La dottoressa Piazzini: “La vera chiave del successo sta nell’equilibrio, solo così il cambiamento diventa reale, sostenibile e duraturo”
Bergamo. Da uno studio della dottoressa Giada Piazzini, dietista della MindFit Clinic con laurea magistrale in Alimentazione e Nutrizione Umana, molte persone, quando iniziano un percorso dietetico con l’obiettivo di perdere peso, ottengono inizialmente risultati molto incoraggianti: il peso diminuisce in modo soddisfacente e questo rappresenta una forte motivazione a continuare. Tuttavia, in una buona parte dei casi, a un certo punto sembra che la dieta “smetta di funzionare”: la perdita di peso si blocca e i sacrifici richiesti non appaiono più proporzionati alle poche soddisfazioni che arrivano e ai risultati che scarseggiano.
Questo fenomeno porta spesso ad abbandonare il percorso intrapreso, perché si ha la sensazione che non valga più la pena affrontare tante rinunce per risultati ormai modesti. È facile, infatti, che subentri un pensiero come: “Perché dovrei continuare a seguire la dieta, se tanto non cambia nulla?”
Dal punto di vista scientifico esistono diverse motivazioni che spiegano come si instauri questo meccanismo e, partendo da queste informazioni, è possibile ragionare su un approccio con maggiori probabilità di successo. È importante sottolineare che non si tratta di limitarsi al semplice concetto del “per dimagrire devo mangiare meno”, ma di adottare un approccio più ampio e integrato, capace di considerare i diversi aspetti in gioco e, soprattutto, di essere sostenibile nel tempo.
Nonostante, durante un percorso di dimagrimento, l’obiettivo sia quello di ridurre esclusivamente la percentuale di massa grassa, è inevitabile che il calo di peso comporti anche una riduzione della massa magra, compartimento corporeo che comprende anche la massa muscolare scheletrica. In genere, sul totale del peso perso, circa il 20–40% è rappresentato proprio dalla massa magra, mentre la restante parte deriva dalla perdita di massa grassa. Per questo motivo, i percorsi dietetici più efficaci non dovrebbero puntare solo al calo ponderale, ma anche al mantenimento della massa muscolare.
La riduzione della massa muscolare comporta una riduzione del metabolismo basale (l’energia che viene consumata da un individuo a riposo), poiché è il tessuto muscolare ad essere metabolicamente attivo e quest’ultimo richiede più energia per il suo mantenimento rispetto al tessuto adiposo. Una perdita di muscoli riduce il dispendio calorico a riposo, rendendo dunque più difficile proseguire nel percorso di calo ponderale, facilitando il recupero di peso e rischiando di dare inizio ad un circolo vizioso difficile da interrompere.
Oltre a questo aspetto, è importante considerare che, in presenza di restrizioni caloriche che modificano il bilancio energetico dell’organismo, il corpo tende ad attivare un fenomeno noto come
adattamento metabolico. Si tratta di una risposta fisiologica che funziona come una sorta di “risparmio energetico”, un vero e proprio meccanismo di sopravvivenza: l’organismo interpreta la restrizione come un segnale di allarme e cerca di proteggersi riducendo il dispendio energetico.
Per cercare di mantenere i primi e soddisfacenti risultati ottenuti, verrebbe spontaneo pensare che sia necessario proseguire con ulteriori riduzioni caloriche o, quantomeno, continuare a “mangiare meno” per ottenere il tanto desiderato calo ponderale. Ma è davvero possibile andare avanti in questo modo?
È spesso questo il ragionamento che porta a chiedersi: “Per quanto tempo dovrò seguire la dieta?” e “Quando potrò tornare a mangiare normalmente?” Forse è proprio su questi punti che vale la pena soffermarsi. Non tanto per trovare una risposta definitiva a queste domande, quanto per chiedersi se siano davvero le domande giuste da porsi. Sarebbe importante smettere di pensare alla dieta come a un dimagrimento fine a sé stesso o come a un percorso il cui unico obiettivo sia ridurre il numero che compare sulla bilancia. Ridurre il peso corporeo, quando necessario, è importante per diminuire i rischi legati al suo eccesso, ma questo non deve avvenire a scapito di altri aspetti fondamentali della salute.
Un percorso efficace deve tenere conto anche del mantenimento di una buona massa magra, così come degli aspetti sociali e psicologici legati al cibo: la convivialità, il piacere di gustare certi alimenti e la libertà di scegliere cosa mangiare senza concentrarsi esclusivamente sul valore nutrizionale o sul bilancio della giornata.
Iniziare un percorso dietetico non dovrebbe essere visto come un semplice “ridurre le calorie”: è un’opportunità per trasformare le proprie abitudini alimentari in modo positivo e duraturo, costruendo uno stile di vita sostenibile, che possa essere portato avanti nel tempo. Significa creare un’alimentazione che rispetti il piacere di mangiare, che valorizzi la convivialità, il gusto personale e le esigenze di ciascuno, senza rinunciare alla gioia di stare a tavola.
Un percorso davvero efficace è quello supportato anche dalla giusta attività fisica, indispensabile per mantenere la massa muscolare, che con l’età tende naturalmente a ridursi. Ma è altrettanto
fondamentale porsi obiettivi realistici, rispettosi del proprio corpo: troppo spesso la società ci propone immagini di corpi irraggiungibili, che richiedono sacrifici estremi e un impegno totalizzante su alimentazione e sport, a scapito della salute psicologica e della qualità della vita.
I corpi sani, in realtà, spesso appaiono molto più “normali” di quanto siamo portati ad immaginare. La vera chiave del successo sta nell’equilibrio: prendersi cura di sé, senza rinunciare al piacere, al gusto, alla convivialità e alla propria libertà. Solo così il cambiamento diventa reale, sostenibile e duraturo.
Giada Piazzini
Dietista con laurea magistrale in Alimentazione e Nutrizione Umana MindFit Clinic
Fonti:
McCarthy D, Berg A. Weight Loss Strategies and the Risk of Skeletal Muscle Mass Loss. Nutrients. 2021 Jul 20;13(7):2473. doi: 10.3390/nu13072473. PMID: 34371981; PMCID: PMC8308821.
Müller MJ, Enderle J, Bosy-Westphal A. Changes in Energy Expenditure with Weight Gain and Weight Loss in Humans. Curr Obes Rep. 2016 Dec;5(4):413-423. doi: 10.1007/s13679-016-0237-4. PMID: 27739007; PMCID: PMC5097076.