Le Olimpiadi della politica o dello sport? Ecco come i bergamaschi vedono Milano-Cortina 2026
La fiamma è arrivata in città, ma non ha portato in tutti lo spirito a cinque cerchi: i punti di vista dei cittadini, tra temi sociali, politici e le ambizioni di medaglie
Bergamo. Non sono più i tempi in cui Alberto Tomba fermava il festival di Sanremo per trasmettere in diretta la sua gara. Certo, forse non c’è più niente di paragonabile a ciò che è stato il campionissimo dello sci per lo sport italiano. Eppure, si poteva pensare che vivere un’Olimpiade invernale a casa propria potesse riportare quello spirito olimpico nella gente.
È così? In parte. È questa la sensazione che emerge nelle parole dei bergamaschi che nei giorni di avvicinamento ci hanno detto la loro su Milano-Cortina 2026. Molti le guarderanno, sì, ma in televisione. E gli orari non sono tra l’altro nemmeno così comodi, essendo in programma gli eventi spesso di mattina e soprattutto nei giorni lavorativi.
C’è curiosità, sì, ma non brucia un grande fuoco. Diversi i motivi, dalla scarsa qualità della comunicazione al fatto che siano stati i temi politici a tenere banco — e non solo quelli internazionali, ma soprattutto quelli interni. Insomma, più che le olimpiadi della gente e dello sport, sembrano più le olimpiadi degli uffici.
C’è chi le seguirà in tv, chi invece non è appassionato proprio dal “filtro”, chi con il passaggio della fiamma ha trovato il giusto spirito e chi invece nello sport vede la possibilità di unirsi.
Certo, per Bergamo ci sono le speranze di medaglia dei nostri atleti a tenere alto l’orgoglio: dalle due ‘regine’ Sofia Goggia a Michela Moioli, fino a Conti-Macii e Ghilardi-Ambrosini nel pattinaggio e che più ne ha più ne metta.
Una delegazione di 10 atleti azzurri proverà a rendere gloriosa la spedizione orobica. E magari accendere quella fiammella a cinque cerchi per rendere l’evento memorabile per meriti sportivi. Che poi, in fondo, è il succo della manifestazione sportiva più antica della storia.


