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L’Atalanta supera la prova di maturità: Krstovic e Zappacosta stendono la Cremonese
Foto Getty

Il match si indirizza nei primi 25 minuti, poi sotto la pioggia alla New Balance Arena la Dea gestisce il vantaggio: non basta il gol della bandiera di Thorsby. Nerazzurria quota 39, la zona Champions è a meno 7. Infortuni per Scamacca e De Ketelaere

Bergamo. Una risposta convinta e convincente, prima di tutto verso sé stessa. Così l’Atalanta si mette alle spalle il tabù ‘piccole’, ammesso che tale potesse essere definito. Il posticipo del lunedì contro la Cremonese porta una vittoria per 2-1 con brivido finale che segue il tris rifilato quattro giorni prima alla Juventus e riporta i nerazzurri a meno 7 dalla soglia della zona Champions League, occupata proprio dai bianconeri a 46 punti, contro i 39 della Dea — o meglio, 40 meno uno, per ripescare un vecchio adagio del presidente Antonio Percassi.

Punti che servono, da ottenere in quella che era una partita meno insidiosa rispetto alle altre di questo mese di febbraio da urlo: Como, la stessa Juve, Dortmund per due volte, Lazio, Napoli. In ordine sparso. La storia stessa dell’Atalanta raccontava finora di tanti punti persi contro le piccole e recuperati contro le dirette rivali. Un trend da invertire a metà, per poter continuare a sognare i grandi palcoscenici sui quali esaltarsi e trovare lo slancio.

Atalanta esultanza

La partita

Palladino chiede “maturità” ai suoi nel pre-partita: quella che ci vuole anche per andare oltre alle difficoltà. Come giocare senza l’asse composto da De Roon, De Ketelaere e Scamacca. Il primo squalificato, il secondo fermato nel riscaldamento da un risentimento articolare al ginocchio destro che gli impedisce anche di andare in panchina e il terzo in distinta, sì, ma di fatto non disponibile per una contusione all’anca rimediata domenica in rifinitura. Dettaglio non da poco: sono il primo, secondo e sesto giocatore di movimento per minuti in campo dall’arrivo del tecnico di Mugnano.

L’attacco è inedito, con Samardzic e Krstovic di nuovo in campo titolari a 10 giorni dalla deludente prova di Bruxelles, occasione persa, restituita dal destino. Differenza? A completare il trio non c’è più Lookman, ma Raspadori. E pure l’atteggiamento rispetto alla scampagnata nella capitale belga è ben diverso. È quello giusto. D’altronde in mezzo per non far sentire la mancanza del capitano c’è un Pasalic di nuovo in crescita dopo il periodo difficile, non solo in campo. E in difesa, dove manca Ahanor anche lui fermo per squalifica dopo l’espulsione di Como, c’è un mostro di mentalità come Kolasinac, ristabilito dopo gli acciacchi.

Non un caso che dopo 25 minuti la gara – iniziata con il ricordo di Federico Pisani e Alessandra Midali e dal tributo a Emiliano Mondonico, che in grigionero ha lanciato la sua carriera da tecnico – abbia già un indirizzo chiaro e sia quello di casa. Le incertezze di Audero non aiutano una Cremonese che, pur con il supporto di 640 tifosi in trasferta, riesce a opporre pochissima resistenza alle offensive di una Dea convinta e che trova le intese giuste, pur senza i soliti riferimenti.

Segnali di crescita inequivocabili anche nella fiducia, quella che porta Krstovic a tentare e riuscire in una mezza acrobazia che frutta il vantaggio, la stessa che a Zappacosta mai è mancata e che dimostra con dribbling e conclusione mancina che producono il raddoppio. I quasi 22mila della New Balance Arena si godono lo spettacolo: orario non propriamente adatto a una partita di calcio, almeno se si vogliono stadi pieni e città che funzionino (cose che non si auto-escludono), ma risposta di pubblico lo stesso importante, anche con l’insidia della pioggia che inizia a scendere battente a metà gara.

