Sofia, è bronzo! Goggia terza in discesa libera a Cortina dietro a Johnson e Aicher
La bergamasca paga una linea troppo larga nel secondo intermedio e perde centesimi dal duo di testa. Terza medaglia olimpica nella sua carriera
L’oro di Pyeongchang, l’argento di Pechino e ora il bronzo di Milano-Cortina. Sofia Goggia completa il suo personale podio olimpico nella discesa libera di domenica 8 febbraio, mettendosi al collo un’altra medaglia grazie al terzo posto sull’Olympia delle Tofane, nella sua Cortina, battuta soltanto dalla statunitense Breezy Johnson e dalla tedesca Emma Aicher, rispettivamente vincitrice di giornata e seconda classifica per soli 4 centesimi.
Il sole illumina le Alpi dopo le nevicate degli scorsi giorni che hanno portato alla cancellazione della prima prova cronometrata e hanno limitato anche gli ulteriori due allenamenti che hanno anticipato la gara — nei quali Goggia ha messo a segno un 6° e 8° tempo che l’hanno aiutata a prendere le misure ad un tracciato particolarmente tosto.
L’austriaca Raedler fissa il primo riferimento cronometrico rilevante al quale Federica Brignone, fresca di rientro dopo quasi un anno di stop, riesce ad avvicinarsi di 9 centesimi, ma è poi Johnson a piazzarsi davanti a tutti con un 1’36”10 che resta imbattuto fino alla fine della gara.
Laura Pirovano si infila provvisoriamente al 2° posto, ma con un distacco di 94 centesimi condizionato anche da un errore nelle battute iniziali e che alla lunga la porta a scivolare fuori dal podio, mentre Aicher si piazza appena dietro.
La gara subisce uno stop di mezz’ora quando Lindsey Vonn, scesa con il numero 13 e con un legamento crociato rotto nelle settimane pre olimpiche, è protagonista di una brutta caduta nella primissima parte del tracciato che porta ad una lunga pausa per consentire i soccorsi, con intervento dell’elicottero, e per ripulire la pista.
Sofia, con il pettorale numero 15, ripercorre la pista nell’attesa per prepararsi al meglio. Dopo l’ottima partenza all’uscita dal cancelletto prendendosi 18 centesimi di vantaggio, segue però un secondo settore con una traiettoria estremamente al limite che porta ad allargare eccessivamente la linea perdendo quasi 70 centesimi.
Il recupero finale con un terzo settore impeccabile, recuperando 37 centesimi col miglior tempo di gara, porta alla fine la bergamasca a piazzarsi al terzo posto a 0”59.
Una posizione che mantiene dopo la discesa delle atlete in grado di fare tempi da podio e che le permette di aggiudicarsi il bronzo. “Era l’ultimo colore che mi mancava, anche se avrei preferito un altro colore” afferma la bergamasca al traguardo a Rai Sport, “al salto sono andata troppo laterale e al Duca d’Aosta sentivo di non andare avanti. Non è stato semplice gestire l’attesa, anche se sono rimasta molto focalizzata. Avevo gli incubi della prima traversa, invece è venuta benissimo, e ho sbagliato dopo. Ma la visione generale parla di tre medaglie in tre olimpiadi”. Una carriera che è già leggenda.


