Krstovic ora è il trascinatore dell’Atalanta: “Il suo spirito fa la differenza”
Con 5 gol nel 2026 è primo con Lautaro in Serie A. E l’assenza di Scamacca non è più un problema, con un Nikola così. Palladino lo loda: “Per i compagni è trainante, un esempio”
Bergamo. C’è un punto di discontinuità nella stagione di Nikola Krstovic. Un pre e un post. È quel tiro quasi scavato al Dall’Ara il 7 gennaio 2026, col pallone che lentamente è rotolato in modo irregolare fino ad oltre la linea di porta. Fino a quel momento, l’attaccante montenegrino non solo non riusciva a segnare, ma addirittura sembrava spesso e volentieri un pesce fuor d’acqua, mentalmente affossato forse dall’eccessivo peso del trasferimento e delle aspettative di dover essere una sorta di Retegui-bis.
25 milioni di euro, il passaggio dalla bassa all’alta classifica… Ci voleva tempo, ci voleva tranquillità e soprattutto fiducia. Quella che è riuscito a istillargli Raffaele Palladino. Che all’inizio ha messo in chiaro le gerarchie: Scamacca è il titolare. E forse anche questo ha aiutato Nikola: chiarezza. “Parti dietro, ma avrai le tue occasioni”, è stato il messaggio. E quelle occasioni sono arrivate nel momento in cui il numero 9 ha dovuto dare forfait per questioni fisiche.
Nikola quella chance l’ha raccolta nel migliore dei modi. Da titolare o uscendo dalla panchina, è sempre sceso in campo nell’anno nuovo. Ha prodotto 6 gol e 2 assist, divisi perfettamente a metà: 3 gol e 1 assist da titolare, altrettanti uscendo dalla panchina. Non si può chiedere di più ad un attaccante. Soprattutto perché poi i gol sono sempre pesanti. Due per vincere a Bologna, uno per il momentaneo vantaggio a Pisa, uno per sbloccare con la Cremonese.
Nel 2026 in campionato sono già 5 le reti, il migliore di tutto la Serie A insieme a Lautaro Martinez. È stato giocatore del mese di gennaio eletto dai tifosi nerazzurri, premiato come player of the match contro Bologna, Parma e anche Cremonese. Innescato da Raspadori: “Nikola è bravissimo a trovare la porta”, ammette l’assist-man a Dazn, mentre al suo fianco Krstovic non contiene la sua gioia e si lascia andare anche ad un saluto alla piccola Jelena, la figlia in tribuna insieme alla moglie. Naturale e trasparente, genuino, come aveva già dimostrato ai microfoni in più di un’occasione.
“Io sono sempre pronto a dare il 200%” afferma nel post-gara a Dazn, carico di entusiasmo. “Vogliamo vincere e andare avanti: bravi alla squadra e allo staff, proviamo ad andare in Champions. I gol? Proviamo a mantenere lo stesso passo di Lautaro” conclude ridendo, ricordando come “l’importante è che la squadra continui a spingere”.
“Con gli attaccanti di segreti non ce ne sono” spiega invece mister Palladino, “li stimolo, li faccio lavorare tanto, ripongo fiducia, parlo tanto con loro e cerchiamo di giocare in funzione loro”.
“Per Krstovic oltre ai gol e alle giocate, a fare la differenza è lo spirito: l’atteggiamento giusto negli allenamenti, anche quando è stato fuori è sempre andato a mille. È un esempio e si merita queste soddisfazioni, è trainante per i compagni. Tutto l’attacco fa bene, perché sono i primi difensori. Oggi erano sempre aggressivi sui tre dietro e sul portiere. Sono tutte cose su cui lavoriamo”.
Quando chiamato in causa, nel 2026 Krstovic ha sempre portato a casa la prestazione. E con l’assenza anche di Charles De Ketelaere – “ha fatto un tiro alla fine del riscaldamento e ha sentito qualcosina, ma non dovrebbe essere grave”, ha spiegato il tecnico – si è caricato la squadra sulle spalle. Da leader e trascinatore. Le difficoltà della prima parte di stagione sono solo un lontano ricordo.




