Il caso
|Consorzio dei taxi, no alla seconda licenza proposta dal Comune: “Non vale la pena”
Cotabe, che rappresenta 34 dei 47 tassisti con licenza rilasciata da Palazzo Frizzoni, ha comunicato di non essere interessato alla misura. Tra le motivazioni la durata limitata del permesso aggiuntivo, la domanda ridotta sei mesi l’anno e la mancanza di parcheggi
Bergamo. Un’occasione mancata, almeno per ora. Il potenziamento del servizio taxi in città, pensato da Palazzo Frizzoni per affrontare i picchi di domanda per Milano Cortina 2026 e Bergamo Città Europea dello Sport 2027, si arena prima ancora di partire. Il Consorzio Tassisti Artigiani Bergamaschi (Cotabe) – proprietario di Radio Taxi Bergamo, compagnia ufficiale della città che rappresenta buona parte dei tassisti con licenza rilasciata dal Comune – ha rinunciato alla delibera ratificata da Palafrizzoni nei mesi scorsi per potenziare il servizio in città in vista dei periodi di maggior richiesta.
Cerchiamo di mettere un po’ di ordine. A novembre il Comune di Bergamo aveva approvato una delibera per il potenziamento del trasporto pubblico non di linea, vale a dire taxi e servizi di noleggio con conducente (Ncc), per rispondere al prevedibile aumento di richiesta del servizio per le Olimpiadi Invernali di Milano Cortina, la stagione turistica estiva e, in prospettiva, per il 2027, quando Bergamo sarà Capitale Europea dello Sport. Una misura sperimentale che avrebbe consentito l’aumento temporaneo del numero di taxi in circolazione.
La normativa nazionale permette infatti ai tassisti con licenza comunale di richiederne una seconda per un periodo di tempo pari a due anni. La situazione, al momento, sembra però in stallo. Palazzo Frizzoni nelle scorse settimane ha infatti ricevuto una lettera dal Consorzio bergamasco, rappresentato dal presidente Massimiliano Manzoni, che ha scelto di non approvare a sua volta la delibera. “Per noi sarebbe tutto pronto – sostiene Marco Berlanda, assessore alle Politiche della Mobilità del Comune di Bergamo -, ma il consorzio ha contestato la misura. Chiaramente non possiamo imporla, quindi ne prendiamo atto”.
Le motivazioni dell’associazione appaiono piuttosto chiare: “Non se ne avverte il bisogno – afferma il presidente Manzoni -. Per così poco tempo non ne vale la pena. In più, il nostro territorio non è interessato dai flussi legati alle Olimpiadi, che si svolgono tra Milano e il Trentino. Abbiamo comunque apprezzato le intenzioni propositive mostrate dalla Giunta”. Secondo Manzoni infatti non avrebbe avuto senso aprirsi alla delibera “per sole due settimane – continua il tassista – anche perché per sei mesi all’anno (autunno e inverno, ndr) la situazione è piuttosto calma. Non avremmo neanche abbastanza parcheggi per ospitare tutti i taxi”. Chissà se, con l’avvicinarsi del 2027 e il probabile aumento di turisti per Bergamo Capitale Europea dello Sport, la situazione non possa cambiare.
Cotabe comprende 34 dei 47 tassisti con licenza emessa dall’amministrazione comunale cittadina. La posizione del Consorzio potrebbe non essere lo stesso dei lavoratori esterni: come confermato da Berlanda, una contestazione ufficiale alla delibera è arrivata solamente da Cotabe. “Come amministrazione – chiarisce l’assessore – risponderemo alla lettera del Consorzio. Chi invece è d’accordo con la misura proposta è libero di usufruirne già da ora”.
I turni lavorativi
Nel frattempo, i tassisti di Cotabe hanno richiesto una maggiore flessibilizzazione dei turni per ottimizzare la qualità del proprio servizio, riscontrando la disponibilità da parte di Palazzo Frizzoni. Attualmente a Bergamo i turni ordinari sono di 10 o 12 ore (se con un’ora di pausa, ndr). Nel 2020 Regione Lombardia diede la possibilità ai tassisti impiegati nei Comuni con meno di 150 mila abitanti di integrare quattro ore al turno standard. Ora la volontà da parte del Consorzio è quella di veder rimuovere ogni tipo di limite lavorativo. “Chiediamo anche una maggiore flessibilità nella gestione dei mezzi di trasporto pubblici – dichiara il presidente Manzoni -. Per ora è una questione complicata: a Bergamo ci sono diversi cantieri aperti”.
Le licenze aggiuntive
Non sono ancora state assegnate due delle otto licenze a titolo oneroso messe a disposizione dal Comune nel luglio del 2024. Il riferimento è alla normativa contenuta nel Dl Asset del 2023, che consente un incremento di licenze non superiore al 20% anche per i Comuni forniti di aeroporto, come nel caso di Bergamo. Una volta conferite le licenze mancanti, la quota ricavata dovrebbe essere ripartita fra tutti tassisti del Comune. Si tratta di una cifra intorno ai 760 mila euro: poco più di 18 mila euro a testa per ognuno dei 41 tassisti muniti di licenza bergamasca ai tempi dell’istituzione del bando. Con le restanti licenze la situazione pare essere in totale stand-by. “Le due licenze sono da riassegnare, valutando se ci siano soggetti interessati”, spiega Berlanda. Nel frattempo il Comune ha richiesto il raddoppiamento delle licenze attuali a Regione Lombardia: “Siamo in attesa di una risposta”, conclude l’assessore.




