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Giovanni Ongaro, da Clusone alle Olimpiadi per il Brasile: “La scelta giusta? Sì, perché vedo mia madre felice”

Il 22enne baradello gareggerà a Milano Cortina 2026 nello sci alpino, in gigante e slalom. Due anni fa ha iniziato a gareggiare sotto i colori della bandiera verdeoro per via delle origini della madre: “Come i brasiliani so adattarmi alle varie situazioni, a Bormio vorrei entrare fra i primi 30”

In linea d’aria sono circa 9 mila i chilometri che separano il comune bergamasco di Clusone da Vitòria, città brasiliana che si affaccia sull’Oceano Atalantico e capitale dello stato di Espírito Santo, colonizzato sin dalla fine dell’Ottocento da un fitto numero di immigrati italiani. Vitòria è il luogo che genera le radici verdeoro di Giovanni Ongaro, 22enne della Val Seriana con doppio passaporto, che gareggerà sotto le insegne della bandiera brasiliana alle Olimpiadi invernali di Milano Cortina 2026, nello sci alpino, il 14 (slalom gigante) e il 16 (slalom speciale) febbraio.

“Giongo”, come lo chiama il suo sci club, il Val Palot, è figlio di mamma Cleide Souza, brasiliana di origine, e papà Massimo, bergamasco di Clusone. Due anni fa, ha deciso di gareggiare per la Nazionale sudamericana, che in questa stagione ha conquistato il primo successo di sempre in Coppa del Mondo grazie a Lucas Pinheiro Braathen (norvegese naturalizzato brasiliano e campione dello sci contemporaneo, ndr), facendo fede alle origini della madre.

Sugli sci da quando ha 10 anni, oggi il classe 2004 gareggia principalmente nel circuito delle gare FIS con qualche presenza in Coppa Europa. L’8 febbraio sarà già a Bormio, dove si svolgeranno le gare olimpiche.

Giovanni Ongaro

Quando ha iniziato a pensare di voler gareggiare per il Brasile?

È da tempo che ci penso, almeno quattro anni. Ci sono voluti anni per rendere realtà tutto ciò. Nel 2024 ho deciso ufficialmente di gareggiare per il Brasile: per me significa poter rappresentare le origini di mia madre e la possibilità di partecipare in maniera più agevole a eventi come mondiali e Olimpiadi. Da bambino avevo già il passaporto brasiliano, ci passavo alcuni mesi dell’inverno. Sono molto legato a quella terra, anche se, per via dei numerosi impegni non ci vado da diverso tempo.

In cosa si rivede dello spirito brasiliano?

Sicuramente il modo in cui vivo la vita. Riesco ad arrangiarmi in maniera piuttosto indipendente, adattandomi alle varie situazioni. Questo è un mantra dei brasiliani.

In cosa nota maggiormente di aver fatto la scelta giusta?

“Quando vedo mia madre felice e orgogliosa per l’opportunità a cui mi ha portato questa scelta”.

Un idolo?

“Marcel Hirscher (fuoriclasse austriaco naturalizzato olandese, vincitore di otto Coppe del Mondo generali, ndr). Purtroppo speravo di incontrarlo a Bormio ma ha deciso di rinunciare ai Giochi. Spero di incontrarlo al più presto”.

Un anno fa ha partecipato al primo grande evento come atleta: i mondiali di Saalbach-Hinterglemm in Austria. Un ricordo rimasto impresso nella mente?

“Uno in particolare ce l’ho. Il giovedì affronto la gara di qualifica per lo slalom gigante (alle Olimpiadi invece si svolge tutto in una gara unica, ndr) che avrei dovuto disputare il giorno dopo. Riesco a qualificarmi. La sera arrivo in hotel per la cena e mi trovo Lucas Braathen con tutto il suo staff ad applaudirmi. Non me lo scorderò mai”.

Giovanni Ongaro

Ora la prima Olimpiade. Le sensazioni?

“Ho un po’ di ansia, ma quella positiva. Voglio fare il massimo esprimendomi al meglio: lí ci saranno tutti i grandi campioni. Voglio solo fare la miglior gara possibile. Per ora è stata una stagione un po’ magra, ma in crescendo: ho fatto delle buone gare FIS tra top 10 e top 5, manca la vittoria”.

A casa cosa dicono?

“Sono tutti molto carichi nel vedermi in televisione a rappresentare il Brasile. Tutto Clusone tiferà per me. La mia famiglia verrà a vedermi già per il gigante. Invece per lo slalom dovrebbero venire anche parenti e amici. Un ringraziamento speciale agli sponsor di Clusone che hanno creduto in me in questa stagione: Alessio Cristini Coperture, Panificio Balduzzi e Tiraboschi Emanuele Tinteggiature”.

Peccato solo per la mancanza di un vero e proprio villaggio olimpico a Bormio…

“Sì diciamo che sono un po’ spiaciuto per il fatto che a Bormio staremo in hotel e quindi mancherà quello spirito olimpico che si percepirà nei villaggi di Cortina e Milano. Per via del fatto che le donne gareggeranno a Cortina non potrò conoscere campionesse come Shiffrin, Vonn e Goggia. Ma mi rifarò”.

Giovanni sarà soddisfatto al termine di Milano Cortina 2026 se…?

“Sarò contento se mi godrò al meglio un’esperienza che non so se mi ricapiterà di vivere ancora. Agonisticamente parlando il sogno sarebbe quello di entrare nelle seconde manche, ovvero fra i primi 30”.