La risposta dell’assessora alla Pace di Bergamo all’intervento del consigliere Tremaglia (FdI). La sindaca Carnevali: “Il dissenso è legittimo, la violenza no”
Bergamo. “Sento il dovere, prima umano e poi istituzionale, di esprimere la mia piena solidarietà alle donne e agli uomini della Polizia di Stato rimasti feriti negli scontri del 31 gennaio a Torino. La violenza non è mai accettabile. La condanna degli scontri è netta e senza ambiguità”. Così l’assessora alla Pace del Comune di Bergamo Marzia Marchesi risponde alla polemica innescata in città dalla ricondivisione sul suo profilo Facebook di un post che, in merito agli scontri alla manifestazione a sostegno dello storico centro sociale torinese Askatasuna, secondo il consigliere di minoranza Arrigo Tremaglia (FdI) “giustificava la violenza e delegittimava lo Stato” .
“Parole indegne per un assessore di Bergamo – l’intervento di Tremaglia -. Il Comune di Bergamo non è un centro sociale, né una bacheca per slogan ideologici estremi”. “Vorrei chiarire il senso della mia posizione – la replica di Marchesi -. Ogni forma di violenza è per me inaccettabile e contraria ai valori in cui credo e al ruolo istituzionale che ricopro. La mia condivisione nasceva dalla preoccupazione per il clima di tensione che si crea quando il conflitto sociale degenera, non certo dalla volontà di legittimare episodi violenti. Allo stesso tempo, come ricorda Don Luigi Ciotti, sarebbe un errore fermarsi alla superficie degli eventi: gli scontri hanno interrotto un dialogo faticoso ma reale tra istituzioni e una parte della città. Una sconfitta per tutti”.
Tremaglia, che ha depositato in Consiglio comunale una mozione di censura urgente, aveva anche chiesto alla sindaca Elena Carnevali di prendere una posizione netta rispetto alla scelta di Marchesi. “Credo sia giusto ribadire un principio semplice e non negoziabile – la nota della prima cittadina diffusa nella prima serata di mercoledì -. Il dissenso è legittimo, la violenza no. Nessuna aggressione, né contro le forze dell’ordine né contro chi manifesta pacificamente o svolge il proprio lavoro di informazione, può essere accettata. L’assessora Marchesi non deroga certamente a questi principi”.
Elena Carnevali, sindaca di Bergamo“Come assessora alla Pace – conclude Marchesi -, sento ancora più forte la responsabilità di promuovere il dialogo, la non violenza e il rispetto delle istituzioni democratiche. La scelta più coraggiosa oggi è rilanciare il confronto con i soggetti sociali credibili, dimostrando che la pace non è assenza di conflitto, ma capacità di attraversarlo senza perdere umanità, responsabilità e senso dello Stato”.