Sinistra Italiana Bergamo: “Denunciamo un clima di preoccupante parificazione della critica politica al governo del criminale di guerra Netanyahu con l’antisemitismo, per impedire la denuncia del genocidio del popolo palestinese e della pulizia etnica che sta compiendo Israele”
“Apprendiamo dalla stampa locale che il giurista Ugo Giannangeli, esperto di Palestina, era stato invitato in un liceo di Bergamo per un incontro formativo su tema Palestina con studenti e studentesse”. Inizia così la nota stampa di Sinistra Italiana Bergamo.
“Pochi giorni prima dell’evento – come da ricostruzioni di Bergamonews – “Giannangeli riceve una telefonata dal giornalista”, che avrebbe dialogato con lui, “Meglio tu non venga, gli dice”. “Il giornalista gli riferisce che non c’è comunicazione ufficiale dalla scuola, l’avviso è stato affidato a lui”. Secondo il giurista Giannangeli la motivazione sarebbe legata al fatto che con altri 50 giuristi, ha firmato una denuncia alla Corte penale internazionale contro il governo italiano per complicità nel genocidio del popolo palestinese. Gli sarebbe stato detto che, se avesse denunciato pubblicamente ciò che riferisce, l’incontro sarebbe saltato. Per non penalizzare studentesse e studenti, Giannangeli avrebbe denunciato l’accaduto solo dopo l’evento. Se fosse confermato si tratterebbe di un grave atto di censura, che colpisce il pensiero critico e il confronto. Si tratterebbe di un atto che nega a studenti e studentesse il diritto di ascoltare una voce competente e critica. Si tratterebbe di negare di poter ascoltare in una scuola pubblica una voce che prende posizione legittimamente, nel quadro del diritto internazionale, sul genocidio in corso a Gaza. Un atto che se fosse confermato si inscriverebbe nel clima di paura e autocensura della scuola di Valditara che impedisce la critica alle politiche del Governo Meloni. Ricordiamo che si sono già svolte ispezioni nelle scuole in cui è stata invitata la relatrice speciale Onu Francesca Albanese. Il tentativo di Valditara e di Meloni è tracciare un confine ideologico entro cui si può parlare e oltre il quale scatta l’intimidazione istituzionale. Difendiamo la libertà di insegnamento, il diritto al pensiero critico, al dissenso. La scuola non può essere un luogo di silenzio imposto. Chi tace, sceglie. E questa scelta non è accettabile. Denunciamo un clima di preoccupante parificazione della critica politica al governo del criminale di guerra Netanyahu con l’antisemitismo, per impedire la denuncia del genocidio del popolo palestinese e della pulizia etnica che sta compiendo Israele. Come Sinistra Italiana Bergamo chiediamo che la scuola in questione chiarisca subito perché se fosse confermato questo episodio sarebbe gravissimo”.