle stesse sottosezioni, ad esempio l’impossibilità per legge di svolgere le attività di scrutinio nelle medesime. Equivalente osservazione mi è stata posta sugli orari della consultazione elettorale.

Come già avvenuto in passato, ho personalmente chiesto la proroga del termine delle votazioni sino alle 22.00; anche in questo caso l’indicazione ricevuta è di attenersi alle norme vigenti che esplicitano l’orario di votazione in unica giornata dalle 8.00 alle 20.00. Ho letto con stupore e non poco rammarico certe affermazioni da parte di diversi esponenti politici. Quel che mi ha lasciato allibito è che quanto sopra ricevuto è stato palesemente esposto dal Segretario Generale in conferenza capigruppo, alla presenza di tutte le forze politiche, dove il sottoscritto ha ribadito anche in quella sede la volontà di procedere all’istituzione di più seggi. Per questo trovo del tutto fuori luogo l’attacco personale e politico alla mia persona, quando ancora ieri ho evidenziato la mia volontà di istituire più seggi. Immagino comprendiate e condividiate che ogni atto amministrativo non può basarsi semplicemente sulla nostra volontà politica, lo viviamo ogni giorno nei nostri Comuni: ogni nostro atto è sottoposto a specifico parere di regolarità tecnica amministrativa oltre che di legittimità, parere che, come vi ho anticipato, è stato in merito a questa proposta negativo. Di fronte ad un parere di illegittimità di un provvedimento non possiamo che prenderne atto tutti, compreso il Presidente della Provincia”