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Sondaggio sui prof di sinistra, i docenti del Mascheroni: “La cultura si incarna in un impegno civile”
Il liceo Mascheroni di Bergamo

Il testo condiviso dagli insegnanti del liceo di Bergamo dopo l’iniziativa di Azione Studentesca: “La scuola non è neutrale: educare non significa offrire prospettive prive di giudizio, ma insegnare a giustificare le proprie interpretazioni attraverso il rispetto di tutte le posizioni”

Bergamo. Anche gli insegnanti del liceo Mascheroni prendono posizione contro il questionario di Azione Studentesca distribuito nelle scuole di tutto il Paese, anche in città, che sollecita gli studenti a segnalare i “professori di sinistra che fanno propaganda durante le lezioni”. “Rifiutiamo fermamente la visione di una scuola come spazio asettico o neutrale – scrivono i docenti della scuola superiore di Bergamo in un testo consegnato alla stampa -. Educare non significa offrire prospettive prive di giudizio, ma insegnare a giustificare le proprie interpretazioni attraverso argomentazioni rigorose e il rispetto per le posizioni altrui”.

Il caso a Bergamo è scoppiato lunedì 26 gennaio. I manifesti affissi fuori da scuole e università dallo storico movimento studentesco di estrema destra – ricostituito nel 2016 come organizzazione studentesca di Gioventù Nazionale, la giovanile di Fratelli d’Italia – riportano un codice QR. Scansionandolo, si viene rimandati a un questionario con una serie di domande da rispondere in modo anonimo. Tra queste, una sulla politicizzazione delle aule con un invito a descrivere “uno dei casi più eclatanti” in cui un professore “di sinistra” avrebbe fatto propaganda. In città già un folto gruppo di insegnanti del liceo Lussana, almeno una cinquantina, ha sottoscritto una riflessione condivisa sulla questione, sostenendo che fosse “un’iniziativa deprecabile nel merito e nella forma: nella scuola pubblica non c’è spazio per queste cose”.

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“La salvaguardia dei diritti non è un ambito negoziabile – sostengono i professori del Mascheroni -. La scuola appartiene a chi quotidianamente dedica passione e competenza per coltivare una dialettica che apra le menti a discorsi articolati e pluralisti, discorsi sulla complessità della società in cui viviamo, usando la conoscenza storica come strumento imprescindibile per un’analisi rigorosa del presente e delle sue contraddizioni”.

“Siamo convinti – continuano i professori – che la cultura non debba essere mai astrazione o bagaglio nozionistico, ma incarnarsi in un impegno civile che si ponga al servizio della collettività. Riteniamo pericolosa un’iniziativa che mina la fiducia tra docenti e studenti, pilastro della formazione civile. È fuorviante sostenere che l’anonimato escluda intenti intimidatori, perché emerge invece il tentativo di trasformare il confronto intellettuale in occasione di controllo o di sospetto. Auspichiamo – concludono gli insegnanti del Mascheroni – che siano proprio i giovani, con spirito critico e senso di responsabilità, a ribadire quei valori e principi che stanno alla base della nostra Costituzione, prendendo posizione contro questo stillicidio di attacchi contro il vivere democratico”.