Palladino: “Temevo questa partita, ma siamo stati maturi. Champions? Corriamo una maratona”
La soddisfazione del tecnico dell’Atalanta dopo il 2-1 sulla Cremonese: “Sono felice, chiunque gioca riesce ad esprimersi, questa gara è una risposta importante”. E poi sulla classifica: “Dobbiamo essere resistenti e continuare a scalare”
Bergamo. 17 punti in 7 partite di campionato, un passo che va spedito verso l’alto e una Champions League che ora dista 7 punti e sembra meno irraggiungibile di altre volte. L’Atalanta batte 2-1 la Cremonese, sale a 39 punti con i gol di Krstovic (quinto nel 2026 in campionato, nessuno meglio di lui in Serie A) e di Zappacosta, inutile il tentativo finale di Thorsby.
Una partita decisa nei primi 25 minuti, con qualche brivido finale dopo la rete che ha riacceso i minuti. Per Raffaele Palladino però la prova di maturità può dirsi superata, anche alla luce delle assenze di De Ketelaere e Scamacca, infortunati dell’ultimo minuto, e dello squalificato Marten de Roon. E la soddisfazione traspare anche dai due giorni di riposo concessi al gruppo: la ripresa dei lavori per il match contro la Lazio di sabato sarà direttamente giovedì mattina.

Atalanta-Cremonese 2-1, le parole di Palladino
La prestazione – “Una risposta importante da parte del gruppo, anche da chi ha giocato meno. Ho avuto grandi risposte e mi piace questo spirito: chi gioca si esalta al massimo delle proprie possibilità. Non abbiamo fatto nulla, la classifica parla chiaro, ma per me era importante mostrare di essere maturi”.
L’importanza del match – “Avevo un po’ di timore, perché venivamo da una vittoria importante contro la Juve e queste vittorie rischiano di portare a sottovalutare l’avversario dopo. Cosa che non va mai fatta. La Cremonese ha dei valori e veniva qui a far punti: questo mi preoccupava. Ho fatto i complimenti alla squadra, mi è piaciuta la maturità, la qualità messa nel primo tempo, l’attenzione che ha messo. Nel secondo tempo la partita è stata più sporca, con le palle lunghe e il campo pesante. Sono soddisfatto perché è un successo che ci porta tanto morale e autostima e ci fa affrontare le prossime partite con entusiasmo”.
La classifica – “Per noi è una maratona in cui dobbiamo essere resistenti per proseguire questo cammino. Siamo indietro, abbiamo rosicchiato punti e scalato posizioni. Ora siamo lì e vogliamo continuare a scalare, ottenere risultati. La squadra è in crescita, io sono soddisfatto, ma non abbiamo fatto nulla: ci aspetta un febbraio intenso, dobbiamo spingere. Chi gioca riesce a esprimersi bene, dobbiamo continuare a sudare la maglia come abbiamo fatto stasera. Ricordo la Roma lo scorso anno: ha avuto difficoltà all’inizio e poi ha fatto tanti punti per risalire. Noi stiamo facendo un bel percorso”.
Gli attaccanti – “Di segreti non ce ne sono: li stimolo, li faccio lavorare tanto, ripongo fiducia, parlo tanto con loro e cerchiamo di giocare in funzione loro. Per Krstovic oltre ai gol e alle giocate, a fare la differenza è lo spirito: l’atteggiamento giusto negli allenamenti, anche quando è stato fuori è sempre andato a mille. È un esempio e si merita queste soddisfazioni, è trainante per i compagni. Tutto l’attacco fa bene, perché sono i primi difensori. Oggi erano sempre aggressivi sui tre dietro e sul portiere. Sono tutte cose su cui lavoriamo. Raspadori? La società è stata bravissima a cercarlo, volerlo e fargli capire che era il progetto giusto per lui. È un giocatore italiano, un vincente, ha tanti trofei, e ha portato la giusta mentalità integrandosi bene. A gennaio si arriva sempre con pochi minuti nelle gambe, deve fare più minuti possibile, deve trovare la forma migliore e recuperare la brillantezza. De Ketelaere ha fatto un tiro alla fine del riscaldamento e ha sentito qualcosina, ma non dovrebbe essere grave”.
Finalizzare – “Forse ci è mancato cinismo in zona gol perché lasciare le partite sul 2-0 è lasciarle ancora aperte: se prendi gol al 90’ gli ultimi minuti si fanno delicati. I ragazzi hanno fatto un grande lavoro di pressing, poi il campo era molto pesante. Comunque dobbiamo essere più bravi e cinici”.
I singoli – “Chiunque gioca riesce a esprimersi. Pasalic ha fatto una grande partita, Kolasinac ha fatto una prova importante ed era qualche partita che non giocava, Samardzic si è ritrovato in campo a cinque minuti dall’inizio e ha fatto una grande prova. Krstovic è il solito trascinatore che ci mette lo spirito. Poi si parla poco di Djimsiti, Ederson, Zappacosta, autori di una prova importante. E sono contento di aver fatto gol con un quinto. Sono contento di tutti, come per Scalvini: mi piaceva molto questa sua faccia da bravo ragazzo con grandi qualità tecniche e fisiche, l’ho sempre ammirato, poi conoscendolo me ne sono innamorato. Sono felice che stia trovando continuità, è un giocatore dal presente e dal futuro incredibile. Può ancora crescere tanto. Kossounou? Gli errori si fanno e da quelli si analizza e si capisce il perché. Lui sta sempre dando il suo contributo, a Como è entrato bene, con la Juve anche”.
Le parole di Samardzic
Subito in campo – “De Ketelaere è tornato nello spogliatoio a dirmi di prepararmi perché si era fatto male all’ultimo tiro. Io ero pronto, mi sono preparato sugli schemi e avevo voglia di giocare, ho parlato un po’ con il mister. Il segreto è che tutti noi siamo pronti a giocare sempre, in ogni momento”.
La prestazione – “Quando non giochi tanto devi allenarti forte ogni giorno e quello lo faccio bene, do sempre il 100%: ero pronto per giocare, mi è mancato solo il gol. Ho preso la traversa, poi ci è mancato poco…”.
L’umore – “Quando non giochi sempre non è facile, ma io qui sto molto bene, sono felice di esser rimasto qui, oggi infatti ho giocato. Sono felice e spero che tutti noi davanti avremo il nostro spazio”.



