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Goggia, un bronzo che porta nella leggenda: “La medaglia che mi mancava”
Foto Getty

La bergamasca è terza sull’Olympia delle Tofane: “Sarebbe potuta andare meglio, ma tre medaglie in tre olimpiadi di discesa libera… Il tricolore per me è magico”

Oro, argento, bronzo. Pyeongchang, Pechino e poi Milano-Cortina. La sua Cortina. Sofia Goggia completa il trittico di medaglie olimpiche in discesa libera, timbrando anche l’edizione del 2026 come già aveva fatto nelle due precedenti. Ogni olimpiade invernale, una medaglia in più da mettere in bacheca.

Certo, l’ambizione che trascina i campioni la porta ad avere qualche rimpianto una volta giunta all’arrivo, perché sentiva l’oro nelle sue corde. E lo ha ammesso nel post-gara, raccontando le sue impressioni: la prima parte con un errore di traiettoria è stata condizionante.

“Il bronzo era giusto l’unico colore che mi mancava, anche se avrei preferito bissare l’oro di di PyeongChang 2018. Sono un po’ dispiaciuta perché allo Schuss ho saltato tantissimo, tutta in laterale, e sono arrivata al Duca d’Aosta sentendo di non andare avanti”, ha detto.

A influenzare la sua gara anche la lunga attesa, praticamente di mezz’ora, dopo la caduta di Lindsey Vonn: la statunitense ha gareggiato con il crociato rotto e al primo salto ha perso l’equilibrio ricadendo malamente a terra riportando una frattura alla gamba sinistra (la stessa del legamento danneggiato).

“L’attesa? Non è stata di semplice gestione” ha detto Goggia, augurando il meglio all’amica e collega, “anche se sono rimasta molto concentrata e focalizzata su quello che dovevo fare. Faceva davvero caldo e ho cercato di mantenere alta la concentrazione. Non ho voluto guardare nessuna discesa, mi fido sempre delle indicazioni dei nostri allenatori. Ma, come sempre, la gara più importante è sempre la prossima”.

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“Ieri avevo gli incubi sulla prima traversa, che invece mi è venuta benissimo” ha proseguito analizzando la gara sull’Olympia delle Tofane, pista che ha segnato indelebilmente la sua carriera con l’infortunio del 2022 e le quattro vittorie in Coppa del Mondo, tutte in discesa libera. “Sulla falsariga di sabato (in prova, ndr) ho invece sbagliato un po’ allo Schuss delle Tofane”.

“Peccato, sarebbe potuta andare meglio, ma bisogna sempre avere una visione generale: tre Olimpiadi, tre medaglie in discesa libera” ha concluso, “Oro, argento e bronzo e ora posso ripartire verso nuove sfide: la bandiera tricolore è sempre nel mio zaino, sento molto il suo valore dentro di me. Il tricolore per me è magico, qualcosa di grande: avrei voluto sfoderarlo sul gradino più alto del podio, ma per come è andata oggi non è stato facile conquistare questo bronzo”.