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Olimpiadi, l’impatto sull’economia bergamasca: “Nessun sold-out, ma prenotazioni in crescita e benefici a lungo termine”
Foto di Taylor Beach su Unsplash

Secondo le stime di Ascom Confcommercio il giro d’affari è già salito da 3 a 4,5 milioni, ma potenzialmente potrebbe arrivare a 6 qualora si arrivi a saturazione negli alberghi: “Città e provincia hanno già dimostrato di saper essere attrattivi anche ad eventi conclusi”

Anche Bergamo risentirà dell’impatto delle Olimpiadi di Milano-Cortina 2026. Non come il capoluogo regionale o i territori selezionati come sedi di gara, ma in città (soprattutto) e in provincia (un po’ meno) tutto il sistema dell’ospitalità beneficerà dell’appuntamento a cinque cerchi, dal quale ci si attendono ritorni tangibili sia nell’immediato ma anche nel prossimo futuro.

Tre i fattori determinanti.

Il primo: la vicinanza con Milano. Con posti letto in alberghi, affittacamere e b&b praticamente introvabili, i turisti olimpici hanno dovuto ben presto allargare i propri orizzonti e, a cascata, iniziare ad allontanarsi dall’epicentro. Un processo più lento del previsto, che non ha avuto quella programmazione in largo anticipo che solitamente caratterizza eventi di questa portata, ma che si sta invece palesando sempre più all’avvicinarsi dell’inaugurazione.

Prenotazioni sostanzialmente dell’ultimo minuto, quindi, ma che stanno portando a una positiva rivisitazione delle stime verso l’alto. La conferma arriva da Ascom Confcommercio Bergamo, che aveva inizialmente calcolato un giro d’affari legato ai Giochi di circa 3 milioni di euro: “In base ai dati dell’ultima settimana, invece, siamo già saliti a 4,5 milioni – spiega il direttore Oscar Fusini – Potenzialmente, qualora il settore dell’accoglienza dovesse toccare il tutto esaurito, l’indotto totale del commercio potrebbe arrivare a 6 milioni. La saturazione delle camere a Milano sta spingendo gli ospiti verso Bergamo e area omogenea. Anche la Bassa, nonostante la scarsa disponibilità di posti, ha buone potenzialità perché territorio di continuità con il Milanese. Buono l’andamento dei laghi, che mantengono la propria capacità attrattiva soprattutto nei confronti di una clientela nordica. Le valli faticano e al momento per quelle zone non stiamo rivedendo verso l’alto i tassi”.

Tendenze confermate da Alessandro Capozzi, presidente degli albergatori bergamaschi: “Rispetto ai normali mesi di febbraio degli anni scorsi stiamo ricevendo più prenotazioni, evidente correlazione col fenomeno olimpico. Non siamo al tutto esaurito, ma calcolando che saremmo in un periodo di bassa stagione, siamo tranquillamente su un +6/8%, per un’occupazione di circa il 70%. Siamo portati a pensare che ci sarà un nuovo aumento delle prenotazioni più sotto data, ma tenendo presente che siamo meta di transito e non di destinazione finale è già tanta roba”.

Considerazioni che hanno portato a una scelta ben precisa, ed è il secondo fattore determinante della capacità di Bergamo di cogliere l’opportunità olimpica, vale a dire quella di mantenere prezzi contenuti e in linea con le medie del periodo, o in ogni caso lontanissimi dalle impennate che hanno subito tra Milano, Cortina, Valtellina e aree limitrofe.

“Ci sono stati lievi ritocchi verso l’alto, ma nessuna esagerazione – continua Capozzi – Capiamoci: non è il Salone del Mobile, che per vicinanza all’evento fa di Bergamo una delle mete preferite e direttamente interessate. Siamo anche consapevoli che l’Olimpiade può fare da volano per prenotazioni future, come è stato per l’Expo di Milano, perché Bergamo ha una sua riconoscibilità e attrattività”.

Terzo elemento chiave la presenza dell’aeroporto, che pur non avendo fatto segnare alcun aumento del numero di collegamenti, ha nel suo programma un ampio ventaglio di destinazioni che ne hanno fatto punto d’appoggio privilegiato per tifosi e appassionati da ogni angolo d’Europa, con un tasso di riempimento dei voli praticamente prossimo al 100%.

“D’ora in poi tutto il movimento extra che si genererà su Bergamo dipenderà quindi da altri mezzi di trasporto, l’auto su tutte – conclude Fusini – La partita verso la saturazione si giocherà lì. Il settore accomodation rimane il più interessato e, a seguire, ristorazione e commercio. Città e provincia sono attrattivi e lo saranno ancora di più dopo questo evento: ce lo dicono le esperienze passate di Expo, passerella di Christo e Capitale della Cultura. Per completare il quadro avremmo bisogno di un volano importante che impatti sulle Valli”.