Tripudio Atalanta! Splendido 3-0 sulla Juve, è in semifinale di Coppa Italia
Apre il rigore di Scamacca, nel secondo tempo sigillano i subentrati Kamaldeen e Pasalic. Ora la sfida a una tra Lazio e Bologna, che si sfideranno l’11 febbraio
Bergamo. Il sogno del ritorno a Roma è un passo più vicino. Per la quarta volta nella storia, l’Atalanta elimina la Juventus in Coppa Italia e si regala una semifinale da disputare contro una tra Lazio e Bologna, finestra su quella che potrebbe essere la quarta finale nel giro di un decennio. Lo ha ricordato Djimsiti nel pre-partita: “La strada non è lunga”, ma resta difficile e tortuosa, anche se eliminare i più titolati d’Italia ha sempre un qual certo sapore per la Dea.
1996, 2005, 2019 e ora anche 2026. Date scolpite nella storia nerazzurra, serate da ricordare come ne sta vivendo tante Bergamo ultimamente. Anche se i bianconeri erano rimasti spesso indigesti: una vittoria e 5 ko nelle ultime 6 in Coppa. Non 1, non 2, ma 3-0. Una vittoria rotonda come nel gennaio 2019 in Coppa e che a Bergamo contro i bianconeri mancava da 4 anni in tutte le competizioni. Ottenerlo in una gara secca vale, eccome se vale. Soprattutto perché avvicina ancora di più ad un obiettivo fin troppo a lungo sfiorato e che tutta l’Atalanta vuole agguantare.
La partita
L’importanza della serata si evince dalle scelte di Palladino, che schiera sostanzialmente l’undici titolare, con Ahanor preferito a Kolasinac: il classe 2008 sarà squalificato in campionato dopo il rosso di Como e salterà il match con la Cremonese, al pari di De Roon, arrivato al 5° giallo in campionato. Il capitano compone la diga centrale con Ederson, con Bernasconi preferito a Zalewski a sinistra e Raspadori – che abbraccia calorosamente Spalletti prima del fischio d’inizio, con cui ha vinto uno scudetto al Napoli – nuovamente titolare in casa nel tridente con gli intoccabili De Ketelaere e Scamacca.
In porta c’è Carnesecchi, dopo la straordinaria prestazione esibita sul campo del Como, e il fatto che già dopo 8 secondi Thuram abbia l’occasione di agganciare la palla dentro l’area fa capire che la serata non si preannuncia esente da lavoro extra. L’atteggiamento dei bianconeri, tatticamente in campo a specchio con la difesa a tre e la difesa aggressiva sull’uomo, danno ritmo alla partita in una New Balance Arena pienissima e dall’atmosfera rovente che non fa neanche patire il fresco invernale.
Il duello tutto fisico tra Bremer e Scamacca caratterizza e determina il primo quarto d’ora: chi dei due ne esce vincente propizia in positivo l’azione della propria squadra. Carnesecchi ha il suo da fare su Conceiçao, tarantolato contro un Ahanor in enorme difficoltà nel contenere la sua vivacità: il portoghese coglie anche una clamorosa traversa. L’Atalanta ha bisogno di un episodio che puntualmente arriva: un cross di Ederson che incoccia la mano di Bremer, ritenuta troppo larga dopo controllo Var. E dal dischetto Scamacca aprendo il destro è magistrale.
Lo svantaggio non scalfisce la Juve, convinta delle sue idee e pericolosa anche con i calci piazzati. Ma anche l’Atalanta con il vantaggio in mano si sente più sicura e anche all’uscita dagli spogliatoi dopo l’intervallo sviluppando ottime trame soprattutto sul proprio lato destro, cavalcando l’ottima vena di Zappacosta. Certo, ci vuole un super Djimsiti per evitare che McKennie e David dentro l’area combinino per l’1-1 e anche per fermare Thuram con un tackle da far vedere alle scuole calcio.
Spalletti si gioca la carta dell’ex Boga (accolto da qualche fischio) per passare al 4-2-3-1 e alzare il livello di imprevedibilità dell’attacco, riuscendoci, con l’ivoriano in discreto spolvero. Dopo una grande chiusura di Scalvini e un colpo di testa largo di Kelly, Palladino aggiunge più freschezza con Kamaldeen alto a sinistra e Bellanova in fascia, togliendo uno Scamacca esausto, poi Krstovic e Kossounou, mentre Spalletti completa l’asse degli ex con Holm e il fischiatissimo Koopmeiners, preso di mira da tutto lo stadio, nessun settore escluso.
I cambi vincenti sono però quelli di Palladino, visto che a 13 minuti dalla fine Bellanova e Kamaldeen determinano l’asse per il 2-0 che manda in visibilio la curva. E poi ci pensa Pasalic, anche lui entrato da 100 secondi, a sigillare il passaggio del turno. Ora di fronte una tra Lazio e Bologna, che si sfideranno l’11 febbraio: contro i biancocelesti andata in trasferta (4 marzo) e ritorno in casa (22 aprile), contro gli emiliani viceversa. Con la chiusura sarcastica della Curva Nord dedicata ai divieti di trasferte: “Osservatorio, si va in semifinale: ennesimo divieto o iniziate a ragionare?”.
Atalanta-Juventus 3-0
Marcatori: 27′ rig. Scamacca, 77′ Kamaldeen, 85′ Pasalic
Atalanta (3-4-3): Carnesecchi; Scalvini (75′ Kossounou), Djimsiti, Ahanor; Zappacosta (70′ Bellanova), De Roon, Ederson, Bernasconi; De Ketelaere (83′ Pasalic), Scamacca (70′ Kamaldeen), Raspadori (75′ Krstovic). A disp. Sportiello, Rossi, Hien, Kolasinac, Bakker, Zalewski, Musah, Samardzic. All. Palladino
Juventus (3-4-2-1): Perin; Gatti (64′ Boga), Bremer, Kelly; Kalulu, Locatelli (74′ Koopmeiners), Thuram, Cambiaso (80′ Openda); Conceicao (80′ Zhegrova), McKennie; David (74′ Holm). A disp. Di Gregorio, Pinsoglio, Cabal, Adzic, Miretti, Kostic, Yildiz. All. Spalletti
Arbitro: Fabbri
Ammoniti: –
Espulsi: –
Note: 22.623 spettatori, incasso di € 715.775,50. Recupero tempo: pt 2′, st 3′
I gol
1-0 rig. Scamacca (27’) – Ederson sfila sulla sinistra e prova a pennellare un cross che trova il pugno di Bremer, posizionato appena dentro l’area e con il braccio troppo aperto: dopo revisione Var, Fabbri assegna il calcio di rigore. Dal dischetto il numero 9 nerazzurro è impeccabile nell’aprire il destro, leggere il tuffo di Perin dalla parte opposta e spiazzarlo con freddezza.
2-0 Kamaldeen (77’) – Azione di ripartenza della Dea avviata da un recupero palla di De Roon su Thuram a centrocampo, Bellanova va in fuga a destra e crossa basso in area: Krstovic non ci arriva sul primo palo, Kamaldeen sul secondo sì e in allungo deposita in rete.
3-0 Pasalic (83’) – Recupero palla alto dell’Atalanta contro una Juve in scoramento: Krstovic dentro l’area è altruista nel servire Pasalic, che col destro chirurgico deposita la palla sul secondo palo con un preciso rasoterra.



