Nuova caserma dei carabinieri a Verdello: l’area è pronta ma resta il nodo fondi
La struttura di via Adua è obsoleta e difficilmente recuperabile. Senza risorse esterne il progetto non può decollare
Verdello. L’interesse c’è e pure l’area è stata individuata. Senza risorse, però, il progetto per la nuova caserma dei carabinieri resta fermo al palo. D’altronde, i Comuni che vi afferiscono, lo stesso Verdello, Arcene, Pognano e Lurano, non hanno la forza economica per sostenere, da soli, un intervento che potrebbe cubare all’incirca 4 milioni di euro.
La struttura di via Adua, attualmente in funzione, è obsoleta e difficilmente recuperabile. Da qui la necessità di individuare una nuova sistemazione per i carabinieri: esigenza che è stata formalizzata attraverso il Pgt, con la destinazione di un’area specifica per ospitare una nuova caserma.
“Abbiamo fatto tutto quello che era nelle nostre possibilità – spiega il sindaco Fabio Mossali – l’area è già individuata, lo strumento urbanistico è pronto e c’è la condivisione sia dell’Arma che dei quattro Comuni. Senza un intervento di un livello superiore, però, un’operazione del genere non è sostenibile”.
L’amministrazione comunale ha avviato contatti con Regione Lombardia, nella speranza che le linee di finanziamento per questo tipo di interventi vengano rimpinguate.
“Nel frattempo – aggiunge Mossali – erano intervenuti contributi a livello nazionale destinati alla costruzione di nuove caserme. Le strutture che si stanno realizzando oggi sono quasi tutte finanziate con queste risorse. Tuttavia, confrontandoci con i tecnici di Regione, è emerso che anche questa linea di sostegno è ormai sostanzialmente esaurita e che le risorse disponibili sono già impegnate. L’esito degli incontri – dice il primo cittadino – è stato comunque positivo, perché c’è la disponibilità a valutare, insieme alla parte politica, la possibile riapertura dei finanziamenti”.
Dal punto di vista urbanistico, il territorio è pronto. L’area individuata si trova nella zona sud del paese, a ridosso della ex Statale 42 e di via della Repubblica, in una posizione considerata strategica anche per garantire interventi rapidi sul territorio.
“Se le risorse ci fossero potremmo partire subito – sottolinea Mossali -. Non esiste ancora un progetto vero e proprio, ma le caserme seguono modelli standard: i carabinieri indicano le loro esigenze e noi le recepiamo. La questione è economica”.
I tempi, in ogni caso, non sarebbero immediati: “Se le cose andassero per il verso giusto – conclude – la prima pietra potremmo posarla tra, almeno, due anni”.