Zappacosta esultanza

Clima a parte, l’Atalanta dà risposte importanti. Raspadori è ovunque, cerca (e trova) la posizione giusta in cui far male. E apre spazi in cui i compagni si lanciano con discreta costanza. Pure Samardzic va vicino ad un gol che gli manca da tre mesi, dal Vélodrome di Marsiglia: il suo mancino si schianta sulla traversa. Passa anche l’intervallo e Carnesecchi, nel frattempo, continua a fare il ruolo del soprammobile prendendo acqua più che polvere (e saltando con la curva a richiesta) fino ad un’uscita coi pugni al 54’ che suona anche la carica per una Cremo più decisa nel provare a riaprire la gara: ci vanno vicini Thorsby e Luperto. Per par condicio, comunque, Zalewski, Krstovic e pure Samardzic sfiorano il tris dalla parte opposta.

Palladino si munisce di cappellino e studia contromisure dalla panchina, optando prima per Kossounou e Bellanova, poi per Bernasconi e Kamaldeen. Proprio il ghanese con i suoi break in ripartenza dà segnali di allarme alla difesa di Nicola, poi Raspadori, poco prima di lasciare posto a Musah, spara ad un soffio dall’incrocio dei pali. Ci prova anche Krstovic, largo di poco. Il terzo gol non arriva (lo segna Djimsiti, ma viene annullato per fuorigioco di Kamaldeen), ma il 2-0 finale è più che sufficiente per blindare i tre punti. Pur con qualche brivido, perché Carnesecchi omologa la partita con il paratone su Thorsby al novantesimo, ma non porta a casa il settimo clean sheet del 2026 perché il norvegese fa comunque 2-1 regalando novanta secondi di paura. 17 punti nelle ultime 7 di campionato: con questo passo si può ancora credere nella Champions.

Atalanta-Cremonese 2-1

Marcatori: 13′ Krstovic, 25′ Zappacosta, 90+4′ Thorsby

Atalanta (3-4-3): Carnesecchi; Scalvini, Djimsiti, Kolasinac (58′ Kossounou); Zappacosta (58′ Bellanova), Pasalic, Ederson, Zalewski (70′ Bernasconi); Samardzic (70′ Kamaldeen), Krstovic, Raspadori (78′ Musah). A disp. Sportiello, Rossi, Hien, Bakker, Scamacca. All. Palladino

Cremonese (3-5-2): Audero; Ceccherini (39′ Terracciano), Baschirotto, Luperto; Barbieri (84′ Zerbin), Thorsby, Grassi (62′ Payero), Maleh, Pezzella; Bonazzoli (46′ Djuric), Vardy (62′ Sanabria). A disp. Silvestri, Nava, Folino, Pavesi, Floriani Mussolini, Zerbin, Moumbagna. All. Nicola

Arbitro: Piccinini

Ammoniti: Kolasinac (49′), Kossounou (82′) per gioco falloso

Espulsi: –

Note: 21.796 spettatori, incasso di € 433.416,46. Recupero tempo: pt 1′, st 4′

I gol

1-0 Krstovic (13’) – Raspadori da destra si ferma, rientra e dal lato corto dell’area di rigore pennella un cross a centro area: Krstovic, sul secondo palo, la controlla al volo spalle alla porta e con un sombrero riesce a mettersi in condizione di girarsi e battere di prima. Conclusione sporca, ma Audero non se l’aspetta e la lascia lì.

2-0 Zappacosta (25’) – Scambio veloce a centrocampo con Pasalic che è bravissimo a mandare in profondità l’esterno destro nerazzurro sulla sua corsia: dopo un controllo aereo e la sterzata per entrare in area e mandare a vuoto il diretto avversario, batte Audero con un sinistro preciso rasoterra sul secondo palo.

2-1 Thorsby (90+4′) – Il norvegese controlla un pallone crossato da destra sul secondo palo, dimenticato da Kossounou, e poi in allungo trova lo spazio per calciare e battere Carnesecchi.