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“Vannacci-Lega, una storia già scritta. A Salvini interessa stare sulla barca che galleggia mentre il Nord affonda”

Riceviamo e pubblichiamo la lettera di un militante di lungo corso del Carroccio provinciale

Riceviamo e pubblichiamo la lettera di un militante di lungo corso della Lega bergamasca.

Chissà quanti militanti il giorno dopo l’uscita preannunciata di Vannacci dalla Lega di Salvini, se interpellati potrebbero rispondere Vannacci chi? La storia era già scritta il giorno delle elezioni europee 2024. A Salvini serviva Il Generale e viceversa. Al primo ha evitato una debacle che gli sarebbe costata la segreteria al secondo è servito l’ascensore per la poltrona in Parlamento europeo. Basterebbe questo per capire il gioco delle parti.

Ma c’è un ma. Un ma che dovrebbe far riflettere. Ma i militanti, gli elettori della Lega possono essere usati solo per fini elettorali? C’è un Segretario di una Lega nata con un’identità ben precisa, quella che ha riportato al centro del dibattito politico il fattore Nord. Quel Nord che produce, che chiede da anni il Federalismo fiscale, che rivendica Autonomia, un segretario che ha tradito le sue origini. Il Ministro Capitano si è fatto strada sotto il simbolo della Padania per poi vendere l’anima alla causa italiana. Da Prima il Nord, si è passati a Prima l’Italia.

Salvini parla di tradimento del Generale, peraltro sottolineando “Noi lo abbiamo candidato” noi chi? Lo ha mai chiesto ai Militanti? Per non farsi mancare nulla lo ha nominato vice segreterio in barba allo statuto. E gli altri vertici della lega salviniana? Prima zitti tutti o quasi per timore di epurazione, oggi tutti a rincorrere “lo avevo detto, lo sapevo, ingrato, mai stato uomo della Lega.”

C’è anche qualcuno, fra i più furbi dei vertici della Lega evita, pro domo sua, di commentare. In una normale azienda se il Ceo sbaglia, se fa perdere immagine e denaro alla sua azienda paga, viene estromesso senza esitazione. In politica no. Un Segretario prende i militanti e gli elettori come numeri, tradisce il suo mandato, ma resta. Resta perché serve il Congresso per sfiduciare o rinnovare il partito (che prima era Movimento). Nessun militante che abbia una carica oserebbe sfiduciare il Capitano, per la paura di perdere una posizione attuale, virtuale o ambita.
Così che si accetta tutto ed il contrario di tutto. Dal Nord al Ponte di Messina. Dalla promessa di togliere la Legge Fornero all’aumento dell’età pensionabile. Dalla promessa di togliere il bollo auto all’aumento delle accise sul carburante.

Roberto Vannacci Pontida

Le felpe del Capitano cambiate di giorno in giorno come si fa con la biancheria intima, con i militanti che non hanno più un diritto di fare politica all’interno delle sezioni, con i Segretari provinciali ridotti a fare gli “amministratori di condominio”. Non è tutta colpa di Salvini se quasi il cinquanta percento degli elettori diserta le urne, ma certamente questa classe politica senza Cultura della Politica, contribuisce al disinteresse di quel Popolo silenzioso che diserta il voto. Ripensiamo alla Prima Repubblica tanto criticata, ma forse oggi rivalutata. Quelli erano Politici veri, indipendentemente dallo schieramento, con tutti gli umani difetti, ma con la conoscenza della storia, con Cultura politica che oggi appartiene ai social, ma non al popolo.

Che poi in fin dei conti a Salvini interessa solo avere quel numero percentuale necessario a stare sulla barca che galleggia mentre il Nord affonda. Allora fra Salvini e Vannacci chi fra i due è il traditore?  Il simbolo della Lega Salvini non dovrebbe essere quello dell’Alberto da Giussano di “nobili” origini, bensì quello del Giano Bifronte.

Lettera firmata.