Tris alla Juve, Palladino: “Vittoria per i nostri tifosi. Vogliamo vincere la Coppa Italia”
Il tecnico dopo la vittoria sui bianconeri che vale la semifinale: “C’è un grande spirito di gruppo e di grandi uomini. I subentrati hanno dato il cambio di passo”
Bergamo. Huddle a centrocampo, con il mister al centro a incoraggiare i suoi. E poi i cori dalla curva a lui dedicati all’uscita. Raffaele Palladino si è preso l’Atalanta e con il 3-0 alla Juventus ha conquistato una volta di più la New Balance Arena. Ora alla finale di Coppa Italia manca un passo in meno: ora c’è la semifinale contro una tra Lazio e Bologna.
Prima però c’è tempo per godersi questa vittoria, tanto che venerdì è stato accordato un giorno di riposo, con ripresa sabato pomeriggio per preparare il match di lunedì contro la Cremonese. Ennesima tappa di un periodo in cui gli impegni non mancano.
Atalanta-Juventus 3-0, le parole di Palladino
L’analisi della gara – “Abbiamo giocato una partita coraggiosa soprattutto con i tre dietro che hanno accettato i duelli. Tutti sono stati coraggiosi ad andare in avanti a pressare la loro difesa. Abbiamo cercato di togliere il possesso palla alla Juve. Mi sono piaciuti i subentrati. È quello che mi aspettavo. Dedichiamo la vittoria ai nostri tifosi”.
Le parole alla squadra a fine gara – “Nel cerchio di centrocampo ho chiesto un regalo lunedì, di non cadere più nei tranelli delle partite che sembrano facili ma non lo sono, come può essere la Cremonese. In queste serate ci esaltiamo, la partita complicata per noi è quella di lunedì, ma abbiamo raggiunto una consapevolezza importante nei nostri mezzi. Anche nelle difficoltà ci sappiamo stare”.
Il passato da ex – “Sentivo questa partita in modo particolare: la Juve è stato il mio passato, sai che loro giocano con una mentalità vincente, che vogliono batterti. Noi stasera abbiamo fatto una grande prestazione, da squadra matura, perché siamo stati competitivi”.
L’ambizione – “Vogliamo cercare di arrivare fino in fondo e provare a vincere la Coppa Italia. Questa è l’Atalanta che vorrei sempre. Questo spirito, questa unione, mentalità e aggressività, oggi ho visto una squadra tosta. La squadra sta avendo coraggio anche nel palleggio, siamo in forte miglioramento e stasera si è vista una grande prestazione”.
L’effetto dei subentrati – “Non mi voglio prendere meriti che non ho, come i cambi al momento giusto… i cambi volevo farli anche prima, ma ho voluto far stare la squadra nella difficoltà. La Juve ha iniziato a palleggiarci meglio”.
La forza del gruppo – “Sono tutti ragazzi seri e grandi uomini: mi viene in mente Hien che non sta giocando ma che è un enorme esempio in allenamento, Kolasinac che ha avuto un fastidio, poi Pasalic, Kossouonu, Krstovic va a duemila sempre. Zalewski la partita scorsa oggi gioca e poi sta in panchina ma è il primo che esulta, poi Sportiello e Rossi sono sempre i primi a incitare i compagni. C’è un grande spirito di squadra e di gruppo: abbiamo anche Bakker, c’è il mercato chiuso, siamo felici di come ha operato. Ora abbiamo partite difficili, dobbiamo cavalcare questo entusiasmo”.
Le parole di Scalvini
Dimenticarsi gli infortuni – “Devo ringraziare tanto lo staff del mister, perché ho fatto molti lavori aggiuntivi dopo il loro arrivo che mi hanno permesso di stare molto bene. Ci sono stati periodi più bassi, perché quando succedono quelle cose non è facile. Ma ho imparato ad essere più forte di testa. Ho sempre ringraziato i miei compagni per essermi stati vicini. Ora vedo le cose dal lato positivo, c’è sempre qualcosa di peggio”.
Il gesto prima del rigore – “Sono andato a proteggere il dischetto, poi Perin mi ha detto che loro non fanno queste cose e mi son spostato. No, non volevo calciarlo… (ride, ndr)”
La crescita del gruppo – “Il gruppo è sempre stato forte e unito, tra di noi mai problemi, ma solo coesione: ci troviamo bene in campo ed extra campo, ci troviamo bene tra di noi. Possiamo migliorare in ogni aspetto, proviamo tante cose in allenamento e nei video, sicuramente abbiamo un po’ sofferto stasera sulle palle inattive e dovremo stare più attenti, cercare di mantenere bene la marcatura. Ma è qualcosa che si può migliorare in particolare. Siamo diventati più consapevoli nel saper soffrire nei momenti di difficoltà e sfruttare le occasioni che ci vengono date”.



