L’azienda di Grassobbio si è occupata di tutta la parte logistica legata alla fornitura dell’abbigliamento del personale addetto ai cronometri di gara: “Abbiamo perso l’appalto per la produzione, ma ci siamo reinventati per non perdere l’opportunità. Bisogna sapersi adeguare con velocità ai mutamenti del mercato”
La gara per la fornitura delle divise olimpiche che saranno indossate dai cronometristi di Omega se l’è aggiudicata un’altra azienda del settore, ma la Pielleitalia di Grassobbio ha trovato comunque il modo di fare la propria parte per essere coinvolta nell’evento a cinque cerchi di Milano-Cortina che scatterà venerdì 6 febbraio.
Questione di intuizione, tenacia e, ovviamente, saper fare. Perché in un contesto fortemente sfidante e caratterizzato da competitor dimensionalmente più grandi e con maggiori risorse economiche, è la qualità del servizio che può fare la differenza.
È quanto ha pensato il Ceo Giuseppe Pezzini che ha ben presto accantonato la delusione per la mancata selezione e ha rilanciato: “Avevamo predisposto design, idee e campioni, ma all’inizio dello scorso anno ci è stato comunicato l’esito negativo della gara. Allora abbiamo fatto un semplice ragionamento – spiega – Perché perdere un grande cliente se posso in qualche modo collaborare con lui? Siamo una piccola azienda, con una decina di dipendenti in Italia, e per noi poter prendere la piccola parte di un grande business può essere vitale. Così, pur non essendo il nostro core business, ci siamo proposti di gestire tutta la logistica della distribuzione delle divise che in quel momento ancora non era stata organizzata”.
Uno strappo alla regola perché l’azienda, nata nel 1980 e specializzata nella creazione di collezioni sostenibili e personalizzate di uniformi e merchandising per grandi clienti internazionali, si occupa sì della spedizione in tutto il mondo dei prodotti, ma esclusivamente di quelli di propria produzione.
La velocità e la precisione logistica è però parte integrante del processo e uno dei punti di forza aziendali, tanto che tra luglio e settembre 2025 l’accordo va in porto per la realizzazione di centinaia e centinaia di kit da assemblare e recapitare a ogni singolo cronometrista, ospite o staff di Omega presente nelle sedi di gara delle Olimpiadi e delle Paralimpiadi: “Dalla nostra avevamo la grande esperienza maturata in oltre 40 anni di attività e una base operativa, a Bergamo, perfettamente posizionata per assolvere al compito – continua Pezzini -. In sostanza abbiamo ricevuto dal produttore tutto il necessario, suddiviso solamente per categoria di prodotto. A ogni nome e cognome doveva corrispondere un numero prestabilito di articoli e accessori, della giusta taglia e nella giusta quantità. Una volta preparato il kit lo abbiamo inviato direttamente nelle stanze d’albergo dei destinatari: proprio in queste ore stiamo ultimando le ultimissime consegne, in tempo per l’avvio della manifestazione, e poi passeremo alla parte paralimpica. Serve adeguarsi anche all’evoluzione del mercato, aggiungendo una parte fondamentale di servizio che è sempre più rilevante nella scelta dei clienti”.
Una strategia che l’azienda non ha limitato solo al caso specifico, ma che ha assunto come linea guida per lo sviluppo futuro, in un continuo modellarsi per rispondere sempre meglio e in modo puntuale alle nuove sfide.
La prima quella della sostenibilità, che già dagli albori ne contraddistingue l’operato, tanto che Pielleitalia già dal 2004 si può fregiare delle certificazioni Iso 14001 ed Emas III: “Per noi è un tema cardine da più di 20 anni e cerchiamo sempre nuove soluzioni – aggiunge Pezzini – L’apertura di Pielleswiss rientra in quest’ottica, con una forte spinta su ricerca e sviluppo. Abbiamo scelto la Svizzera perché più ricettiva e pronta dell’Italia nell’applicare le idee, anche dal punto di vista normativo: qui facciamo scouting tecnologico per i nostri clienti, ideando soluzioni di recupero, riciclo e riutilizzo del tessile, mettendo a disposizioni soluzioni che riducono concretamente l’impatto ambientale. La ricerca, dunque, è l’altro nostro driver strategico, che già ci vede detentori di due brevetti”.
A questa attività si affianca anche quella di produzione, localizzata in India, importantissimo hub alternativo alla Cina per numeri e vicinanza a mercati con grandi opportunità come quello africano e asiatico.
E l’Italia? “È il fiore all’occhiello, dove il nostro knowhow viene esaltato nel design, nella prototipazione e nella ricerca dei materiali – illustra Pezzini – È il cervello e la leadership, dove nasce il top di gamma per quelle realtà che possono sostenere il costo di un made in Italy. È importante ricordarsi che i prodotti di cui parliamo sono per la gran parte destinati ad essere un omaggio, non generano alcun utile all’azienda che lo ordina e per questo spesso il cliente cerca il massimo risparmio. L’esternalizzazione di alcune attività va vista in quest’ottica, per dimostrare che al prodotto competitivo a livello di prezzo sappiamo affiancare anche quello di altissima gamma”.